Dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026 il Tuber magnatum Picco torna protagonista ad Alba. nove settimane di eventi, esperienze e incontri dedicati all’eccellenza gastronomica, alla cultura e alla valorizzazione del territorio.
Dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026 il Tuber magnatum Picco torna protagonista ad Alba.
La 96ª edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba propone nove settimane di eventi, esperienze e incontri dedicati all’eccellenza gastronomica, alla cultura e alla valorizzazione del territorio.
Il tema scelto per il 2026 è “Autentiche Relazioni”.
Un filo conduttore che invita a riflettere sul valore dei legami in un’epoca segnata da trasformazioni rapide, nuove fragilità sociali e profondi cambiamenti nei territori.
Il Tartufo Bianco d’Alba racconta il valore delle relazioni
Dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026, Alba e le colline di Langhe, Roero e Monferrato accoglieranno visitatori da tutto il mondo.
Al centro della manifestazione ci sarà il Tuber magnatum Picco, il tartufo bianco più prezioso e ricercato.
La Fiera racconterà però anche tutto ciò che costruisce l’identità di questo patrimonio.
Persone, comunità, paesaggio, ricerca, cultura e tradizione diventano elementi fondamentali di un racconto che va oltre il prodotto.
Dopo i temi affrontati negli ultimi anni, dalla centralità del rispetto per la natura alla valorizzazione della biodiversità, la manifestazione apre una nuova prospettiva.
La 96ª edizione sarà dedicata alle relazioni autentiche che rendono possibile l’esistenza stessa del tartufo e la continuità di un patrimonio unico.
Il Tartufo Bianco d’Alba nasce infatti da un equilibrio delicato tra uomo e ambiente.
È il risultato del rapporto tra il trifolao e il suo cane, tra il bosco e il territorio, tra conoscenze tramandate nel tempo e innovazione scientifica.
Un sistema di connessioni invisibili che diventa modello di sviluppo fondato sulla collaborazione, sulla cura e sulla responsabilità.
Una storia costruita attraverso le relazioni
Come sottolinea il presidente dell’Ente Fiera di Alba, Axel Iberti, la forza della manifestazione risiede nella capacità di costruire legami duraturi.
“In un mondo che cambia rapidamente il valore più importante che possiamo custodire è quello delle relazioni autentiche. La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba esiste da quasi un secolo perché ha saputo costruire legami duraturi: con il territorio, con le istituzioni, con i trifolao, con le imprese, con il mondo”.
La longevità della manifestazione, nata dall’intuizione di Giacomo Morra, rappresenta una testimonianza concreta del valore delle relazioni.
Una storia costruita nel tempo attraverso il passaggio delle conoscenze tra generazioni, il coinvolgimento delle comunità locali e la capacità di portare Alba sulla scena internazionale.
Una rete di relazioni che costruisce valore
La 96ª edizione conferma la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba come uno degli appuntamenti enogastronomici più importanti al mondo.
Il prestigio del prodotto protagonista si unisce alla capacità della manifestazione di creare un vero ecosistema.
Un sistema che coinvolge istituzioni, imprese, associazioni, ricerca e territorio.
La Fiera si fonda su una rete articolata di collaborazioni che comprende realtà economiche come Associazione Commercianti Albesi, Confartigianato, Coldiretti, Confindustria, Confagricoltura e Confederazione Italiana Agricoltori.
A queste realtà si affiancano le istituzioni pubbliche e gli enti territoriali.
Tra questi figurano il Comune di Alba, il Comune di Roddi, la Regione Piemonte, la Camera di Commercio di Cuneo, l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, il Centro Nazionale Studi Tartufo e l’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.
La rete si amplia grazie ai partner storici e alle nuove collaborazioni che rafforzano la dimensione culturale e formativa della manifestazione.
Tra questi il Distretto del Cibo del Roero, Parmigiano Reggiano e ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana come educational partner.
Un sistema complesso che trasforma la Fiera in qualcosa di più di un evento gastronomico.
La manifestazione diventa un laboratorio territoriale dove tradizione e innovazione dialogano, generando sviluppo economico, cultura e attrattività internazionale.
Il Tartufo Bianco d’Alba come ambasciatore internazionale
La dimensione globale della Fiera trova espressione nella Truffle Diplomacy.
Il progetto racconta il tartufo bianco come strumento di dialogo tra culture e Paesi.
