A Bologna la fiera internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto
Dal 25 al 27 febbraio, in Emilia Romagna, Bologna ospiterà la terza edizione della Slow Wine Fair. Un evento imperdibile per gli amanti del vino che abbracciano i principi di Slow Food: buono, pulito e giusto.
Organizzata da BolognaFiere e SANA, con la direzione artistica di Slow Food, la fiera promette inoltre tre giorni intensi di degustazioni, incontri e approfondimenti.
Filosofia e Valori
La Slow Wine Fair abbraccia la filosofia del vino buono, pulito e giusto, unendo vignaioli, professionisti del settore e appassionati che condividono la visione di un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente.
Il vino diventa così un prodotto culturale, espressione di biodiversità, sostenibilità in vigna e in cantina, e tutela del paesaggio.
L’importanza del suolo nella produzione di vino è fondamentale, poiché è la base della vita sulla Terra. Tuttavia, spesso trascurato e maltrattato, il suolo svolge un ruolo cruciale nell’agricoltura sostenibile. I microrganismi presenti nel suolo contribuiscono alla fertilità, permettendo alle piante di crescere in modo sano.
La biodiversità nel suolo è essenziale per la coltivazione e, nel contesto vitivinicolo, influenza gli aromi specifici che caratterizzano un terroir. Nonostante la consapevolezza crescente, pratiche agricole intensive e l’allevamento industriale persistono, evidenziando la necessità di considerare la vita del suolo per garantire un futuro sostenibile. La cura del suolo è quindi un atto di amore per il vino e per il nostro stesso benessere.
Eccellenze vitivinicole d’Italia
La Slow Wine Fair 2024 rappresenta un’occasione straordinaria per il confronto e il dibattito tra oltre 400 realtà vitivinicole provenienti da tutte le regioni italiane, ciascuna con la sua storia, tradizione e impegno nel rispetto della terra. Queste cantine sono parte integrante del ricco mosaico di Vini Italia.
Ecco alcune selezioni regionali di produttori che saranno presenti all’evento:
Valle d’Aosta:
La storica cantina Di Barrò, situata a Saint Pierre, vive tuttavia un momento di passaggio generazionale con Matteo Barmaz, che porta avanti la tradizione di famiglia, concentrandosi sui vitigni autoctoni.
Piemonte:
Le sorelle Daniela e Monica Tibaldi di Tibaldi Vini, a Pocapaglia, debuttano nel complicato millesimo 2014, proponendo una visione innovativa dei vitigni autoctoni piemontesi.
Liguria:
Davide Zoppi di Cà du Ferrà, sulle alture di Bonassola, incarna l’attenzione al paesaggio, alla biodiversità e al futuro, creando un progetto familiare di agricoltura sostenibile.
Lombardia:
Ar.Pe.Pe di Sondrio, guidata da Emanuela, Isabella e Guido Pelizzatti Perego, rappresenta la tenacia e la resistenza di una famiglia che, attraverso i cambiamenti, mantiene un legame profondo con i vigneti storici.
Alto Adige:
Markus Prackwieser di Gumphof, a Fiè allo Sciliar, continua la tradizione enologica di famiglia con un approccio attento alle varietà tradizionali e alle innovazioni sviluppate durante i suoi viaggi.
Veneto:
Stefano Zonta di Vigneto Due Santi a Bassano del Grappa crea un piccolo paradiso di vigne e olivi, offrendo una lettura originale e autoriale del Veneto.
Friuli Venezia Giulia:
Michele Ciani di Aquila Del Torre a Povoletto promuove il passaggio al biologico e alle pratiche biodinamiche, testimoniando dunque un approccio innovativo alla viticoltura.
Emilia-Romagna:
Villa Venti a Roncofreddo, gestita da Davide Castellucci e Mauro Giardini, rappresenta un esempio virtuoso di interpretazione del territorio, con consulenze di Adriano Zago e Lisa Masini.
Toscana:
Le Macchiole a Castagneto Carducci, guidata da Cinzia Merli e i suoi figli, rappresenta tuttavia un punto di riferimento nella zona, adattandosi ai cambiamenti climatici e valorizzando i vigneti storici.
