Guida Completa ai Riti, agli Eventi e alle Tradizioni Locali
Dalla costa del Gargano fino alle rive dello Ionio, la Settimana Santa in Puglia si rivela un viaggio emozionante attraverso bellezze nascoste, antichi riti e tradizioni secolari che raccontano la storia di una terra ricca di cultura.
Ogni angolo di questa regione, con i suoi usi e costumi genuini, svela un patrimonio di valore inestimabile, che si riflette nelle celebrazioni religiose e nei momenti di comunità.
In questa guida vi accompagneremo alla scoperta di riti millenari, eventi unici e la magia di un territorio che, con la sua autenticità, offre un’esperienza di viaggio che si può vivere tutto l’anno.
- ANDRIA: La sacra Spina
- BARI: I RITI DELLA SETTIMANA SANTA
- BISCEGLIE: il venerdì santo e l'incontro
- BITONTO: Lo stiferio e la Processione dei Misteri
- CANOSA DI PUGLIA: Il canto della Desolata
- CONVERSANO: Il Cristo Nero
- CORATO: La Processione di Maria SS.ma Addolorata e il BUIO del centro storico
- FOGGIA: La messa pazza
- FRANCAVILLA FONTANA: La figura dei Pappamusci
- GALLIPOLI: La Trozzula e la processione dell'addolorata
- GINOSA: La processione dei Misteri e le Pie Donne
- GROTTAGLIE: I "Bbubble Bbubble" della Settimana Santa
- MOLFETTA: La processione della Croce e il Ti Té
- MONTE SANT'ANGELO: Il grano del sepolcro "lu 'rene dlu subbuleche"
- NOICOTTARO: il pellegrinaggio dei Crociferi
- PULSANO: Il Pellegrinaggio dei "Perduni"
- RUVO DI PUGLIA: Processione del Trasporto al Sepolcro o degli Otto Santi
- SAN MARCO IN LAMIS: Processione della Madonna Addolorata e del Cristo Morto con le Fracchie accese
- TARANTO: la tradizione della nazzicata
- TROIA: il rito del bacio
- VALENZANO: Il raduno dei Sacri Misteri
- VICO DEL GARGANO: i canti vichesi
ANDRIA: La sacra Spina
La Processione della Sacra Spina rappresenta uno degli eventi più significativi della Quaresima ad Andria, celebrato il primo venerdì di Quaresima, il 5 marzo 2025.
Questa tradizione affonda le radici nella storia della città, con la Sacra Spina, una preziosa reliquia custodita nella Cattedrale di Andria, che fu donata alla comunità da Beatrice d’Angiò nel 1309.
Ogni anno, i fedeli si riuniscono per rendere omaggio a questa straordinaria reliquia, che durante il Venerdì Santo, se coincidente con la solennità dell’Annunciazione, mostra il prodigioso fenomeno delle macchie di sangue che si ravvivano, assumendo una colorazione rosso vivo. Questo evento, documentato fin dal 1633, continua a richiamare numerosi pellegrini.
Quando il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, coincide con il Venerdì Santo, si verificano fenomeni inspiegabili sulla Sacra Spina di Andria, osservati per la prima volta nel 1633. Tra i fenomeni documentati ci sono la liquefazione in gocce di sangue e, nel 1842, la fioritura di gemme sulla reliquia.
L’ultimo miracolo osservato nel 2005 ha mostrato variazioni di colore, senza spiegazioni scientifiche, per preservare l’integrità della reliquia. Nel 2016, durante l’Anno Giubilare, si sono verificate nuove “gemme”, e il vescovo di Andria, Mons. Raffaele Calabro, annunciò che il miracolo era iniziato. Questo fenomeno potrebbe ripetersi nel 2157, quando Annunciazione e Venerdì Santo coincideranno di nuovo.
La processione si snoda dalla Cattedrale, con la Sacra Spina portata dal Vescovo all’interno di un prezioso reliquiario argenteo, circondata da una forte devozione che invita alla riflessione spirituale. Un momento di intensa meditazione che fa della Settimana Santa in Puglia un’esperienza unica, in grado di commuovere e coinvolgere chiunque vi prenda parte.