Attraverso il conferimento del Tartufo dell’Anno a personalità di rilievo internazionale, l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, le attività delle delegazioni dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba e numerosi appuntamenti nei principali mercati mondiali, Alba porta nel mondo un modello basato su qualità, territorio e cooperazione.
Il Tuber magnatum Picco diventa così un ambasciatore non soltanto del gusto italiano.
Rappresenta una filosofia che mette al centro la relazione tra persone e luoghi.
Esperienze gastronomiche e alta cucina internazionale
Il programma gastronomico della Fiera coinvolge oltre 40 chef italiani e internazionali.
Molti di loro sono insigniti della stella Michelin.
Gli chef saranno protagonisti di cooking show, cene immersive e percorsi dedicati all’alta cucina.
Le esperienze rivolte al pubblico comprendono corsi di cucina, degustazioni, pranzi al Castello di Roddi e Cene Insolite.
Nell’edizione precedente queste attività hanno registrato oltre 3.500 partecipanti.
Il 70% dei partecipanti proveniva dall’estero, confermando la forte vocazione internazionale della manifestazione.
La Fiera non è quindi soltanto un appuntamento stagionale.
È un sistema capace di generare valore per tutto il territorio.
Dalla ristorazione all’accoglienza, dall’artigianato alle filiere agricole, fino alla promozione culturale.
Numeri che raccontano un successo internazionale
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si conferma anche nel 2026 una delle manifestazioni più attrattive del panorama enogastronomico mondiale.
Durante il periodo della manifestazione, oltre 600.000 visitatori scelgono mediamente Langhe, Roero e Monferrato.
Un pubblico internazionale attratto dall’unicità del tartufo bianco e dalla ricchezza delle esperienze proposte.
Il programma gastronomico coinvolge oltre 40 chef italiani e internazionali, molti dei quali insigniti della stella Michelin.
Gli appuntamenti comprendono cooking show, cene immersive e percorsi dedicati all’alta cucina.
Le esperienze rivolte al pubblico, dai corsi di cucina alle degustazioni, dai pranzi al Castello di Roddi alle Cene Insolite, hanno registrato nell’edizione precedente oltre 3.500 partecipanti.
Una quota del 70% proveniva dall’estero.
Un dato che conferma la forte vocazione internazionale della manifestazione.
La Fiera rappresenta quindi un sistema capace di generare valore per tutto il territorio.
Un valore che coinvolge la ristorazione, l’accoglienza, l’artigianato, le filiere agricole e la promozione culturale.
Il Capodanno del Tartufo: il rito che apre una nuova stagione di eccellenza
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si apre, come da tradizione, con un momento simbolico che unisce rito, cultura e comunità.
È il Capodanno del Tartufo, l’appuntamento che celebra l’inizio ufficiale della stagione della cerca del Tuber magnatum Picco.
Nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre 2026, allo scoccare della mezzanotte, Alba accoglierà questo momento speciale.
Un evento diventato negli anni uno dei più suggestivi del calendario della Fiera.
Il Capodanno del Tartufo si inserisce nel contesto del festival Profondo Umano.
La giornata sarà dedicata anche alla scoperta di alcuni luoghi simbolo della cultura tartufigena albese.
Tra questi il Palatartufo, la Sala Fenoglio, il Centro Nazionale Studi Tartufo e il MUDET – Museo del Tartufo.
La serata proseguirà al Teatro Sociale “G. Busca” con l’intervento della poetessa Tiziana Cera Rosco.
L’artista, attraverso scrittura, fotografia e performance, indaga il rapporto tra uomo, natura e paesaggio.
Il momento più emozionante sarà il corteo dei trifolao e dei loro tabui.
I cani da ricerca del tartufo accompagneranno i cercatori appartenenti alle associazioni piemontesi.
La sfilata attraverserà il centro storico di Alba fino a piazza Risorgimento.
Il percorso sarà accompagnato da un’atmosfera di festa e appartenenza.
Il brindisi collettivo con Alta Langa DOCG celebrerà l’inizio della nuova stagione del tartufo.
Un momento che rinnova ogni anno il rapporto tra territorio, natura e comunità.
Il Capodanno del Tartufo non è soltanto l’apertura di un calendario di eventi.
È l’inizio di un racconto collettivo fatto di memoria, paesaggio e relazioni.
Il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba: qualità, trasparenza e cultura del prodotto
Il cuore della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba rimane il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba.