Umbria:
Terre Margaritelli a Torgiano incarna l’incontro tra un solido background industriale e una nuova connessione con le radici, evidenziando la passione che risale al 1950.
Marche:
Edoardo Dottori della cantina omonima a Maiolati Spontini è un vero talento emergente nel panorama enologico, con doti incontestabili e una forte aderenza territoriale.
Lazio:
Alberto Giacobbe, a capo dell’azienda di famiglia a Paliano, dimostra in 15 anni di leadership come una passione di famiglia possa tradursi in una cantina di punta nella regione.
Sardegna:
Lorenzo e Roberto Pusole di Lotzorai mantengono viva la tradizione agricola da quattro generazioni, coltivando la terra nel rispetto della natura e della biodiversità.
Abruzzo:
Giulia Cataldi Madonna, alla guida dell’azienda di famiglia ad Ofena, rappresenta tuttavia la lungimiranza e la saggezza che caratterizzano questa pioniera della valle del Tirino.
Molise:
La cantina Steiger-Kalena di Casacalenda, guidata da Giulio Steiger e Margarita Cherubini, combina tradizione e innovazione con una moderna cantina in bioarchitettura.
Campania:
Angelo Muto di Cantine dell’Angelo a Tufo, rappresenta la terza generazione che ha deviato dalla tradizione familiare, producendo infatti vini talentuosi del Greco di Tufo DOCG.
Puglia:
Marianna Annio e Raffaele Leo di Pietraventosa a Gioia del Colle mantengono salda l’identità dell’azienda, cercando di controllare l’intera filiera per essere autentici e fedeli alla loro visione.
Basilicata:
Ruggiero Potito di Tenuta I Gelsi a Rionero in Vulture incarna la tradizione e la nobiltà di un’agricoltura che si prende cura della terra, rivelando il carattere distintivo del territorio.
Calabria:
Domenico Silipo di Casa Comerci a Nicotera ridona enfasi all’antico vitigno del magliocco canino, mantenendo vivo il sogno della nonna Rosina.
Sicilia:
Gianni Calcagno di Castiglione di Sicilia, insieme al fratello Franco e la figlia Giusy, gestisce peraltro una cantina familiare dal puro spirito contadino, focalizzata sulla genuinità e riconoscibilità.
Orari e costi
I visitatori avranno accesso alla fiera secondo il seguente programma:
- Domenica 25 febbraio: 12:00 – 19:00
- Lunedì 26 febbraio: 10:00 – 18:00
- Martedì 27 febbraio: 10:00 – 16:00
Inoltre i biglietti variano a seconda della tipologia:
- Ticket appassionati: € 39,00
- Ticket 1 giorno professionisti del Vino: € 20,00
- Ticket 2 giorni professionisti del vino: € 30,00
- Ticket 3 giorni professionisti del vino: € 40,00
Tema dell’Edizione 2024: la fertilità del suolo
Il Tema dell’Edizione 2024 della Slow Wine Fair a Bologna si concentra sull’importante aspetto della fertilità del suolo. Un argomento di cruciale rilevanza nel contesto attuale, caratterizzato dalla presenza di fenomeni estremi e dalla crisi climatica. Tuttavia questa scelta tematica riflette l’impegno della fiera nel promuovere pratiche sostenibili nel settore vitivinicolo, ponendo l’attenzione su una componente fondamentale della produzione di vino: la salute e la vitalità del suolo.
La fertilità del suolo è diventata un argomento centrale a causa della sua stretta correlazione con la sostenibilità ambientale e la qualità del prodotto finale. La crisi climatica, la siccità e altri fenomeni estremi hanno reso evidente l’importanza di adottare approcci agricoli che preservino e migliorino la salute del suolo.
L’edizione 2024 è un’opportunità unica per esplorare in profondità le soluzioni innovative e sostenibili che possono essere implementate nel settore vitivinicolo. Le aziende vitivinicole partecipanti avranno l’occasione di condividere le proprie pratiche, metodologie e tecnologie volte a preservare la fertilità del suolo, contribuendo così a mitigare gli impatti negativi sull’ambiente.