BARI: I RITI DELLA SETTIMANA SANTA
La Settimana Santa a Bari è un’occasione unica per vivere la spiritualità e la tradizione religiosa della città.
Le celebrazioni iniziano con la Messa Crismale del Giovedì Santo, seguita dalla visita ai “Sepolcri”, dove i fedeli pregano davanti agli altari della reposizione. Il Venerdì Santo è il momento clou, con la Processione dei Misteri e la Processione dell’Addolorata, che attraversano il centro storico con intensi momenti di preghiera e meditazione.
La Domenica di Pasqua si conclude con la suggestiva Processione del Bacio, un rito di grande emozione che segna il culmine delle festività pasquali. Durante tutta la settimana, Bari si trasforma in un palcoscenico di fede e tradizione, coinvolgendo la comunità in celebrazioni che affondano le radici nella storia locale.
BISCEGLIE: il venerdì santo e l’incontro
L’evento dell’Incontro si svolge il Venerdì Santo (18 aprile 2025) a Bisceglie, ed è uno dei momenti più emozionanti e carichi di spiritualità della Settimana Santa.
Alle 9:30, nella zona del Calvario, si rappresenta simbolicamente l’ultimo incontro tra Gesù, con la croce sulle spalle, e sua madre Maria, l’Addolorata, prima della crocifissione. La Madonna, dolorante e trafitta da un pugnale nel cuore, parte dalla Cattedrale alle ore 7:00, mentre la statua di Gesù, che porta la croce, si muove dalla Chiesa di San Lorenzo alle ore 9:00.
Il momento culminante dell’Incontro è il toccante bacio tra Madre e Figlio, un gesto che incarna l’amore e il dolore uniti nella redenzione.
Subito dopo, le due statue proseguono separatamente il loro cammino, visitando i “sepolcri” delle chiese cittadine, accompagnate dalla preghiera e dalla riflessione dei fedeli. L’Incontro rappresenta uno dei riti più intensi della tradizione di Bisceglie, un’occasione per vivere la Settimana Santa in un’atmosfera di meditazione profonda e spiritualità.
BITONTO: Lo stiferio e la Processione dei Misteri
La Processione dei Misteri di Bitonto, che si svolge nelle prime ore del Venerdì Santo, è un momento solenne e ricco di tradizione. Partendo dalla chiesa di San Domenico, la processione vede i portatori indossare il caratteristico stiferio, un frac lungo di origine inglese, che conferisce eleganza e gravitas al corteo.
Gli stiferii sorreggono le statue lignee che rappresentano i momenti più significativi della Passione di Cristo, con il rito che si svolge tra le strade del centro storico. La processione è accompagnata dalle marce funebri delle bande locali e culmina in un’emozionante Via Crucis in Corso Vittorio Emanuele alle 9:00, dove le immagini sacre evocano un’atmosfera di intensa spiritualità.
CANOSA DI PUGLIA: Il canto della Desolata
Il Canto della Desolata è uno dei momenti più emotivi e significativi della Settimana Santa a Canosa di Puglia.
Durante la Processione della Desolata, che si svolge il Sabato Santo, un gruppo di ragazze vestite di nero, con il volto coperto, intona una commovente versione dello Stabat Mater di Jacopone da Todi, musicata da Antonio Lotti.
Questo inno struggente accompagna la statua della Vergine Desolata, rappresentando il dolore di Maria madre di Gesù. L’atmosfera è carica di spiritualità e riflessione, con i partecipanti che condividono il dolore della Madre, mentre il corteo percorre le vie del centro storico. Questo momento coinvolge profondamente l’intera comunità canosina ed è uno dei riti più toccanti della Settimana Santa locale.
