L’analisi, i comuni che incassano di più e il caso Valle d’Aosta
Il 2024 si conferma come un anno di straordinario slancio per il turismo italiano, e con esso, per l’imposta di soggiorno. A trainare il settore è una spesa turistica record, certificata da Bankitalia: i visitatori stranieri hanno lasciato nel nostro Paese ben 54,2 miliardi di euro, in netta crescita rispetto ai 51,7 miliardi del 2023. Ma l’effetto più immediato si è riflesso nelle casse degli enti locali che applicano il tributo sul pernottamento: l’imposta di soggiorno ha infatti generato oltre 762 milioni di euro di gettito, segnando un aumento del +19% rispetto all’anno precedente e triplicando il valore del 2020, anno della pandemia.
Nonostante il trend positivo, la mappa nazionale mostra un quadro ancora frammentato: solo 1.382 comuni e 13 unioni di comuni hanno scelto di adottare il tributo, una cifra che rappresenta meno del 25% dei 5.700 enti legittimati a farlo. Una scelta strategica, spesso guidata dalla volontà di mantenere il territorio più attrattivo per il turismo, rinunciando però a risorse potenzialmente preziose per investimenti locali.
Gettito in crescita ovunque, tranne che in Valle d’Aosta
Se l’andamento dell’imposta di soggiorno appare omogeneamente positivo in quasi tutte le regioni italiane, la Valle d’Aosta rappresenta l’unica vera eccezione. Nel 2024 i suoi 64 enti locali hanno incassato 2,6 milioni di euro, a fronte dei 3,6 milioni raccolti nel 2023: una flessione netta di quasi un milione di euro, pari al -27% su base annua. Una contrazione che contrasta con le dinamiche nazionali e che richiede un’analisi più approfondita, considerando che il numero di comuni aderenti nella regione è persino aumentato, passando da 59 a 64.
Le possibili cause vanno ricercate in più fattori: dalla flessione della domanda turistica invernale a una diversa articolazione tariffaria, fino a potenziali modifiche normative locali o inefficienze nella riscossione. Un’anomalia che, al momento, resta isolata nel panorama nazionale.
Le regioni che crescono di più
Nel confronto tra il 2023 e il 2024, le crescite più rilevanti si osservano in tre regioni:
- Sicilia: +37%, con il gettito salito da 29,5 a 40,5 milioni di euro. I comuni aderenti sono passati da 82 a 93.
- Trentino-Alto Adige: +35%, da 89,8 a 121 milioni di euro.
- Abruzzo: +33%, da 3,5 a 4,6 milioni di euro.
Seguono con incrementi significativi anche Puglia (+30%), Liguria (+25%), Lombardia (+23%) e Sardegna (+20%). Il Mezzogiorno, storicamente meno attivo nella riscossione del tributo, sta colmando il divario, trainato dalle buone performance delle isole, che nel 2024 hanno incrementato il gettito complessivo del +29%.
Tuttavia, i comuni del Nord Italia restano leader assoluti, generando oltre 450 milioni di euro, pari a quasi il 60% dell’intero gettito nazionale.
Le grandi città e le province in forte crescita
Tra i singoli comuni, Firenze si conferma al vertice nazionale per incassi: nel 2024 ha raggiunto 76,9 milioni di euro, con una crescita del +10% rispetto al 2023 (69,8 milioni) e del +69% rispetto al 2022 (45,5 milioni).
A livello provinciale, spiccano alcune performance sorprendenti:
- Barletta-Andria-Trani: +200%
- Bari: +195%
- Massa Carrara: +109%
- Reggio Calabria: +90%
- Fermo: +76%
In totale, il gettito è cresciuto nel 62% dei comuni che hanno applicato l’imposta di soggiorno. I cali si concentrano in 374 enti locali, in gran parte situati al Nord (225 comuni). Tra le province in flessione: Cagliari (-11%), Reggio Emilia (-10%), Parma (-5%), Foggia (-3%), Salerno (-2%) e Ascoli Piceno (-1%).
La vocazione turistica fa la differenza
L’analisi per tipologia di vocazione turistica mostra chiaramente dove il tributo genera maggior valore. Nel 2024, i comuni a vocazione marittima hanno incassato 221,5 milioni di euro, seguiti da:
- Grandi città a turismo multidimensionale: 269 milioni
- Comuni storico-artistici e paesaggistici: 89 milioni
- Comuni montani: 82,5 milioni
- Comuni lacuali: 17,8 milioni
- Località termali: 7,2 milioni
Si tratta di una distribuzione coerente con i flussi turistici nazionali, ma che evidenzia anche ampi margini di crescita per i territori meno battuti dai grandi flussi.
L’imposta di soggiorno in cifre: panoramica 2024
- Totale nazionale (escl. Roma): 762.761.576 €
- Incremento vs 2023: +122,5 milioni € (+19%)
- Incremento vs 2020: +511 milioni € (+203%)
- Numero di comuni aderenti: 1.382 su 5.700 eleggibili (24%)
- Top regioni per gettito:
- Trentino-Alto Adige: 121 milioni €
- Toscana: 121 milioni €
- Lombardia: 115 milioni €
- Veneto: 105 milioni €
- Comuni con maggior crescita assoluta:
- Sicilia: +10,9 milioni €
- Lombardia: +21,2 milioni €
- Toscana: +14,3 milioni €
Uno strumento ancora sottoutilizzato
I numeri del 2024 confermano l’imposta di soggiorno come una leva fiscale importante per le politiche locali in ambito turistico. Tuttavia, il suo potenziale resta in parte inespresso: solo un comune su quattro la applica, nonostante le possibilità offerte dal quadro normativo vigente.
L’aumento generalizzato degli incassi, il crescente impegno degli enti locali in materia di promozione e servizi turistici e l’esperienza di regioni come Toscana, Trentino o Sicilia, dimostrano che una gestione strutturata dell’imposta può produrre effetti tangibili e positivi, a condizione che sia integrata in una visione strategica del territorio.
Turismo in crescita, entrate triplicate
Il 2024 rappresenta un anno spartiacque per la fiscalità turistica locale. I dati dimostrano che l’imposta di soggiorno, se ben amministrata, può garantire risorse fondamentali per la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e infrastrutturale dei territori.
L’unico segnale in controtendenza, rappresentato dal caso Valle d’Aosta, richiama l’attenzione sull’importanza del monitoraggio costante e dell’analisi dei flussi turistici per calibrare strumenti fiscali efficaci e sostenibili.
Con il turismo in costante evoluzione, sarà fondamentale che anche le amministrazioni locali evolvano con esso: adottando il tributo laddove sostenibile, migliorandone la gestione e soprattutto rendendolo trasparente agli occhi dei cittadini e dei visitatori.



