Tradizione millenaria e patrimonio culturale dell’Umbria
Ogni anno, il 15 maggio, la città di Gubbio si trasforma nel palcoscenico di una delle manifestazioni folkloristiche più antiche e simboliche del panorama italiano: la Festa dei Ceri 2025.
Non si tratta semplicemente di una festa religiosa o di una rievocazione storica. La Festa dei Ceri rappresenta una sintesi autentica e irripetibile di devozione, identità collettiva, patrimonio artigianale e cultura popolare.
Essa costituisce un fenomeno unico, che ha attraversato i secoli senza mai interrompersi, affondando le proprie radici nel profondo legame tra il popolo eugubino e il suo Santo Patrono, Sant’Ubaldo Baldassini.
Origini e ipotesi storiche
Analizzare la genesi della Festa dei Ceri significa confrontarsi con fonti complesse, stratificate e in parte leggendarie. Due sono le principali ipotesi formulate dagli studiosi per spiegare le origini dell’evento: una religiosa, ampiamente documentata, e una pagana, meno supportata dalle fonti ma significativa dal punto di vista simbolico.
Secondo la versione religiosa, la Festa nasce come una manifestazione di devozione popolare in onore di Sant’Ubaldo, vescovo di Gubbio, scomparso il 16 maggio 1160. A partire dal secolo successivo, ogni 15 maggio – vigilia del giorno della sua morte – gli abitanti della città iniziarono a celebrare il Santo con una grande processione devozionale, definita “Luminaria”, che prevedeva il trasporto di grandi candelotti di cera offerti dalle corporazioni delle Arti e dei Mestieri. Questi pesanti manufatti cerimoniali furono poi sostituiti, alla fine del Cinquecento, da tre strutture lignee più agili e maneggevoli: i Ceri, così come li conosciamo oggi. Le caratteristiche fondamentali dell’evento, compresa la data del 15 maggio e gran parte del percorso, sono rimaste invariate da allora.
L’ipotesi alternativa propone invece una radice precristiana dell’evento, ricollegabile ai culti agrari dedicati alla dea Cerere, divinità latina delle messi e della fertilità. Questa celebrazione, secondo alcuni studiosi, sarebbe stata in seguito trasformata e cristianizzata, sopravvivendo attraverso il medioevo comunale, le signorie rinascimentali, il dominio pontificio e le fasi del Risorgimento italiano.
I Ceri: struttura, composizione e simbolismo
I protagonisti materiali e simbolici della Festa sono i tre Ceri, imponenti strutture in legno che vengono trasportate a spalla lungo un articolato percorso urbano e montano. Ogni Cero è composto da due prismi ottagonali sovrapposti, rinforzati internamente da una struttura lignea e attraversati da un asse portante in legno, chiamato timicchione. Quest’ultimo fuoriesce sia superiormente che inferiormente. La parte inferiore si incastra su un telaio di sostegno denominato barella, che permette il trasporto a spalla, mentre la parte superiore serve a fissare le statue lignee dei Santi protettori delle tre corporazioni storiche:
- Sant’Ubaldo, patrono della città, protettore dei muratori
- San Giorgio, protettore dei commercianti
- Sant’Antonio Abate, protettore dei contadini
I materiali utilizzati per la costruzione sono diversi: abete per le tavole esterne, olmo per il telaio centrale, faggio e quercia per altre componenti strutturali. Ogni Cero presenta una tipica forma a clessidra, con una strozzatura centrale e tre anelli trasversali detti panottoli. Ai lati della barella sono presenti le manicchie, ovvero stanghe di legno che consentono la presa da parte dei portatori. Le stesse manicchie danno anche il nome ai gruppi di ceraioli che si alternano durante la corsa, scelti tra amici, parenti e appartenenti alle diverse zone territoriali del Comune.
Durante l’anno i Ceri sono custoditi nella Basilica di Sant’Ubaldo sul Monte Ingino, mentre le statue dei Santi sono conservate nella Chiesa di San Francesco della Pace, detta anche “Chiesa dei Muratori”. Nonostante l’assenza di documentazione iconografica anteriore all’Ottocento, è accertato che la forma attuale dei Ceri non si discosta significativamente da quella storica.
La sera precedente la Festa, i Ceri vengono decorati con bandiere dorate a coda di rondine nella parte superiore e nappine dorate nella parte inferiore. Queste ultime vengono rimosse al mattino del 15 maggio e conservate dai ceraioli come ricordo personale.
I protagonisti: i ceraioli
La figura centrale della Festa è il ceraiolo, termine che identifica ciascun portatore del Cero. Ogni cittadino di Gubbio, per nascita o per acquisizione giuridica, può ambire a ricoprire questo ruolo, che rappresenta un elemento fondamentale dell’identità eugubina. Tradizionalmente, l’appartenenza al Cero era determinata dal mestiere di appartenenza e tramandata in via patrilineare. Sebbene oggi la scelta sia libera, resta fortemente influenzata dalle consuetudini familiari.
Le donne non partecipano direttamente al trasporto del Cero ma svolgono un ruolo attivo nel supporto morale e organizzativo. Il numero complessivo dei ceraioli varia di anno in anno, poiché le formazioni sono definite in base a tradizioni, strategie dei casati e necessità operative durante la corsa.