Lo spazio, ospitato nello storico Cortile della Maddalena, nel 2026 si presenta con un allestimento rinnovato e una nuova lounge dedicata all’accoglienza degli ospiti.
Aperto ogni weekend dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026, il Mercato rappresenta molto più di uno spazio commerciale.
È un luogo dove il tartufo viene raccontato, conosciuto e valorizzato attraverso un sistema rigoroso di qualità e trasparenza.
Ogni esemplare di Tuber magnatum Picco destinato alla vendita viene sottoposto all’analisi dei Giudici di Analisi Sensoriale del Tartufo.
Si tratta di professionisti formati dal Centro Nazionale Studi Tartufo.
Attraverso una valutazione visiva, olfattiva e tattile vengono verificati freschezza, caratteristiche aromatiche e qualità del prodotto.
Questo processo garantisce al consumatore autenticità e sicurezza.
La Fiera diventa così garante di una relazione fondamentale.
Quella tra chi cerca il tartufo, chi lo raccoglie e chi lo acquista.
Accanto al tartufo bianco, il Mercato propone una selezione delle eccellenze agroalimentari delle Langhe, del Roero e del Monferrato.
Tra queste formaggi artigianali, salumi, nocciole, dolci tradizionali, vini e produzioni locali.
Ogni prodotto racconta una storia fatta di lavoro, conoscenza e rapporto con la terra.
Esperienze sensoriali e gourmet: il tartufo come narratore del territorio
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba non si limita alla celebrazione del prodotto.
Costruisce intorno al tartufo un sistema di esperienze immersive dove gusto, formazione e cultura si incontrano.
Il programma gastronomico 2026 coinvolge chef italiani e internazionali attraverso appuntamenti capaci di trasformare il tartufo in un linguaggio creativo.
Cooking Show: la cucina d’autore incontra il Tartufo Bianco
I Cooking Show, ospitati nella Sala Beppe Fenoglio, rappresentano uno degli appuntamenti più attesi della Fiera.
Chef di fama nazionale e internazionale reinterpretano il Tartufo Bianco d’Alba attraverso una cucina contemporanea.
Al centro rimane sempre il rispetto della materia prima.
Gli incontri saranno accompagnati dalle Alte Bollicine Piemontesi del Consorzio Alta Langa e dalla collaborazione con i sommelier AIS Piemonte.
Parteciperanno anche gli studenti dell’Alba Accademia Alberghiera.
Un dialogo tra alta cucina, formazione e futuro professionale.
Atelier della Pasta Fresca e nuovi percorsi formativi
Tornano anche gli Atelier della Pasta Fresca. Gli appuntamenti sono dedicati alla manualità e alla tradizione gastronomica italiana.
La 96ª edizione introduce inoltre nuovi workshop realizzati con il coinvolgimento di Parmigiano Reggiano.
L’obiettivo è ampliare il racconto sulle eccellenze italiane e sul valore della conoscenza artigianale.
Tramonto Gourmet: il fascino della convivialità contemporanea
Confermato anche nel 2026 il format “Tramonto Gourmet: aperitivo di eccellenza”.
L’appuntamento è previsto dal 21 novembre alle ore 18.00.
L’esperienza unisce cucina d’autore, mixology e cultura del vino. Un momento dedicato alla convivialità contemporanea.
La collaborazione con il Consorzio Alta Langa e il Consorzio Vermouth di Torino valorizza il legame tra il tartufo e le eccellenze piemontesi.
L’aperitivo diventa così un racconto sensoriale.
Analisi Sensoriale: imparare a riconoscere l’eccellenza
Presso il MUDET – Museo del Tartufo, i seminari di Analisi Sensoriale permettono ai partecipanti di conoscere più profondamente il Tuber magnatum Picco.
Attraverso esercizi guidati, i visitatori imparano a riconoscere profumi, caratteristiche e qualità del tartufo.
Un percorso che trasforma il consumatore in un osservatore consapevole.
Una persona capace di comprendere il valore nascosto dietro ogni esemplare.
Vinum Alba Wine Tasting: il dialogo tra tartufo e grandi vini piemontesi
Tra le novità della 96ª edizione arrivano le Vinum Alba Wine Tasting presso il Museo Eusebio.
