Come il turismo può ripartire dalle esperienze outdoor. Consigli per le imprese.
Non sarà un trend dovuto al coronavirus: il mercato del turismo outdoor segna valori positivi già dal 2012.
La fine della crisi pandemica ci porterà, come dei primitivi, ad uscire dalle caverne, per vedere il mondo sotto nuovi occhi. Nessuno potrà farne a meno. Tutti vorranno prenotare la loro avventura all’esterno.
Tutti vorranno godersi la natura o, ad esempio, cercare un po’ di relax e svago dopo forti giornate di stress.
Le attività di maggiore rilievo sono sicuramente quelle legate al mondo dei viaggi lenti. Trekking, hiking, enogastronomia e benessere.
All’estero, le attività più amate sono snorkeling e safari, oltre a tutte le attività estreme che solitamente nel paese di origine si è impossibilitati a fare.
La scelta delle attività deve essere correlata al tipo di struttura che la propone o con cui ha a che fare. Deve esserci un dialogo evidente, senza forzature.
Vediamo gli aspetti da considerare e capiamo quali attività proporre ai propri clienti.
Target
Chi sono questi amanti del turismo outdoor? Esistono profili molto differenti, tra cui:
- gli over 30, come i cosiddetti solo travel (coloro che viaggiano da soli), che da esperti viaggiatori social cercano esperienze locali, trasformative ed estreme;
- gli over 50, definiti da molti anche baby boomers, hanno una buona capacità di spesa e sono interessati ad esperienze culturali ed enogastronomiche che li portino a contatto con le culture locali da imparare a conoscere.
Attività
Le attività più ricercate in Italia restano quelle legate al cicloturismo, anche grazie al sostegno delle bici elettriche che facilitano gli spostamenti per coloro che non sono in costante allenamento.
Altre attività ricercate sono sicuramente il trekking e l’hiking, dove però vince il fai da te e, infine, le escursioni in barca (l’Italia è tra i paesi privilegiati per queste attività).
Segno positivo anche per il turismo a cavallo.
Le attività all’aperto sono un valore aggiunto che le imprese offrono al prodotto turistico.
Già in queste settimane bisogna lavorare alla creazione di pacchetti competitivi che rispondano alle reali esigenze dei viaggiatori.
In molti sono disposti a spendere e accettare di vivere esperienze fisiche o culturali attraverso cui mettersi alla prova, per imparare o per svago.
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Innovazione
Le parole d’ordine sono innovare e segmentare.
È inutile criticare la standardizzazione se poi come impresa siamo i primi a creare una sola proposta, senza effettivamente aver segmentato la clientela.
Inoltre, tra gli elementi assolutamente da inserire c’è la sostenibilità. Non è più ipotizzabile la creazione di esperienze che aumentino l’impatto sull’ambiente e sulla comunità.
Siate autentici e, come ogni esperienza che si rispetti, entrate nei ricordi dei viaggiatori regalando loro momenti unici.
Comunicazione
Aver trovato le esperienze migliori da proporre non basta.
La comunicazione e il marketing sono fondamentali. Se non si ha il budget da investire su di essi, è inutile addentrarsi in nuovi prodotti che non si ha la forza di promuovere.
Le esperienze possono essere il vero volano per interi territori. Come per ogni prodotto, prima di entrare su un mercato è necessario creare la propria brand identity.
L’arte dello storytelling può venirvi in soccorso, ma la scelta fondamentale è comunicare sempre perché dovrebbero scegliervi, perché dovrebbero fare quel tipo di esperienza.
Il prodotto deve sapientemente essere descritto tramite racconti che creino interesse, ma non svelino tutto e subito.
Molta attenzione meritano le immagini, che devono catturare l’attenzione, ma non essere finte. Anche il viaggiatore social dovrà sentirsi in grado di realizzarla.
Monitoraggio
Il successo non viene sempre raggiunto in modo immediato. Spesso c’è dietro un lavoro costante.
Analizzate sempre il mercato e le tendenze. Fatevi guidare dal vostro intuito e affidatevi ai professionisti.
Non dimenticate mai che l’esperienza proposta va misurata e verificata, per essere migliorata o cambiata.
Senza la raccolta di questi dati e senza feedback, il lavoro fatto è incompleto.
Non abbandonate il cliente, cercate di essere al suo fianco anche per le prossime esperienze. Lavorate sulla fidelizzazione, creando campagne di marketing specifiche. Come insegnano le regole del marketing, non è fondamentale cercare sempre e solo nuovi clienti, ma riuscire a stringere rapporti che durino nel tempo.
Buon Lavoro!