CONVERSANO: Il Cristo Nero
La Processione del Cristo Nero a Conversano è uno dei riti più intensi e suggestivi della Settimana Santa, che attira ogni anno numerosi fedeli. Questo antico rito è centrato sul Cristo Nero, un crocifisso custodito nella Chiesa di Santa Maria dell’Isola, un luogo che dista circa un chilometro dal centro della città. La celebrazione inizia la sera del Giovedì Santo con il rito del “Bacio del Cristo Nero”, un momento di preghiera e riflessione intorno alla statua, che simboleggia la sofferenza e il sacrificio di Gesù.
La processione vera e propria ha inizio alle 3:00 del mattino del Venerdì Santo, subito dopo la solenne veglia. Accompagnata da suoni di flauto e tamburo, si snoda per le strade della città in un’atmosfera di raccoglimento, illuminata dalle torce dei fedeli. Durante il tragitto, i partecipanti sostano spesso per venerare il Cristo Nero, che è adagiato su cuscini rivestiti di stoffe preziose e fiori. Alle prime luci dell’alba, si intona la “Ninna Nanna”, un canto popolare in vernacolo conversanese, che arricchisce ulteriormente il clima di devozione.
La processione prosegue raggiungendo la Chiesetta di San Rocco, dove si svolge una sosta prolungata. Da questo momento in poi, la statua del Cristo Nero viene portata solo dai sacerdoti e dal Vescovo, che la accompagna fino al Palazzo dell’Episcopio. La processione riprende alle 11:00, con il coinvolgimento della famiglia Tarsia-Mastronardi, storica custode di questa tradizione, e si conclude intorno alle 13:00 alla Chiesa di Santa Maria dell’Isola, attraversando Via Bari.
Un momento simbolico particolarmente significativo si svolge in Piazza Castello, dove il Rettore celebra la Benedizione del mare, della terra e della città, un atto di connessione profonda tra la fede e il territorio locale.
CORATO: La Processione di Maria SS.ma Addolorata e il BUIO del centro storico
La Processione di Maria SS.ma Addolorata è uno dei riti più sentiti e significativi della Settimana Santa di Corato. Questo momento segna l’inizio delle celebrazioni del Venerdì Santo e coinvolge tutta la comunità in un’intensa esperienza di spiritualità.
Organizzata dalla Confraternita di San Giuseppe, la processione attira migliaia di fedeli. Essi si radunano all’alba, unendosi in preghiera e devozione. Alle 4:00 inizia una preghiera speciale, riservata esclusivamente ai confratelli e ai portatori della statua. Questo rito si svolge all’interno della Parrocchia di San Giuseppe, attorno alla statua lignea dell’Addolorata, risalente al 1880.
Il rito inizia con un’atmosfera di profondo silenzio. Questo momento di raccoglimento precede l’inizio della processione, che scivola lentamente nell’alba del Venerdì Santo. Alle 4:50, il suono della “troccola”, portata dai giovani confratelli, annuncia il via della processione. La statua, avvolta nella solennità del momento, viene portata per le strade della città.
La processione è accompagnata dalle struggenti note della marcia funebre “Eterno Dolore”. Questo brano amplifica il senso di dolore e meditazione che pervade il cammino. La processione fa il suo ingresso nel centro storico, avvolto nell’oscurità. Il centro è illuminato esclusivamente dalla debole luce di candele e lumini accesi sui balconi.
La statua dell’Addolorata, portata a spalla dai devoti, attraversa le vie di Corato. Il silenzio che la accompagna non è solitudine, ma una condivisione collettiva della sofferenza e della riflessione. I fedeli, immersi in questo cammino di fede, sono accolti dall’oscurità della notte. Lentamente, questa si dissolve mentre la processione si snoda verso la Parrocchia di San Giuseppe, dove la statua rientra alle 10:30. Questo segna la fine di una tradizione secolare di devozione popolare.
FOGGIA: La messa pazza
La Settimana Santa a Foggia è un periodo di grande devozione e partecipazione religiosa, con eventi che coinvolgono tutta la comunità.
