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Faccio un salto in convento

Ecco i conventi aperti. Il reality è diventato realtà

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla diffusione di programmi televisivi (Ti Spedisco in Convento Italia su real time) in cui alcune ragazze hanno vissuto per un mese le regole di un vero convento. Una proposta insolita che ha suscitato grande interesse e ha spinto molti a chiedere di poter vivere un’esperienza simile, ma senza la presenza delle telecamere. 

Ecco quindi l’iniziativa dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, che ha raccolto le disponibilità di alcuni conventi, monasteri e case religiose, pronti ad accogliere giovani e meno giovani per alcuni giorni di condivisione.

L’iniziativa “Faccio un salto in convento”

L’iniziativa, intitolata “Faccio un salto in convento”, si differenzia dal reality per la volontà consapevole di chi sceglie di vivere un’esperienza così intensa. Non si tratta di vocazioni, ma di calarsi in realtà di comunione spesso poco conosciute, mantenendo due regole fondamentali: rispetto reciproco e partecipazione. 

Si tratta di un’opportunità per estraniarsi dalla velocità della vita quotidiana e riprendere un ritmo più consono alla natura umana, confrontandosi con la comunità religiosa per comprendere meglio la scala di valori che regola le nostre scelte di vita.

L’ingresso in un convento offre l’opportunità di riscoprire il valore del tempo lento. Inoltre ti permettere di conoscere da vicino l’ospitalità religiosa.

Il periodo può essere dai 2 ai 28 giorni. Entrare nella comunità richiede predisposizione alle regole interne. Si dovranno seguire i momenti di preghiere, le attività comunitarie e tutte le attività di gestione. 

Un modo non solo per conoscere dall’interno il mondo dei conventi ma anche per approfondire alcune tematiche religiose che può aiutare a ritrovare se stessi e quale strada prendere.

I conventi aperti 

Attraverso il portale dell’Associazione, è possibile consultare la pagina dedicata all’iniziativa e contattare direttamente le comunità accoglienti, senza intermediazioni. Si tratta di un modo alternativo per trascorrere i giorni di ferie o di vacanza, con la possibilità di lasciare un’impronta duratura nell’animo.

Si tratta di un’esperienza di condivisione in cui non si cerca di promuovere la vocazione religiosa, ma di offrire la possibilità di immergersi in un’esperienza che può essere utile per conoscere meglio se stessi e le proprie scelte di vita. È un’opportunità per conoscere da vicino come vive una comunità religiosa, per approfondire le proprie convinzioni e per metterle a confronto con chi può aiutare a essere sempre più consapevoli, indipendentemente dalla strada che si sceglie di percorrere.

Tuttavia tra le attività possibili ci sono: visita agli ammalati, attività di caritas, pastorale parrocchiale, preparazione dei pasti, giardinaggio, meditazione, volontariato sociale, attività nei boschi, piccoli lavori, formazione spirituale, lavori nell’orto,l aboratorio di arte sacra, conserve alimentari,laboratorio artistico e tanto altro.

Ecco l’elenco delle strutture “Faccio un salto in convento“: 

Casa religiosa OASI MADRE DELLA PACE

Casa del Clero VILLA DEL SOLE

Convento SAN FRANCESCO – CENTRO NUOVI ORIZZONTI

Casa PACE E BENE

Casale FOYER DE CHARITE’

Casa di spiritualità SACRI CUORI

Casa per Ferie SUORE CONCEZIONISTE

Casa MARIS STELLA

Home SAN FRANCESCO

CERTOSA DI PESIO – Casa religiosa Missionari della Consolata

Istituto SANTA CROCE

Casa per Ferie SORGENTE VERDE SILENZIO

Istituto SUORE BAMBIN GESU’

Casa per Ferie CASACLI

Casa LEOPOLDINA

Monastero SANTA MARIA DELLA RUPE

Casa religiosa CITTADELLA ECUMENICA TADDEIDE

Centro diocesano di spiritualità SAN FIDENZIO

Oasi SANTA MARIA DEGLI ANGELI

Casa religiosa di ospitalità LA CULLA

Casa di accoglienza DEL SANTUARIO GESU’ ECCE HOMO

Casa per Ferie ISTITUTO RAVASCO

Qui la mappa e maggiori notizie:

L’accoglienza ed eventuali costi del progetto “Faccio un salto in convento”

Le Domus avranno la possibilità di decidere quando accogliere ospiti in questo modo, ad esempio durante i periodi di bassa stagione, in modo da concentrare queste presenze in periodi specifici. Inoltre, potranno indicare che momento organizzare questa forma di accoglienza non fa differenza.

I periodi di accoglienza potranno durare un weekend, una settimana, due settimane o quattro settimane. La comunità dovrà esprimere una o più di queste opzioni. Gli ospiti che sceglieranno di vivere questa esperienza pagheranno ai gestori le normali tariffe previste per le persone che soggiornano nella struttura. In caso di necessità, la comunità potrà stabilire una differenziazione. Questi ospiti saranno considerati come gli altri, anche se invitati a partecipare attivamente alla vita della struttura.

Poiché si tratta di una convivenza, la formula necessaria sarà quella della pensione completa, predisponendo, se possibile, anche la condivisione dei pasti allo stesso tavolo. La Domus potrà ospitare contemporaneamente sia questi ospiti che i normali ospiti. La differenza sta solo nella scelta di coinvolgimento che i richiedenti avranno fatto e che la comunità avrà accettato.

Condividere il “viaggio lento”: le esperienze di viaggio interiore attraverso i conventi aperti

In conclusione, “Faccio un salto in convento” è un’iniziativa originale e preziosa, in cui si può vivere un’esperienza di condivisione, lontano dal frastuono del mondo moderno. 

Tuttavia l’obiettivo di approfondire la propria conoscenza di se stessi e degli altri in questo periodo storico è fondamentale. Non si tratta di una proposta per tutti, ma per chi desidera calarsi in un mondo diverso dal proprio, fatto di regole precise e di grande rispetto reciproco.

Il punto di forza del programma è il rapporto umano, ovvero la capacità di percepire le difficoltà interiori dell’altro senza giudicare, ma cercando di capire quali traumi di vita abbiano portato un viaggiatore a sviluppare un senso di disagio tale da richiedere un periodo di pausa e di rinascita.

Un’opportunità interessante che le comunità generose mettono a disposizione di tutti. Non solo un periodo di pausa ma un viaggio interiore. Infatti, i viaggi non sono solo quelli che si fanno fisicamente, ma anche quelli che si compiono dentro di sé. Grazie a conventi aperti, si ha la possibilità di intraprendere un percorso di crescita personale, esplorando le proprie emozioni e i propri pensieri più profondi.

Buon viaggio lento nel mondo dei conventi italiani!

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