L’Italia si scopre a colpi di lievitati d’autore
Non più solo monumenti, musei e ristoranti stellati. Oggi, tra i must di chi viaggia c’è anche la colazione d’autore, quella da consumare nei luoghi simbolo della panificazione artigianale, dove il profumo del burro fuso, della pasta sfoglia e del pane caldo anticipa un’esperienza sensoriale indimenticabile. Benvenuti nel mondo del bakery tourism, il nuovo trend che sta cambiando le mappe dei turisti italiani e internazionali.
Una forma di turismo lenta, autentica, profonda. Un itinerario gastronomico che inizia sin dal mattino, alla scoperta delle eccellenze italiane della colazione, tra viennoiserie, panettoni d’autore, focacce storiche e caffè selezionati. In ogni tappa, una storia, una tradizione, un sapore.
Vediamo i luoghi italiani simbolo di questa nuova cultura del viaggio, dove il pane e i lievitati diventano protagonisti di un racconto che unisce artigianalità, sostenibilità e identità territoriale.
Puglia: tra Bari, Ostuni e Altamura
Forni storici, focacce e nuovi concept
In Puglia, la colazione prende spesso la forma di una focaccia calda, profumata e ricca di tradizione. A Bari, tra i nomi imprescindibili spiccano Panificio Fiore e Santa Rita, mete imprescindibili per chi vuole assaporare l’autenticità della cucina da forno barese.
Spostandoci ad Altamura, città simbolo del pane DOP, troviamo l’Antico Forno Santa Caterina, dove due nonne – diventate celebri anche sul web – tengono viva la tradizione con dedizione. Pane fragrante, cotto in forno a legna e impastato con lievito madre, racconta una storia antica che si trasforma in esperienza turistica.
A Ostuni, invece, il nuovo si fonde con il design: Burro Café è uno spazio contemporaneo dedicato alla colazione, dove estetica, ingredienti locali e proposta internazionale convivono in equilibrio perfetto. Un esempio di come anche le piccole città possano intercettare i flussi del turismo gourmet.
Milano: città delle nuove bakery
Pan, Cantun ed Égalité
Milano non poteva restare indietro: la capitale italiana della moda e del design è oggi anche un epicentro del bakery tourism urbano.
Tre i nomi che raccontano la tendenza:
- Pan, forno d’ispirazione giapponese firmato Yoji Tokuyoshi, dove spicca lo shokupan, il pane giapponese al latte servito con anko o burro e marmellata.
- Égalité, boulangerie francese con sedi in tutta la città, propone una colazione parigina in piena regola, tra croissant, pain au chocolat e nuove creazioni stagionali come il Cinnamon Route.
- Cantun, bakery e bistrot dal respiro contemporaneo, è un rifugio urbano perfetto per colazione, coworking o incontri, ormai replicato in più punti della città.
Torino: croissant cubici e bakery di quartiere
La Farmacia del Cambio & Cibrario Bakery
A Torino, la capitale sabauda, il bakery tourism ha due indirizzi chiave. Da un lato, La Farmacia del Cambio, che ha conquistato i social con il suo iconico Cubo, un croissant cubico ispirato al Rubik. Dall’altro, Cibrario Bakery, un moderno forno di quartiere in zona piazza Statuto, già segnalato nella guida “Pani e Panettieri d’Italia” del Gambero Rosso.
Cibrario è l’esempio perfetto di bakery contemporanea: laboratorio a vista, ingredienti selezionati, forte legame con il territorio e proposte dolci e salate uniche. I must? Il Pain coffee al caffè Lavazza sostenibile e il Croissant alla nocciola Piemonte IGP. La colazione qui è un rituale urbano, che attira foodies da ogni angolo della città (e non solo).
Potenza: la mecca del panettone
Tiri Bakery & Caffè
Nel cuore della Basilicata, Tiri Bakery & Caffè è diventato un luogo di culto per gli amanti dei lievitati. Aperto nel 2019 da Vincenzo Tiri, maestro pasticcere noto per il suo panettone a tre lievitazioni, è la prima bakery al mondo dedicata esclusivamente ai lievitati.
Non è raro vedere turisti e appassionati viaggiare per centinaia di chilometri solo per assaggiare un suo prodotto. I lievitati firmati Tiri, soffici, profumati e bilanciati, sono oggi sinonimo di eccellenza italiana. In questo caso, la colazione si fa esperienza culturale, approfondita, quasi meditativa.