Il Venerdì Santo, alle 15:00, la Chiesa del Purgatorio ospita la Messa dell’Adorazione della Croce, seguita dalla “Messa Pazza” e dalle Tre Ore di Agonia, durante le quali vengono eseguiti canti che rendono l’atmosfera ancora più suggestiva. Alle 18:00, le confraternite danno vita alla Solenne Processione Serale, partendo dalla Chiesa Matrice e attraversando le strade principali della città.
Il corteo giunge al Calvario, dove si intonano preghiere e canti davanti a cinque croci, simbolo delle piaghe di Cristo. Questi riti, tramandati nel corso dei secoli, rappresentano un momento di intensa spiritualità e devoto coinvolgimento per la città di Foggia, consolidando la tradizione religiosa che unisce la comunità ogni anno.
FRANCAVILLA FONTANA: La figura dei Pappamusci
La Settimana Santa a Francavilla Fontana è un periodo di grande devozione e spiritualità. Durante questo periodo, si svolgono numerosi eventi religiosi che coinvolgono tutta la comunità. Tra i momenti più intensi, il pellegrinaggio dei “Pappamusci” e le processioni che celebrano la Passione, Morte e Resurrezione di Cristo sono tradizioni che si tramandano da secoli.
Con il Giovedì Santo, si entra nel vivo della Settimana Santa. I confratelli della Chiesa del Carmine, noti come “Pappamusci”, iniziano il tradizionale pellegrinaggio scalzo. Visitano tutte le chiese della città, fermandosi a pregare davanti ai “Sepolcri”, i Repositori.
Indossando camici e incappucciati, i confratelli percorrono le strade della città. Sono accompagnati dalla “trenula” e intonano nenie per invitare alla partecipazione ai riti.
La mattina del Venerdì Santo, continua il pellegrinaggio con la Processione della Desolata. Questo rito commemora il dolore della Madonna Addolorata, un momento di profonda riflessione per tutta la città.
Nel pomeriggio, la Processione dei Misteri coinvolge le confraternite locali. La processione si snoda per le vie cittadine, dove le statue che rappresentano i momenti principali della Passione di Cristo sono portate in processione. La cerimonia è accompagnata dalle marce funebri.
Tra i partecipanti, i penitenti “pappamusci cu li trai” camminano scalzi. Trascinano pesanti croci di legno in segno di penitenza.
La Settimana Santa si conclude con la Domenica di Pasqua. La Confraternita dell’Immacolata organizza la Processione del Cristo Risorto. Questo è un momento di speranza che celebra la Resurrezione di Cristo.
GALLIPOLI: La Trozzula e la processione dell’addolorata
La Settimana Santa a Gallipoli è caratterizzata da riti di grande intensità religiosa e spirituale. Uno dei momenti più significativi è la Processione dell’Addolorata, che segna l’inizio dei riti del Venerdì di Passione.
La processione parte dalla Chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo e della Misericordia. Attraversa la città e giunge alla Cattedrale, dove la Madonna Addolorata partecipa alla solenne celebrazione presieduta dal Vescovo.
Un momento molto suggestivo si verifica verso le 21:00, quando la Madonna attraversa il ponte seicentesco che collega la città nuova al borgo antico. Qui, un sacerdote benedice la popolazione e i pescherecci. Questo gesto simbolico di protezione e speranza è molto significativo per la comunità. Dopo aver percorso le viuzze strette della città, la processione ritorna alla Chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo.
La Processione dei Misteri e della Tomba di Cristo, che si svolge nel pomeriggio del Venerdì Santo, è un altro evento fondamentale della Settimana Santa gallipolina. Durante questo corteo, che parte dal tramonto e dura fino alle prime ore del Sabato Santo, le statue dei Misteri Dolorosi vengono portate in processione. La processione è accompagnata dal suono della trozzula e dal lugubre rullo del tamburo scordato.
Nel cuore della notte del Sabato Santo, si svolge la commovente Processione di Maria Desolata, che parte dalla Chiesa della Purità. Organizzata dalla Confraternita di Santa Maria della Purità, questa processione è tra le più emozionanti. I confratelli indossano abiti tradizionali, tra cui il saio bianco e la mozzetta giallo paglierino.