Grazie alla collaborazione tra Ente Fiera e AIS Piemonte, i visitatori potranno scoprire le grandi denominazioni delle Langhe, del Roero e del Monferrato attraverso degustazioni guidate da esperti sommelier.
Un viaggio nel mondo dei terroir piemontesi.
Il vino incontra il tartufo in un equilibrio fatto di profumi, memoria e territorio.
L’esperienza racconta il legame profondo tra due eccellenze nate dalla stessa cultura della terra.
Cene Insolite: quando il patrimonio diventa esperienza
Tornano anche nel 2026 le Cene Insolite, appuntamenti che uniscono alta cucina e luoghi dalla forte identità.
Le location selezionate diventano parte integrante dell’esperienza.
Tra i protagonisti anche il Teatro Sociale “G. Busca” di Alba, con la partecipazione di chef di prestigio come Carlo Cracco.
La collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Valle d’Aosta porterà inoltre il Tartufo Bianco d’Alba fino alla Stella di Pila.
Il panoramic bistrot, situato a quota 2.723 metri, si trova all’interno del sistema Skyway Monte Bianco.
Esperienze che superano il concetto tradizionale di cena.
Diventano incontri tra paesaggio, cultura e gastronomia.
Taste Lab – Castello di Roddi: la cucina come conoscenza e relazione
Tra le esperienze più rappresentative della 96ª edizione torna il Taste Lab – Castello di Roddi.
Uno spazio dove la cucina diventa incontro tra persone, tecniche e memoria.
Immerso nel paesaggio delle Langhe, il Castello ospita corsi, pranzi ed esperienze dedicate alla cucina italiana.
Grazie alla collaborazione con la Barolo & Castles Foundation, il pubblico può vivere un’esperienza che unisce patrimonio storico e alta gastronomia.
Ogni lunedì e venerdì mattina si svolgono corsi teorico-pratici guidati da chef professionisti.
I partecipanti imparano tecniche e ricette della tradizione piemontese reinterpretate con il Tartufo Bianco d’Alba.
Tra le novità del 2026 debutta:
“A tu per tu con lo Chef”
Un’esperienza esclusiva riservata a due partecipanti.
Il percorso prevede una lezione privata con lo chef e un pranzo finale dedicato.
Gli appuntamenti vedranno protagonisti:
- 22 ottobre 2026: chef Davide Palluda
- 12 novembre 2026: chef Matteo Baronetto
Il sabato mattina debutta inoltre il Brunch del Tartufo Bianco d’Alba.
Un nuovo format che interpreta il tartufo attraverso una chiave più contemporanea e internazionale.
Truffle and Wine: il dialogo tra il Tartufo Bianco d’Alba e i grandi terroir del mondo
Il Tartufo Bianco d’Alba non è soltanto un’eccellenza gastronomica.
È anche un elemento capace di creare connessioni tra territori, culture e tradizioni produttive diverse.
La 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba rinnova il progetto “Truffle and Wine”.
Un percorso dedicato all’incontro tra il Tuber magnatum Picco e i grandi vini italiani e internazionali.
Il progetto nasce da valori condivisi.
Tempo, territorio, biodiversità, conoscenza e capacità dell’uomo di interpretare la natura.
La collaborazione coinvolge il Consorzio Alta Langa DOCG, il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e la Strada del Barolo e grandi vini di Langa.
Sono realtà che rappresentano l’identità vitivinicola delle colline piemontesi.
Dopo aver raccontato negli anni precedenti territori simbolo come Champagne (2021), Borgogna (2022), California e Napa Valley (2023), Etna (2024) e Alto Adige (2025), nel 2026 il protagonista internazionale sarà la Rioja.
Una delle regioni vinicole più prestigiose della Spagna.
Attraverso degustazioni, incontri e abbinamenti d’autore, la Fiera mette a confronto terroir differenti.
L’obiettivo è evidenziare come luoghi lontani possano condividere una stessa cultura dell’eccellenza.
Barolo en primeur: il vino come patrimonio e solidarietà
Tra gli appuntamenti più importanti torna l’Asta “Barolo en primeur”.
L’evento è in programma venerdì 23 ottobre 2026 presso il Castello di Grinzane Cavour.
L’iniziativa unisce cultura del vino, solidarietà e promozione internazionale del territorio.
Protagoniste saranno le barrique provenienti dalla Vigna “Cascina Gustava”.
Saranno presenti anche i lotti comunali realizzati da numerose cantine.
