Affrontare il cambiamento climatico in Italia
Il turismo italiano continua a cambiare grazie alla sua straordinaria capacità di rinnovarsi e di accogliere esigenze sempre più diversificate, incluse quelle legate al clima, facendo di questo settore un esempio emblematico di turismo climate-sensitive. La capacità del nostro Paese di coniugare eccellenza culturale, paesaggistica e ospitalità con pratiche sostenibili rappresenta oggi una delle sfide più importanti per l’economia turistica nazionale.
Negli ultimi mesi, il turismo in Italia si è retto principalmente grazie ai visitatori stranieri, superando i 65 milioni. Secondo i dati ISTAT, il turismo contribuisce per circa il 6% al PIL nazionale, quota che sale al 13% se si includono ristorazione e trasporti. Tuttavia, il settore resta caratterizzato da problemi strutturali come bassa produttività, scarsa innovazione, concorrenza limitata, lavoro stagionale e stipendi bassi.
A queste criticità si aggiungono i problemi legati all’overtourism: aumento dell’inquinamento, incremento del costo della vita per i residenti, sfruttamento eccessivo del territorio e trasformazione dei centri storici. La geografia italiana, con la sua straordinaria varietà di laghi, montagne, colline e coste, rappresenta una vera eccellenza, ma mostra anche tutta la sua fragilità: un territorio così favorevole dal punto di vista climatico è anche particolarmente esposto ai rischi derivanti dal cambiamento climatico.
La crescente consapevolezza del progressivo aumento delle temperature e dei fenomeni climatici estremi impone interventi urgenti, coinvolgendo tutti: destinazioni, operatori turistici e viaggiatori. Le scelte che compiamo oggi determineranno la sostenibilità e la competitività del turismo italiano nei prossimi decenni.
Il contesto attuale
Negli ultimi anni, il mondo del turismo ha subito profonde trasformazioni, spesso in risposta a eventi disastrosi e crisi globali. Molti non se ne sono ancora pienamente accorti, ma questi cambiamenti hanno inciso sul modo di viaggiare, sulla scelta delle destinazioni, sugli alloggi e sulle esperienze ricercate dai turisti. Si assiste oggi a una predilezione per esperienze più autentiche, attente all’impatto ambientale, capaci di garantire sicurezza e benessere.
Ripercorrere gli ultimi anni significa osservare un contesto mutevole in cui crisi economiche, pandemia e cambiamenti climatici si susseguono. Nonostante le difficoltà, emerge una resilienza insita nell’essere umano, capace di adattarsi e trovare nuove soluzioni, rendendo il turismo italiano sempre più consapevole e responsabile.
Spesso si confondono tempo e clima. Il tempo rappresenta le condizioni atmosferiche di un luogo in un periodo limitato, misurato in ore o giorni. Il clima, invece, è la media delle condizioni meteorologiche osservate in un arco di tempo più lungo, solitamente 30 anni. I fattori che determinano il clima comprendono latitudine, altitudine, conformazione del terreno, distanza dal mare, copertura nuvolosa e intensità della radiazione solare. Gli elementi osservati sono simili: temperatura, pressione, umidità, vento e precipitazioni. Ciò che cambia è la scala temporale: i cambiamenti climatici sono lenti e persistenti, percepibili solo dopo anni o decenni. Meteorologia e climatologia sono le discipline che studiano rispettivamente il tempo e il clima.
Le emissioni di gas serra legate al turismo rappresentano circa l’8% delle emissioni globali, principalmente derivanti dai trasporti. Secondo il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP), senza una transizione ecologica decisa, entro il 2050 il turismo provocherà un aumento del 154% del consumo di energia, del 131% delle emissioni di gas serra, del 152% del consumo di acqua e del 251% nello smaltimento dei rifiuti solidi.
Cos’è il TURISMO CLIMATE-SENSITIVE
Il turismo climate-sensitive, o turismo sensibile al clima, rappresenta un approccio innovativo e sostenibile che integra le pratiche ambientali nella pianificazione e gestione delle destinazioni turistiche. Questo modello considera i rischi legati ai cambiamenti climatici e promuove azioni concrete per ridurre l’impatto ambientale del settore.
Tra le principali caratteristiche del turismo climate-sensitive: favorisce la riduzione delle emissioni di gas serra derivanti da trasporti, alloggi e attività ricreative; aumenta la resilienza delle destinazioni di fronte a fenomeni estremi come ondate di calore, innalzamento del livello del mare e eventi meteorologici estremi; sensibilizza i viaggiatori e li guida verso comportamenti responsabili e sostenibili; e supporta l’adattamento delle esperienze turistiche, promuovendo itinerari e attività alternative che tutelano il patrimonio naturale e culturale.
Chi sono i climate-sensitive travellers
I viaggiatori sensibili al clima sono coloro che pongono al centro delle proprie scelte turistiche la consapevolezza e la responsabilità climatica. Valutano attentamente i rischi legati ai cambiamenti climatici e scelgono tempi, modalità e destinazioni di viaggio in modo da garantire sicurezza, benessere e comfort.