La processione inizia alle 3:00, nell’oscurità della notte. È illuminata solo da pochi lampioni e accompagnata dal suono della tromba e dal rullo del tamburo.
Il culmine della processione si raggiunge nell’incontro tra la Madonna Desolata e il Cristo Morto. Questo avviene al largo della Chiesa della Purità, con il mare e la spiaggia come sfondo. L’atmosfera di silenzio è carica di religiosità, e il momento è di intensa emozione e preghiera.
GINOSA: La processione dei Misteri e le Pie Donne
La Processione dei Misteri del Venerdì Santo a Ginosa è uno degli eventi più suggestivi e coinvolgenti della Settimana Santa. Durante questa solenne celebrazione, i simulacri raffiguranti i momenti della Passione di Cristo vengono portati a spalla da un gruppo di portatori. Questo crea un’atmosfera di intensa spiritualità e raccoglimento.
Una peculiarità della processione è il Coro delle Pie Donne, composto da circa un centinaio di devote. Accompagnate dalla Banda della città di Ginosa, le Pie Donne intonano canti tradizionali della Settimana Santa lungo tutto il percorso. Questo elemento unico arricchisce il rito con una dimensione sonora toccante, amplificando il pathos del momento.
GROTTAGLIE: I “Bbubble Bbubble” della Settimana Santa
La Processione della Desolata segna l’inizio dei riti della Settimana Santa a Grottaglie, tenendosi il Venerdì di Passione e organizzata dalla storica Confraternita del Nome di Gesù, fondata nei primi anni del XVII secolo. La processione parte dalla Chiesa secentesca di San Mattia o della Madonna del Lume, situata nel cuore del centro storico, decorata nel Settecento e luogo dove si formò il gesuita San Francesco De Geronimo.
Il Giovedì Santo è dedicato all’esaltazione dell’Eucaristia con l’allestimento del “Sepulchrum Domini” o “Sìbburcu” nelle principali chiese cittadine, tra cui Chiesa Madre, Carmine, San Francesco De Geronimo, Paolotti, Madonna delle Grazie, Rosario, e Santa Maria in Campitelli. In questo giorno, i confratelli del Carmine, noti come i “Bbubbli Bbubbli”, partecipano a un cerimoniale che li vede camminare a piedi nudi in segno di penitenza e devozione.
Il Venerdì Santo culmina con la solenne Processione dei Misteri, un rito secolare che ha luogo sin dai primi anni del Settecento, partendo dall’oratorio della Confraternita del Purgatorio e attraversando le strade del paese con le statue artistiche della Passione di Cristo, accompagnate da oggetti e simboli che ricordano la morte di Gesù
MOLFETTA: La processione della Croce e il Ti Té
La Processione della Croce, che segna l’inizio ufficiale dei riti della Settimana Santa a Molfetta, si tiene il Mercoledì delle Ceneri, precisamente tra il martedì grasso e il primo giorno di Quaresima. La processione parte dalla Chiesa del Purgatorio allo scoccare della mezzanotte, accompagnata dai 33 rintocchi del campanone della Cattedrale, simbolo degli anni di Cristo.
Una grande croce, portata da un confratello incappucciato dell’Arciconfraternita della Morte dal Sacco Nero, è seguita da due confratelli con fanali. Il corteo percorre le strade storiche della città, fermandosi al Calvario per una breve omelia e la benedizione del Padre Spirituale, prima di fare ritorno alla Chiesa del Purgatorio.
La processione è aperta da un quartetto musicale che esegue un’antica melodia, creando un’atmosfera unica, con i suoni della tromba che segnano la fine del corteo, noti come “ti-tè”
MONTE SANT’ANGELO: Il grano del sepolcro “lu ‘rene dlu subbuleche”
Giovedì Santo a Monte Sant’Angelo è dedicato a una delle tradizioni più suggestive e cariche di spiritualità della Settimana Santa, il Grano del Sepolcro (noto localmente come “lu ‘rene dlu subbuleche”).