Le assegnazioni avverranno in collegamento con buyer e appassionati internazionali.
Prima dell’asta sarà possibile partecipare a degustazioni dedicate al nebbiolo 2025.
Un vino destinato a diventare Barolo e Barbaresco.
Un appuntamento che racconta il vino non solo come prodotto.
Ma come patrimonio culturale e strumento di relazione.
I grandi terroir del Barbaresco e gli altri volti del nebbiolo
Nel weekend del 24 e 25 ottobre, l’Hotel Calissano ospiterà l’evento dedicato a “I grandi terroir del Barbaresco e gli altri volti del nebbiolo”.
L’appuntamento è curato da Go Wine.
Degustazioni guidate e banchi d’assaggio accompagneranno il pubblico alla scoperta delle diverse interpretazioni di uno dei vitigni più identitari del Piemonte.
Un viaggio tra sfumature, territori e stili produttivi.
Un racconto che dimostra come anche all’interno della stessa famiglia enologica possano convivere differenti espressioni del paesaggio.
Alta Langa Aperitivo · Magnum Première
Tra le novità dell’edizione 2026 debutta “Alta Langa Aperitivo · Magnum Première”.
L’appuntamento è previsto domenica 25 ottobre presso il Teatro Sociale “G. Busca” di Alba.
L’esperienza inizierà con una visita guidata del teatro storico.
Seguirà una degustazione dedicata all’Alta Langa DOCG Metodo Classico, proposta esclusivamente nel formato Magnum.
Le cuvée saranno raccontate dai sommelier AIS attraverso un percorso sensoriale accompagnato da musica dal vivo.
La proposta gastronomica sarà firmata dallo chef Paolo Griffa.
Lo chef, una stella Michelin del ristorante Paolo Griffa al Caffè Nazionale di Aosta, proporrà finger food d’autore.
Il menu comprenderà anche una portata calda impreziosita dal Tartufo Bianco d’Alba e una proposta dolce finale.
Cultura, arte e intrattenimento: nove settimane di racconti
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è da sempre molto più di una manifestazione gastronomica.
Per nove settimane Alba diventa un palcoscenico diffuso.
Letteratura, arte contemporanea, musica, design, sport, tradizione popolare e solidarietà convivono in un calendario ricco di appuntamenti.
Il tartufo diventa così un punto di partenza per raccontare un territorio complesso.
Un luogo capace di unire passato e futuro attraverso cultura, creatività e innovazione.
XXVII Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba: eccellenza e solidarietà
Uno degli appuntamenti più attesi sarà la XXVII Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, in programma domenica 8 novembre 2026.
L’evento si svolgerà al Castello di Grinzane Cavour e coinvolgerà alcune delle principali città internazionali attraverso collegamenti globali.
I tartufi più prestigiosi saranno battuti a scopo benefico.
L’iniziativa conferma una vocazione solidale che dal 1999 ha permesso di raccogliere oltre 7 milioni e 700 mila euro.
Le risorse sono state destinate a progetti sociali e iniziative benefiche.
L’asta rappresenta lo spirito della Fiera.
Trasformare un prodotto raro e prezioso in un’occasione di condivisione.
Letteratura, arte e cultura: Alba come spazio creativo
La cultura letteraria sarà protagonista con la XVI edizione del Premio Lattes Grinzane.
Il 17 ottobre 2026 il Premio Speciale Lattes Grinzane sarà assegnato allo scrittore e giornalista indiano Amitav Ghosh.
La cerimonia si svolgerà presso il Teatro Sociale “G. Busca”.
Il calendario culturale sarà arricchito dagli appuntamenti promossi dalla Fondazione Ferrero.
Gli incontri accompagneranno il percorso verso Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027.
Saranno presenti anche le mostre organizzate da Palazzo Banca d’Alba e Fondazione San Giuseppe.
Spazio inoltre alle attività della Fondazione Cesare Pavese, del Museo Diocesano e della Famija Albèisa.
La Fiera conferma così la propria natura interdisciplinare.
Il tartufo dialoga con letteratura, arte, design e pensiero contemporaneo.
Folklore: la memoria viva di una comunità
Accanto agli appuntamenti internazionali, la Fiera mantiene forte il legame con le proprie radici.
Il calendario di eventi popolari trasforma Alba in un teatro a cielo aperto.
Il percorso folkloristico prende avvio con la Bela Trifolera, sabato 5 settembre in piazza Michele Ferrero.
