La ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

Lungo il “fiume nascosto” della Puglia

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è molto più di un’infrastruttura ciclabile. È un viaggio lungo le arterie nascoste dell’Italia meridionale, seguendo il tracciato dell’imponente sistema idraulico che, da oltre un secolo, porta l’acqua dalle sorgenti dell’Irpinia fino al Capo di Leuca.

Un percorso di oltre 500 chilometri che si snoda tra Campania, Basilicata e Puglia, incrociando paesaggi agricoli, borghi antichi, architetture rurali, opere idrauliche storiche e un patrimonio naturale di grande valore.

L’itinerario ciclabile segue le strade di servizio dell’Acquedotto Pugliese (AQP), in parte sterrate e in parte asfaltate, sempre immerse nel verde o nei toni caldi della pietra calcarea. Il tracciato, accessibile anche con bici a pedalata assistita, si distingue per pendenze lievi e grande continuità paesaggistica.

A ogni tappa, si incontrano testimonianze della cultura materiale del Sud, dai trulli della Valle d’Itria alle masserie del Salento, fino ai ponti-canale che attraversano le colline più remote.

Caratteristiche tecniche e stato di avanzamento

Il tracciato si sviluppa su fondi di proprietà dell’AQP, in larga parte costituiti da strade sterrate o asfaltate a basso traffico, utilizzate per la manutenzione delle condotte idriche interrate. La larghezza media del sedime è compresa tra 2,5 e 3 metri, con pendenze modeste e un dislivello contenuto, che ne garantiscono l’accessibilità anche per utenti non esperti o con biciclette a pedalata assistita.

A oggi, sono già percorribili diversi tratti, tra cui un segmento di 22 chilometri tra Cisternino e Ceglie Messapica, che rappresenta un prototipo di cicloinfrastruttura attrezzata, completa di segnaletica orizzontale e verticale, aree di sosta, rastrelliere, pannelli informativi e dispositivi di monitoraggio.

Ulteriori tratti sono in fase di progettazione o cantierizzazione, grazie ai fondi assegnati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per un investimento complessivo di circa 39 milioni di euro.

Il tracciato: ciclovia Acquedotto Pugliese

La Ciclovia attraversa una varietà di paesaggi e contesti geografici, che vanno dalle aree montane dell’Irpinia, dove ha origine l’acqua che alimenta il sistema idrico, fino alle campagne aride del Salento, concludendosi a Leuca, il punto più meridionale della Puglia.

*Attenzione: il percorso indicato non corrisponde al tracciato ufficiale della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

Caposele: alle sorgenti dell’Acquedotto

Il viaggio comincia a Caposele, piccolo borgo incastonato nell’alta Irpinia. Qui, tra boschi fitti e rilievi montuosi, sorgono le Sorgenti del Sele, cuore idraulico dell’intero sistema dell’AQP. La visita al Museo dell’Acqua, ospitato in un edificio storico dell’acquedotto, introduce il cicloturista alla grande epopea ingegneristica di inizio Novecento. Caposele è anche il punto di partenza del tratto campano della ciclovia, che si muove tra gallerie di captazione, sentieri fluviali e antichi caselli di controllo, offrendo una prima immersione in un paesaggio verde e ancora poco turistico.

Il Vulture e i laghi di Monticchio

Attraversato il confine con la Basilicata, il tracciato entra nel territorio del Vulture, area di origine vulcanica che si distingue per la sua biodiversità e la ricchezza di sorgenti. La pedalata diventa un’esperienza multisensoriale tra i laghi di Monticchio, il profilo inconfondibile del monte Vulture e i borghi storici come Rionero e Melfi, dominati da castelli medievali e architetture normanne. Il paesaggio qui è fresco, ombroso, con tratti boschivi che si alternano a vigneti e pascoli. È anche il primo segmento in cui si percepisce la funzione originaria del percorso: manutenzione, accesso, tutela dell’acqua.

Alta Murgia: pietra, vento e orizzonti aperti

Superata la dorsale appenninica, la ciclovia entra in Puglia e cambia fisionomia. Le montagne lasciano spazio all’altopiano della Murgia settentrionale, un paesaggio rarefatto e luminoso, segnato da muretti a seccojazzimasserie fortificate e gravine. In questa sezione, i tratti già attrezzati per la fruizione cicloturistica consentono una pedalata fluida, immersi nella luce chiara delle alture pugliesi. Nei pressi di Gravina in Puglia e Altamura, il tracciato si avvicina al Parco Nazionale dell’Alta Murgia, costeggiando aree a elevato valore ecologico, ideali per osservare la fauna e scoprire il paesaggio rupestre.