Dopo l’esposizione solenne dell’Eucaristia, la comunità si immerge in un rituale che porta i fedeli a percorrere le stradine del centro storico per visitare le chiese dove viene allestito il “sepolcro”, un luogo di reposizione simbolico. Le facciate delle abitazioni sono ripulite e rese visibili, con luci accese e decorazioni che rendono omaggio alla sacralità del momento.
Nella Chiesa di San Benedetto si prepara l’odore dell’ “Eucaristia” con frutta bollita nel vino bianco, creando un’atmosfera unica che coinvolge tutti i sensi. Durante la notte, si tiene una lunga meditazione che ricorda l’agonia di Cristo nell’Orto degli Ulivi, segnando il momento culminante di preghiera e devozione.
NOICOTTARO: il pellegrinaggio dei Crociferi
Il Giovedì Santo a Noicattaro è il momento del tradizionale Pellegrinaggio dei Crociferi per gli Altari della Reposizione, un rito di grande intensità spirituale e simbolica.
I penitenti, noti come Crociferi, percorrono le strade del paese in ginocchio, portando una croce. Al raggiungimento del portale delle chiese, depongono la croce e si sottopongono alla disciplina, fustigandosi gli omeri con una catena di ferro, segno di penitenza e dedizione.
È una cerimonia che richiama l’impegno spirituale e la devozione, immergendo la comunità in un’atmosfera di riflessione profonda.
PULSANO: Il Pellegrinaggio dei “Perduni”
Il Giovedì Santo a Pulsano è un momento di intensa spiritualità con il tradizionale Pellegrinaggio dei Perduni, organizzato dalla Confraternita del Purgatorio.
I confratelli, scalzi e incappucciati, si dirigono verso la Chiesa Madre per adorare Gesù Eucaristia. Camminando con il caratteristico movimento oscillante chiamato Nazzicare, evocano una tradizione antica tramandata dai Monaci Carmelitani, che originariamente compivano un pellegrinaggio ai luoghi della Passione di Cristo.
Questo rito è oggi un appuntamento significativo che richiama numerosi fedeli e turisti.
RUVO DI PUGLIA: Processione del Trasporto al Sepolcro o degli Otto Santi
La notte del Giovedì Santo a Ruvo di Puglia è segnata dalla suggestiva Processione degli Otto Santi, organizzata dalla Confraternita di San Rocco. Il gruppo statuario, creato agli inizi del Novecento da un artigiano leccese, rappresenta personaggi chiave della Passione di Cristo:
- Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, che reggono il sudario con il corpo di Gesù;
- San Giovanni, la Madonna, la Maddalena e altre due donne pie.
La processione parte dalla Chiesa di San Rocco nelle prime ore della notte, e prosegue fino alle 9:00 del mattino, illuminando le strade con la luce della devozione popolare.
SAN MARCO IN LAMIS: Processione della Madonna Addolorata e del Cristo Morto con le Fracchie accese
La Processione della Madonna Addolorata e del Cristo Morto con le Fracchie accese si tiene il Venerdì Santo a San Marco in Lamis, un evento che coinvolge tutta la comunità. La Confraternita dei Sette Dolori organizza questa suggestiva processione, in cui le fracchie (torce di legno) illuminano le strade del paese, creando un’atmosfera mistica.
I confratelli, vestiti con abiti di lutto, portano le statue della Madonna Addolorata e del Cristo Morto mentre camminano in silenzio, accompagnati dal suono delle marce funebri.
Le fracchie, simbolo di luce e preghiera, rappresentano la speranza che sorge dalla sofferenza. Questo rito antico è un momento di riflessione e devozione che attira visitatori e fedeli desiderosi di vivere la tradizione della Settimana Santa.