Prosegue con il Capitolo della Giostra e la presentazione del Drappo del Palio.
Il percorso arriva fino all’Investitura del Podestà, sabato 26 settembre in piazza Duomo.
Il momento più atteso sarà domenica 4 ottobre.
Il centro storico ospiterà la grande sfilata medievale dei borghi e il celebre Palio degli Asini in piazza Cagnasso.
Nel weekend del 17 e 18 ottobre torna il Baccanale dei Borghi.
Domenica 25 ottobre il Festival della Bandiera celebrerà invece l’arte degli sbandieratori.
Il folklore non è semplice intrattenimento.
È il racconto di una comunità che mantiene vivo il rapporto tra generazioni attraverso rituali e tradizioni condivise.
Sostenibilità Incrociate e Dawn to Earth: il futuro nasce dalla cura
La 96ª edizione conferma la sostenibilità come uno dei pilastri fondamentali della Fiera.
Una visione che comprende ambiente, società, cultura ed economia.
Due progetti rappresentano questa prospettiva: Sostenibilità Incrociate e Dawn to Earth.
Sostenibilità Incrociate: dialoghi per immaginare il futuro
La rassegna Sostenibilità Incrociate, nata nel 2021, torna al Teatro Sociale “G. Busca”.
Gli incontri saranno dedicati alle grandi trasformazioni del presente.
Personalità provenienti da mondi diversi si confronteranno su cambiamento climatico, biodiversità, equità sociale ed educazione alimentare.
Parteciperanno rappresentanti del mondo dello spettacolo, dell’innovazione digitale, dello sport, dell’arte, della musica, del design, della cultura e dell’alta cucina.
Il progetto è realizzato con la collaborazione del narratore gastronomico Paolo Vizzari.
La Fiera diventa così un luogo di confronto e costruzione di nuove prospettive.
Dawn to Earth: il premio alla cucina responsabile
Il progetto Dawn to Earth utilizza il Tartufo Bianco d’Alba come ambasciatore di un modello di sviluppo fondato su etica, qualità e responsabilità.
Dopo chef come Norbert Niederkofler, Chiara Pavan e Francesco Brutto, Andreas Caminada, Manu Buffara ed Enrico Crippa, nel 2026 il premio sarà assegnato allo chef Antonio Guida.
Lo chef è due stelle Michelin del ristorante Seta dell’Hotel Mandarin Oriental di Milano.
Insieme alla moglie Luciana Lombardi è inoltre fondatore del fondo filantropico “Fiori Rari”.
Il progetto è dedicato alla ricerca scientifica sulle mutazioni genetiche rare.
Il riconoscimento sottolinea come la cucina contemporanea possa diventare strumento di responsabilità e impatto positivo.
Tuber Next Gen: proteggere il patrimonio del futuro
Tra le iniziative dedicate alla tutela del territorio torna protagonista Tuber Next Gen.
Il progetto della Regione Piemonte è dedicato alla salvaguardia del patrimonio tartufigeno.
L’iniziativa lavora sulla mappatura delle potenzialità del suolo, sulla gestione forestale e sulla creazione di nuove tartufaie naturali.
Sono coinvolti ricercatori, amministrazioni locali e custodi del territorio.
Un investimento sulla continuità del Tartufo Bianco d’Alba per le future generazioni.
UNESCO: un territorio che parla al mondo attraverso il suo patrimonio
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba nasce e cresce all’interno di un territorio riconosciuto a livello internazionale.
Langhe, Roero e Monferrato rappresentano un patrimonio culturale, paesaggistico e immateriale unico.
Un’identità costruita nei secoli attraverso il rapporto tra uomo, natura, agricoltura e cultura.
Sono tre i riconoscimenti UNESCO che definiscono questa unicità.
I Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato
Il primo riconoscimento riguarda i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.
L’area è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 2014.
Il riconoscimento valorizza lo straordinario valore paesaggistico e la testimonianza della cultura della vite e del vino.
Alba Città Creativa UNESCO per la Gastronomia
Il secondo riconoscimento è quello di Alba Città Creativa UNESCO per la Gastronomia.
Ottenuto nel 2017, identifica la città come luogo in cui il cibo diventa elemento culturale, economico e sociale.
La gastronomia viene interpretata come strumento di conoscenza, sviluppo e relazione.