Valle d’Itria: trulli, uliveti e borghi bianchi

Nel cuore della Puglia, la ciclovia raggiunge la Valle d’Itria, probabilmente il tratto più iconico e fotogenico dell’intero percorso. Qui, l’infrastruttura idraulica scorre sotto una terra generosa, coltivata da secoli e punteggiata da trullifrantoi ipogeichiese rurali e masserie ancora attive. La pedalata si fa dolce, quasi contemplativa, tra CisterninoLocorotondoMartina Franca, tre borghi che rappresentano al meglio l’identità architettonica e gastronomica di questa regione. Le deviazioni consigliate includono il Bosco delle Pianelle e la Pineta Ulmo, ideali per escursioni a piedi o in MTB.

Salento interno: il volto segreto del Sud

Nel tratto tra Villa Castelli e Santa Maria di Leuca, noto come Grande Sifone Leccese, la ciclovia si addentra nel Salento interno, lontano dalla costa e dalle rotte balneari più affollate. Qui si attraversano paesaggi agricoli aridi, interrotti da muretti, fichi d’India, pajare e uliveti secolari, spesso colpiti dalla Xylella ma ancora imponenti. A CutrofianoGalatinaTricase e Gagliano del Capo, si scoprono borghi autentici, ceramiche tradizionali, portali barocchi e sapori antichi. Il ritmo è lento, il silenzio profondo, e ogni pedalata diventa un’occasione di scoperta. I ponti-canale, i caselli idrici dismessi, i tratti di macchia mediterranea completano un paesaggio che unisce tecnica, storia e natura.

Santa Maria di Leuca: l’arrivo tra i due mari

La fine del percorso coincide con uno dei luoghi più simbolici della Puglia: Santa Maria di Leuca, estrema punta meridionale della penisola salentina. Qui, il Santuario De Finibus Terrae domina un promontorio roccioso che guarda il punto d’incontro tra Mar Ionio e Mar Adriatico. L’arrivo in bicicletta lungo la ciclovia è un momento emozionante, non solo per la bellezza del paesaggio ma per il significato simbolico: da una sorgente montana a una scogliera sul mare, attraverso secoli di storia, culture e comunità.

Governance, partecipazione e modello replicabile

Un aspetto distintivo del progetto è la forte componente di governance collaborativa. Il Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, attivo dal 2015, ha svolto un ruolo determinante nella sensibilizzazione delle istituzioni. Si è occupato anche della mappatura collettiva del tracciato e della promozione di pratiche di monitoraggio civico.

La rete coinvolge decine di enti locali, associazioni, tecnici e imprese. Ha contribuito a orientare le scelte di pianificazione e l’assegnazione dei finanziamenti pubblici. In questo modo ha consolidato un modello di progettazione partecipata, replicabile anche in altri contesti territoriali.

Cosa fare lungo la Ciclovia: attività, fruizione, esperienze

Oltre alla pratica ciclistica, la Ciclovia consente una vasta gamma di attività legate alla natura, alla cultura e al turismo esperienziale. Nei tratti sterrati e lungo i tratturi adiacenti, si possono praticare escursionismo e trekking, ideali per esplorare il paesaggio a passo lento.

Sono disponibili visite guidate a siti archeologici, fontane storiche, frantoi ipogei e strutture idrauliche dismesse. Lungo il percorso si trovano masserie, cantine e oleifici dove vivere esperienze enogastronomiche autentiche. Le aree naturali e le zone umide offrono ottime opportunità per il birdwatching.

Nei centri visita, è possibile partecipare a workshop e attività didattiche legate al tema dell’acqua e della sostenibilità. Il tracciato attraversa diversi borghi e piccoli centri abitati, dove è facile incontrare produzioni artigianali, eventi locali e feste tradizionali.

La presenza di alloggi diffusi, agriturismi e bike hotel rende possibile un turismo lento e radicato nel territorio.

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese si configura così come un’offerta cicloturistica integrata, pensata per viaggiatori in cerca di autenticità, contatto diretto con la comunità locale e rispetto dei tempi naturali del paesaggio.

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