Pordenone: pane, veneziane e specialty coffee
Follador Bakery
A Pordenone, nel Friuli-Venezia Giulia, Follador Bakery è un altro punto fermo del bakery tourism italiano. Un forno che si è affermato a livello nazionale grazie alla sua produzione di grandi lievitati: panettoni, veneziane, bauli e dolci da ricorrenza.
Ma non solo. Qui si uniscono arte bianca e coffee culture: dalla Gubana rivisitata in stile croissant alla cupola lievitata con crema di caffè realizzata in collaborazione con 1895 Coffee Designers by Lavazza, la colazione diventa una degustazione guidata, arricchita da tour del laboratorio e pairing tra dolci e caffè filtro, cold brew e cappuccini gourmet.
Marche: tra pizza bianca e maritozzi
Panama Bakery – Fano
Nella città adriatica di Fano, la tradizione si respira nell’aria grazie a Panama Bakery, spin-off contemporaneo dello storico Forno Longhini, aperto nel 1918.
Qui il focus è sulle pizzette, bianche o rosse, simbolo della colazione salata locale, ma anche su dolci memorabili come la bomba fritta alla crema e il maritozzo con la panna. Il tutto accompagnato da un caffè classico o da specialità come il Freddino, crema di latte fredda perfetta per l’estate.
Anche in questo caso, il forno diventa presidio culturale del gusto e attira visitatori da tutta la regione.
Abruzzo, il pane che racconta la montagna
Tra pizzette d’autore e forni nel cuore del Parco Nazionale
Anche l’Abruzzo entra di diritto nella mappa del bakery tourism italiano, grazie a una tradizione fornaia che si esprime tra costa e montagna, con prodotti unici e sapori autentici. Iconica sulla riviera adriatica è la celebre Pizzetta di Trieste, conosciuta anche come pizzetta alla pescarese: un piccolo disco di impasto biologico da 16 centimetri, cotto su padellino di ferro a 380°C in forno elettrico, che racchiude in sé tutto il gusto della semplicità ben fatta. Fragrante, saporita, con pomodoro ben tirato e base croccante, è lo spuntino più amato dai pescaresi, perfetto da gustare al volo anche in viaggio.
All’interno, l’Abruzzo custodisce invece indirizzi simbolici che raccontano un modo più rustico e montanaro di fare pane. Lungo la statale 17, alle porte di Castel di Sangro, si trova Alt, progetto firmato dallo chef Niko Romito che ha scelto di riportare il pane al centro dell’esperienza gastronomica: grandi formati da farine Solina e Saragolla, con varianti bianche arricchite da patate, sfornati quotidianamente da un laboratorio ipertecnologico per essere serviti o venduti direttamente. Pane dalla mollica umida, crosta croccante e alveolatura regolare, abbinato a una cucina schietta tra brace e fette condite, per un pit stop d’autore in perfetto stile bakery experience.
Spostandosi nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, a Pescasseroli, si incontra Il Vecchio Forno Pinocchio, un vero presidio di tradizione dove il tempo sembra essersi fermato: il profumo del pane caldo invade il laboratorio e la piccola bottega, dove si lavora solo con lievitazione lenta e ingredienti locali, dall’olio extravergine alle farine del territorio. Nella vetrina si affacciano focacce unte e fragranti, pizze rustiche, panini ai cereali, calzoni vegetariani, dolci tipici come neole e torcinelli, e lievitati che raccontano storie di montagna e fatica, trasformate in piacere da forno.
Il bakery tourism in Italia: molto più di una moda
Quella che poteva sembrare una semplice tendenza social si è trasformata in un vero movimento gastronomico e culturale. Il bakery tourism è oggi una forma di viaggio identitaria, che mette al centro la qualità, l’autenticità e la scoperta territoriale attraverso uno dei gesti più semplici e quotidiani: la colazione.
In un’Italia sempre più consapevole del proprio patrimonio agroalimentare, forni e panetterie diventano presidi culturali del gusto, da cercare e valorizzare. Il turismo da forno è qui per restare – e sarà sempre più strategico per i territori che vorranno raccontarsi attraverso i loro profumi e sapori più veri.