TARANTO: la tradizione della nazzicata
La nazzicata è una tradizione unica della Settimana Santa a Taranto, visibile durante la Processione dei Misteri del Venerdì Santo. Questo movimento lento e ritmico è compiuto dai confratelli che trasportano le statue sacre. La nazzicatasimboleggia la sofferenza e il sacrificio, rappresentando il cammino verso la Passione di Cristo.
I portatori delle statue camminano in modo alternato, seguendo il ritmo delle marce funebri. Questo passo particolare è accompagnato dal suono delle bande musicali, creando un’atmosfera mistica e devota. La processione dura circa 15 ore e attraversa le vie di Taranto, coinvolgendo l’intera comunità.
La nazzicata non è solo un atto fisico, ma anche un’espressione di fede. Ogni passo riflette la devozione profonda del popolo tarantino. Con questa tradizione, la città onora la Passione di Cristo in modo unico e commovente.
TROIA: il rito del bacio
La Processione del Bacio è una tradizione unica di Troia che si svolge la Domenica di Pasqua. Questo evento religioso e simbolico coinvolge due statue: una della Madonna e una del Salvatore. Le statue, attribuite a Pietro Frasa e a uno scultore anonimo, partono da due chiese opposte: San Domenico e San Francesco.
Le statue si dirigono verso la piazza antistante la Basilica Cattedrale, dove avviene il rito del Bacio. Durante il percorso, le statue si avvicinano due volte. Al terzo incontro, la statua del Salvatore si inchina ai piedi della Madonna. Questo gesto è seguito dall’applauso della folla e dalle marce festose della banda cittadina, che include una marcia tratta dal “Mosè” di Gioacchino Rossini.
La Processione del Bacio è un evento che simboleggia la resurrezione e la rinascita. La tradizione ricorda anche i riti pasquali abruzzesi, probabilmente influenzati dalla transumanza. È un momento di grande devozione e festa per tutta la città.
VALENZANO: Il raduno dei Sacri Misteri
Il Raduno dei Sacri Misteri a Valenzano è una delle tradizioni più importanti della Settimana Santa. Ogni Venerdì Santo, 48 gruppi statuari rappresentano la Passione di Cristo in una processione unica, che si distingue per il fatto che i Misteri sono di proprietà privata, anziché appartenere a confraternite o chiese.
I gruppi sono portati da amici e parenti dei proprietari e, in segno di penitenza, alcuni portatori si flagellano e indossano la corona di spine. Ragazze vestite di nero e bambini nei panni di Gesù Cristo o Addolorata precedono alcune statue.
Questa tradizione, che risale al 1675, coinvolge la comunità di Valenzano e rappresenta un momento di grande spiritualità. La processione prosegue nel centro cittadino, attraversando le principali vie e culminando nella Chiesa di San Rocco, dove il parroco porge il Crocifisso alla statua della Madonna, un gesto simbolico che segna la sofferenza della Vergine.
VICO DEL GARGANO: i canti vichesi
I riti della Settimana Santa a Vico del Gargano sono una tradizione unica che coinvolge l’intera comunità in momenti di intensa spiritualità.
Il Venerdì Santo inizia con le processioni penitenziali del mattino, durante le quali i fedeli visitano i Sepolcri in 12 chiese del paese, accompagnati dal canto del Miserere. La Messa Pazza e le Tre Ore di Agonia, con la predica sulle sette parole di Gesù in Croce, seguono alle 15:00, creando un’atmosfera di meditazione profonda.
Il Miserere si ripete anche durante la Solenne Processione Serale, che attraversa le vie di Vico del Gargano portando i simboli della Passione: l’Addolorata e il Cristo Morto. Il corteo si ferma al Calvario per pregare e cantare davanti a cinque croci, simbolo delle piaghe di Cristo.
La serata culmina con il ritorno alla Chiesa Matrice, dove viene eseguito il Miserere completo. Il canto del “Miserere” e degli altri canti liturgici è eseguito secondo la tradizione vichese, con voci corali che risuonano nei vicoli del paese, amplificando la carica emotiva di ogni momento.



