I primi dati confermano una ripresa solida e articolata, trainata dagli stranieri e dalla diversificazione delle destinazioni
Emilia-Romagna il Turismo 2025 conferma il ruolo di protagonista della regione nel panorama turistico italiano, con dati incoraggianti relativi al primo quadrimestre dell’anno.
Secondo le ultime rilevazioni pubblicate dalla Regione, il settore continua a mostrare segnali di crescita in quasi tutti gli ambiti, con un +2,2% di arrivi e un +1,7% di presenze rispetto allo stesso periodo del 2024, superando complessivamente i 6,7 milioni di pernottamenti.
Un quadro positivo, che premia la varietà dell’offerta regionale e il ritorno alla normalità post-pandemica, soprattutto grazie al contributo dei turisti stranieri, la cui presenza è aumentata del +7,6%, con una permanenza media più lunga rispetto a quella degli italiani.
Il bilancio del primo quadrimestre: numeri e tendenze
Il report statistico dell’Ufficio regionale di statistica, basato su dati Istat, rivela una fotografia dinamica e sfaccettata. Gli arrivi totali hanno raggiunto circa 2,8 milioni, suddivisi in 2.032.390 turisti italiani e 766.813 stranieri, con quest’ultimi protagonisti di una crescita significativa (+7,6%).
Anche i pernottamenti riflettono questa tendenza: oltre 6,7 milioni, con un lieve calo per la componente italiana (-0,8%) e una robusta crescita tra gli stranieri (+7,5%).
Interessante evidenziare il ruolo sempre più rilevante delle strutture extralberghiere, che nel quadrimestre hanno fatto registrare un +15,9% negli arrivi e +10,3% nelle presenze, indicando un cambiamento nelle preferenze dei turisti verso soluzioni più flessibili e spesso immerse nella natura o nei borghi rurali.
Questa categoria comprende campeggi, B&B, case vacanze, agriturismi, ostelli, rifugi e, per la prima volta, anche gli appartamenti ammobiliati destinati al turismo breve (come Airbnb), integrando così un’offerta ricettiva diversificata e adattata alle esigenze moderne.
Le Città d’arte e d’affari: un motore insostituibile
Le grandi città d’arte rimangono il cuore pulsante del turismo regionale. Con il 45,7% degli arrivi e il 43,1% dei pernottamenti complessivi, queste località si confermano attrattive di primissimo piano, con Bologna in testa, ma anche Ravenna, Ferrara e Modena a giocare un ruolo chiave.
Qui si registra un aumento del +4,7% nei turisti e +4,8% nei pernottamenti, grazie soprattutto al forte interesse del turismo straniero (+10,1% arrivi, +10,2% pernottamenti), sintomo di un appeal internazionale consolidato.
La Riviera e le località balneari: stabilità e prospettive
La costa emiliano-romagnola, con il suo mix di spiagge attrezzate e intrattenimento, continua a rappresentare circa un terzo del movimento turistico regionale, mantenendosi sostanzialmente stabile rispetto al triennio precedente. Nei primi quattro mesi, però, si evidenzia una lieve flessione generale (-2,8% presenze, -2,9% pernottamenti) dovuta soprattutto a un calo degli italiani, mentre il turismo straniero registra un aumento nei flussi (+2,2% presenze e +2,1% pernottamenti).
Questi dati confermano come la Riviera mantenga un ruolo chiave nella stagione estiva e come il turismo internazionale stia contribuendo a compensare eventuali flessioni nel mercato domestico, mantenendo una base solida su cui costruire strategie di promozione e sviluppo anche oltre la stagione balneare.
Appennino e borghi: il boom del turismo slow e natura
Una delle note più positive arriva dall’Appennino emiliano-romagnolo, che si conferma area di grande crescita con un aumento a doppia cifra di turisti (+14,2%) e pernottamenti (+10,5%). Questo trend è dovuto in parte alla presenza di nevicate favorevoli per le attività sciistiche, ma anche al crescente interesse verso i borghi, le sagre enogastronomiche, e gli eventi culturali e sportivi che animano l’entroterra tutto l’anno.
Gli italiani (+15,2% arrivi, +9,5% pernottamenti) e gli stranieri (+8,6% arrivi, +17,6% pernottamenti) contribuiscono in modo significativo a questa espansione, segnalando un nuovo modello turistico che privilegia esperienze autentiche, legate alla natura, alla tradizione e al benessere.
Località collinari e termali: segnali misti
Le località collinari registrano una moderata crescita (+3,6% turisti, +3,4% pernottamenti), con incrementi sia tra italiani che stranieri, segno che anche queste destinazioni stanno beneficiando della tendenza verso un turismo più lento e sostenibile.
Diverso invece il quadro delle località termali, che subiscono un calo sia negli arrivi (-5,3%) che nei pernottamenti (-5,1%). Questo fenomeno è principalmente dovuto alla diminuzione del turismo domestico, mentre il turismo straniero mostra segnali di ripresa nei pernottamenti (+7,3%). Il dato suggerisce la necessità di interventi mirati per rilanciare questo segmento tradizionale, potenzialmente attraverso innovazioni nelle offerte e una maggiore attenzione alle nuove esigenze di benessere.

Le strategie regionali per un turismo sostenibile e di qualità
L’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni, sottolinea come il settore sia complessivamente in buona salute, con particolare enfasi sulle città d’arte e sull’Appennino.
Da settembre, la Regione avvierà un piano strutturale di confronto con enti locali, associazioni di categoria e operatori per la riqualificazione delle strutture ricettive, affrontando aspetti urbanistici, economico-finanziari e di sostenibilità.
L’obiettivo è chiaro: migliorare l’accessibilità, la qualità e l’innovazione dell’offerta alberghiera e extralberghiera, per rispondere a una domanda turistica sempre più esigente e diversificata, e consolidare la capacità attrattiva della regione anche in una prospettiva di turismo 365 giorni l’anno.
Tra arte, mare e monti: Emilia-Romagna Turismo 2025
L’Emilia-Romagna si presenta nel 2025 come una destinazione turistica solida e in evoluzione, capace di coniugare le sue eccellenze culturali, paesaggistiche e gastronomiche con nuove tendenze di viaggio.
La crescita sostenuta del turismo straniero, l’affermazione delle strutture extralberghiere, e il risveglio di territori meno battuti come l’Appennino sono segnali forti di una regione che sa rinnovarsi e investire nel futuro.
Le sfide restano, soprattutto per alcune località termali e per la necessità di riqualificare le infrastrutture ricettive, ma il quadro generale lascia intravedere ottime prospettive per un 2025 all’insegna del turismo di qualità, sostenibile e inclusivo.