La cerca e cavatura del tartufo in Italia
Il terzo riconoscimento riguarda la “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali”.
La pratica è stata inserita nel 2021 nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
Un riconoscimento che valorizza un sapere antico.
Una conoscenza fondata sulla relazione tra il cercatore, il cane e il bosco.
Una tradizione tramandata attraverso generazioni e basata su esperienza, conoscenza del territorio e rispetto degli equilibri naturali.
Questi riconoscimenti non rappresentano soltanto prestigio internazionale.
Sono una responsabilità concreta verso il futuro.
La Fiera interpreta questo impegno attraverso attività di formazione, ricerca, divulgazione e tutela ambientale.
Tra queste il MUDET – Museo del Tartufo di Alba, il Centro Nazionale Studi Tartufo, i percorsi educativi per le scuole e i progetti dedicati alla biodiversità.
Il 2026 vedrà anche il debutto del podcast “Cibo e Arte”, curato da BIA – Intangible Cultural Heritage.
Il progetto racconta il cibo come elemento culturale capace di dialogare con pittura, performance, design, paesaggio, letteratura, cinema e arte contemporanea.
Il tartufo diventa così un punto d’incontro tra discipline diverse.
Un prodotto della terra capace di generare cultura e conoscenza.
Alba Truffle Bimbi: educare alla meraviglia del territorio
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba dedica anche nel 2026 uno spazio speciale alle nuove generazioni.
Nasce così Alba Truffle Bimbi, un progetto pensato per bambini e famiglie.
L’obiettivo è unire gioco, creatività ed educazione.
Tutti i sabati e le domeniche di Fiera, fino al 22 novembre, il Palazzo Mostre e Congressi “G. Morra” ospiterà uno spazio dedicato alla fantasia e alla manualità.
Un ambiente lontano dai modelli tradizionali dell’intrattenimento veloce.
Non ci saranno gonfiabili, giochi elettronici o materiali usa e getta.
Al centro ci saranno invece immaginazione, relazione e rapporto con l’ambiente.
I bambini saranno coinvolti in laboratori dedicati al paesaggio delle Langhe, alla cura della natura, alla cultura del cibo e al mondo della cucina.
Colline, vigneti e architetture diventeranno elementi da conoscere e reinterpretare attraverso materiali naturali e attività creative.
Alba Truffle Bimbi racconta una delle sfide più importanti della Fiera.
Trasmettere alle nuove generazioni il valore del territorio attraverso un’esperienza diretta e partecipativa.
Perché il futuro del tartufo e del paesaggio passa anche dalla capacità di creare nuove relazioni con chi deve ancora imparare a conoscerli.
Una Fiera che guarda al futuro partendo dalle radici
Dopo 96 edizioni, la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba continua a rappresentare uno degli esempi più riusciti di come un territorio possa trasformare un prodotto agricolo in un patrimonio culturale globale.
Il Tartufo Bianco d’Alba non è soltanto un ingrediente raro e prezioso.
È il risultato di una rete complessa di relazioni.
Il rapporto tra il bosco e chi lo custodisce.
Il legame tra le generazioni che tramandano conoscenze antiche e la ricerca scientifica che guarda al futuro.
La connessione tra Alba e il mondo.
Il tema “Autentiche Relazioni” sintetizza proprio questa capacità.
Costruire valore attraverso connessioni profonde, non effimere, capaci di generare cultura, economia e identità.
In un periodo storico dominato dalla velocità e dalla trasformazione continua, il Tartufo Bianco d’Alba ricorda il valore del tempo.
Un prodotto che non può essere accelerato, replicato o standardizzato.
Nasce dall’incontro irripetibile tra natura, territorio e conoscenza umana.
Dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026, Alba torna quindi a essere il centro internazionale del gusto e della cultura.
La Fiera propone un’esperienza che supera il concetto tradizionale di evento gastronomico.
Diventa un racconto collettivo fatto di persone, paesaggi, sapori e futuro.
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba conferma così il proprio ruolo di ambasciatrice del Made in Italy.
Un luogo dove l’eccellenza gastronomica incontra la cultura.
Dove la tradizione dialoga con l’innovazione.
Dove ogni relazione costruisce valore.
96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba
Alba (CN) | 10 ottobre – 6 dicembre 2026
Sito ufficiale: Fiera Internazionale del Tartufo Bianco’Alba
Hashtag ufficiale: #albatruffle