Svolgimento della Festa e percorso della corsa
La Festa dei Ceri ha inizio ufficiale nella mattina del 15 maggio, ma l’intera città entra in stato di preparazione già dalla prima domenica del mese, quando i Ceri vengono trasportati orizzontalmente dalla Basilica alla città. L’intero mese di maggio a Gubbio è segnato da appuntamenti cerimoniali e da un clima di attesa che coinvolge l’intera popolazione.
Uno dei momenti più significativi è l’alzata dei Ceri, che si svolge a mezzogiorno in Piazza Grande, dove i capodieci, ovvero i capi di ciascun Cero, sollevano le strutture in verticale con una manovra rapida e sincronizzata.
Alle ore 18:00 ha inizio la vera e propria Corsa dei Ceri, che attraversa quattro tratti:
- Dalla Chiesa dei Neri a Palazzo Ferranti
- Da Palazzo Ferranti al Palazzo dei Consoli
- Dal Palazzo dei Consoli a Porta Sant’Ubaldo
- Da Porta Sant’Ubaldo fino alla Basilica di Sant’Ubaldo, sulla cima del Monte Ingino
Durante la corsa, il Cero non deve mai cadere né rallentare e, benché l’ordine d’arrivo sia tradizionalmente invariabile (Sant’Ubaldo davanti, seguito da San Giorgio e Sant’Antonio), il valore dell’evento non è nella competizione ma nell’esecuzione impeccabile del rito.
Programma ufficiale della Festa dei Ceri 2025
05:30
Sveglia con tamburi
I tamburi raggiungono le case dei Capitani e dei Capodieci per dare inizio alla giornata con il ritmo solenne della tradizione.
06:00
Suono del Campanone
Il maestoso Campanone del Palazzo dei Consoli sveglia l’intera città e annuncia ufficialmente l’inizio della Festa.
07:00
Commemorazione dei ceraioli defunti
Al Cimitero Civico si rende omaggio ai ceraioli scomparsi, in un momento di raccoglimento e memoria collettiva.
08:00
Messa dei ceraioli ed estrazione dal bussolo
Nella Chiesa dei Muratori si celebra la Santa Messa. Segue l’estrazione per la formazione delle manicchie che porteranno i Ceri.
09:00
Corteo dei Santi e colazione
I Santi vengono accompagnati in corteo dalla Chiesa dei Muratori fino a Piazza Grande, dove ceraioli e cittadini condividono una colazione comunitaria.
10:00
Sfilata dei ceraioli
Da Porta Castello a Piazza Grande, i ceraioli sfilano con orgoglio in un corteo carico di identità, colori e passione popolare.
11:30
Investitura dei Capitani
Nella suggestiva cornice di Piazza Grande si tiene l’investitura ufficiale dei Capitani, figure chiave nella gestione della corsa.
12:00
Alzata dei Ceri
Il momento più atteso della mattinata. I tre Ceri vengono alzati con una manovra spettacolare dai Capodieci, sotto gli occhi trepidanti della folla.
12:30
Mostra del Cero
I Ceri percorrono le vie del centro storico portati a spalla, in un’esibizione che precede la corsa vera e propria.
13:00
Tavola Bona
Sotto gli arconi di Piazza Grande si consuma il tradizionale pranzo collettivo: un momento conviviale tra ceraioli, famiglie e visitatori.
17:00
Processione con la statua di Sant’Ubaldo
Dal Duomo alla Chiesa dei Neri si svolge la solenne processione con la statua del Santo Patrono, che apre la seconda parte della giornata.
17:50
Alzatella dei Ceri
Dai Ceppi alla Chiesa dei Neri si ripete simbolicamente l’alzata, in preparazione alla partenza della corsa.
18:00
Corsa dei Ceri – Primo tratto
Dalla Chiesa dei Neri a Palazzo Ferranti parte la corsa vera e propria, vibrante e affollata.
18:20
Corsa dei Ceri – Secondo tratto
Da Palazzo Ferranti fino al Palazzo dei Consoli, i Ceri accelerano tra il tifo acceso e l’adrenalina.
18:40
Corsa dei Ceri – Terzo tratto
Dal Palazzo dei Consoli si sale verso Porta Sant’Ubaldo, con i ceraioli messi alla prova da uno dei tratti più impegnativi.
19:30
Corsa dei Ceri – Arrivo alla Basilica
L’ultimo sforzo conduce i Ceri alla Basilica di Sant’Ubaldo, dove si conclude la corsa in un momento di intensa emozione collettiva.
20:30
Discesa delle statue dei Santi
Le statue vengono riportate dalla Basilica alla Chiesa dei Muratori, chiudendo il cerchio di una giornata che è molto più di una festa: è un rito identitario.
Le repliche giovanili: Ceri Mezzani e Ceri Piccoli
A testimonianza della profondità culturale e della trasmissione intergenerazionale del rito, la Festa prosegue nelle settimane successive con due celebrazioni collaterali:
- Ceri Mezzani, la prima domenica dopo il 17 maggio, portati da adolescenti
- Ceri Piccoli, il 2 giugno, portati dai bambini
Queste manifestazioni, pur essendo di origine più recente (la prima testimonianza dei Ceri Mezzani risale alla metà del XIX secolo), confermano l’importanza della Festa dei Ceri come processo formativo e identitario, in grado di accompagnare ogni eugubino “dalla culla alla tomba”.
Il sito Ufficiale: https://www.ceri.it