Questi turisti ricercano informazioni sull’adattabilità di prodotti, servizi e destinazioni, prediligendo quelle che contribuiscono alla mitigazione e alla gestione dell’emergenza climatica. Desiderano inoltre assumere un ruolo attivo nel contrasto ai cambiamenti climatici, considerandosi co-protagonisti nelle scelte sostenibili delle destinazioni che visitano. La loro crescente presenza rappresenta un segmento strategico per il turismo europeo e internazionale, spingendo operatori e destinazioni a ripensare offerte e strategie in chiave sostenibile e resiliente.
Destinazioni turistiche e impatti delle condizioni climatiche
Le destinazioni turistiche sono fortemente influenzate dai cambiamenti climatici, poiché la loro attrattività, competitività e sostenibilità dipendono dalle condizioni ambientali. L’aumento delle temperature, la riduzione delle coperture nevose invernali, l’innalzamento del livello del mare e la crescente frequenza di eventi meteorologici estremi stanno modificando profondamente sia le destinazioni tradizionali sia le modalità di fruizione del turismo.
Le località balneari e costiere affrontano erosione delle spiagge, riduzione della qualità delle acque e rischio di allagamenti, mentre le stazioni sciistiche si confrontano con stagioni più brevi, neve artificiale insufficiente e costi di gestione in aumento. Gli effetti non riguardano solo l’ambiente naturale, ma anche le infrastrutture turistiche, la disponibilità di risorse essenziali, la biodiversità e la produzione agricola locale, compromettendo sicurezza ed esperienza dei visitatori.
Le politiche di mitigazione climatica, pur necessarie, possono influenzare i costi di trasporto e modificare i comportamenti dei turisti, spingendo verso mete alternative o nuovi periodi di viaggio. In questo contesto, le condizioni climatiche diventano un fattore chiave nelle decisioni dei viaggiatori, incidendo sulla domanda, sulla stagionalità dei flussi e sulla percezione delle destinazioni, con impatti diretti sulla resilienza economica e sulla sostenibilità delle aree più vulnerabili.
Destinazioni climate-sensitive in Italia
Un esempio significativo è il Comune di Courmayeur, che grazie al “Bando Borghi” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sta implementando il progetto più innovativo di un comune turistico italiano sull’adattamento ai cambiamenti climatici, denominato Courmayeur Climate Hub.
Nel corso degli anni, Courmayeur è passata da un’economia rurale a una vocazione turistica di eccellenza, diventando un simbolo dell’accoglienza alpina. La località affronta fenomeni come il deterioramento dei ghiacciai, espressione di un problema globale, e dimostra come la resilienza e la capacità di adattamento siano fondamentali in ambienti estremi.
Tra i progetti avviati ci sono il recupero dei sentieri e dei terreni abbandonati, la valorizzazione delle fontane storiche e delle infrastrutture locali, e la promozione di eventi culturali, artistici e musicali come Courmajazz. L’obiettivo è anche la destagionalizzazione, valorizzando le valli e le frazioni anche nei periodi di bassa stagione, con percorsi glaciologici, contest di land art e attività culturali.
In Italia, la consapevolezza del cambiamento climatico è ancora concentrata sulle destinazioni montane, dove la mancanza di neve è percepita in modo diretto. Tuttavia, anche il turismo balneare sta risentendo del caldo eccessivo e dell’erosione delle spiagge, con cali di presenze fino al 30% secondo alcune associazioni di categoria. Queste dinamiche stanno accelerando la riscoperta della montagna, dei laghi e di nuove destinazioni come alternative al tradizionale turismo estivo.
La scelta ai viaggiatori e la proposta degli operatori
Studi e rapporti di settore confermano che la sostenibilità è ormai una priorità riconosciuta a livello globale, presente in tutti i segmenti di domanda, compreso il turismo di lusso. Destinazioni e operatori devono attrezzarsi per offrire esperienze, servizi e prodotti climate-sensitive, rendendoli facilmente individuabili e fruibili dai viaggiatori.
Le destinazioni comunicano sempre più chiaramente modalità di viaggio sostenibili e soluzioni a impatto zero, mentre i piccoli comprensori turistici sviluppano proposte innovative che coniugano sostenibilità e adattamento climatico. Grandi piattaforme come Booking stanno investendo nella formazione del personale per garantire un servizio attento ai cambiamenti climatici e alle nuove esigenze dei climate-sensitive travellers.
Un nuovo approccio al turismo
La sostenibilità nel turismo nasce dalla co-costruzione di valore tra domanda e offerta. Le destinazioni tutelano risorse naturali, culturali e tradizioni locali, mentre i viaggiatori scelgono esperienze che riducono l’impatto ambientale, valorizzano il territorio e promuovono un ritorno economico positivo per le comunità locali.
Visione, fattore umano e innovazione devono procedere di pari passo. Il personale delle strutture deve essere formato per rispondere alle nuove esigenze dei turisti responsabili, mentre le destinazioni devono progettare percorsi esperienziali autentici, rispettosi dell’ambiente e delle comunità. Solo così sarà possibile affrontare le sfide del cambiamento climatico e garantire un turismo italiano resiliente, responsabile e sostenibile nel lungo periodo.