Attraverso conferenze, incontri e Masterclass, la fiera fornirà una piattaforma per il dibattito e lo scambio di conoscenze sulle migliori pratiche agricole. Oltre a incentivare la consapevolezza e l’adozione di approcci sostenibili nella produzione vinicola. La fertilità del suolo diventa, quindi, un filo conduttore che collega i partecipanti. Tuttavia il tema vuole stimolare la riflessione sulle scelte agricole che influenzano la qualità del vino e la salute del nostro pianeta.
Masterclass della Slow Wine Fair 2024: un viaggio nel mondo del vino
La Slow Wine Fair 2024 presenta un affascinante programma di Masterclass, offrendo approfondimenti unici nel mondo del vino. Tuttavia tra le sessioni più attese, spicca “Biodinamica tra Europa e Sudafrica“, in programma il 25 febbraio alle 13:00. Questa sessione esplorerà le pratiche biodinamiche in Europa, da Bordeaux e Rodano in Francia al Palatinato in Germania, con un’incursione in Sudafrica attraverso otto etichette.
Il 25 febbraio alle 15:00, la Masterclass “Le Vigne Storiche ed Eroiche dell’Emilia-Romagna” condurrà i partecipanti in un viaggio attraverso le vigne storiche della regione, raccontato attraverso l’assaggio di otto etichette. Inoltre, il 25 febbraio alle 17:00, “Outsider, Piccoli Grandi Vini Contro Ogni Pronostico” presenterà vitigni dimenticati e riscoperti, che hanno sfidato le aspettative e conquistato un posto di rilievo.
Il 26 febbraio alle 11:00, “Weingut Odinstal e l’illuminata direzione Schumann: la biodinamica in Pfalz” offrirà una panoramica sulla regione viticola più estesa della Germania, il Pfalz, e presenterà l’approccio biodinamico di Weingut Odinstal. Tuttavia nella stessa giornata alle 13:00, “Il Modigliana Bianco: La Nuova Stella dell’Appennino” esplorerà la crescente reputazione del borgo di Modigliana nel mondo del vino, focalizzandosi su vini bianchi unici e poco conosciuti.
Il 26 febbraio alle 15:00, “Grappolo Intero: Confronto tra Vecchio e Nuovo Mondo” farà luce sulla vinificazione a grappolo intero al di fuori della Borgogna, presentando esperienze italiane e australiane che hanno abbracciato questa pratica innovativa. Infine, il 27 febbraio alle 11:00, “Rifermentazione: Quando l’Acidità Rock Crea Vini Star” esplorerà il ruolo dell’acidità nella rifermentazione, con un focus su alcuni celebri esempi dell’Emilia Romagna.
Dunque queste Masterclass offrono un’occasione unica di approfondire la complessità e la diversità del mondo del vino, guidati da esperti nel campo.
Esposizione e Novità
Oltre 1000 vignaioli saranno suddivisi in isole espositive per competenza regionale in tre padiglioni fieristici. La novità di quest’anno è lo spazio dedicato agli amari. La Fiera dell’Amaro d’Italia, e l’apertura agli appassionati di distillati, rappresenta un’occasione unica anche per la mixology.
Inoltre, alle degustazioni, la fiera offrirà incontri, conferenze e Masterclass. Il tema della fertilità del suolo sarà al centro di dibattiti e approfondimenti culturali.
Confermato il premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow. Il premio mette in luce le migliori carte dei vini italiane e internazionali, premiate in occasione della fiera. l premio, assegnato da appassionati e professionisti, celebra le eccellenze di enoteche, ristoranti e altri locali che valorizzano vini in dodici categorie, tra cui territori come Amarone, Champagne, Etna, Carso, Romagna, Rodano, Jura e Portogallo, e tematiche come vitigni autoctoni, certificazioni biologiche o biodinamiche, rapporto qualità-prezzo e la migliore selezione di vini italiani all’estero.
Tuttavia la fiera punta su una forte spinta digitale, facilitando l’incontro tra produttori e professionisti attraverso un servizio di matching online. Il canale Ho.re.ca sarà ampio, coinvolgendo ristoratori amici di Slow Food e con un focus su importatori e distributori nazionali.
Infine, qui il sito dell’evento.



