Vivere Outdoor

La travel blogger Roberta si racconta

Nel mese di dicembre, scopriamo con molta curiosità la nuova piattaforma social di Threads. A volte l’algoritmo ci fa imbattere in profili che sposano in pieno i nostri valori. Abbiamo chiesto a Roberta, appassionata del vivere outdoor, di raccontarsi. Ecco l’intervista per drintle.

Roberta è una viaggiatrice che si muove sempre in ottima compagnia, seguita dai suoi amici a quattro zampe e Daniele. I suoi viaggi sono principalmente dog trekking in giro per il mondo e, come suggerisce il titolo della sua piattaforma online, il suo è un vivere sempre all’aria aperta.

Il camper è il suo mezzo preferito per garantire spostamenti sicuri con i cani. Ha già esplorato oltre 30 paesi, molti dei quali con i suoi fedeli compagni.

Conosciamola meglio: chi è Roberta?

Romana, classe ‘92, da sempre appassionata di viaggi. Per poter vivere la vita che ho sempre sognato, ho trasformato questa passione in lavoro, creando vivereoutdoor.com, blog dove racconto i miei viaggi, gli itinerari e i luoghi che ho amato di più, per ispirare altri viaggiatori in cerca di idee e consigli.
Viaggio con la mia famiglia, composta da Daniele, insostituibile compagno di avventure e di vita, e Naima e Nilo, i nostri compagni a 4 zampe!

Viaggiare lentamente e in modo sostenibile oggi non è una moda, ma una volontà di chi abbraccia i principi dello slow living sia durante i viaggi sia come stile di vita.

Come avviene per voi la scelta della destinazione e dove sarete diretti nel 2024?

Io sono una grandissima sostenitrice della lentezza, in un mondo che è sempre più veloce e competitivo, per me è fondamentale ricavare dei momenti dove posso tornare a dei ritmi più umani. Viaggiare slow è uno dei regali più belli che possiamo farci oggi, per entrare in contatto con persone e culture diverse dalla nostra, arricchendo il nostro bagaglio di vita.

La scelta della destinazione è quasi sempre una scelta casuale, a parte qualche viaggio sognato da sempre, la mèta rimane una questione secondaria. La cosa importante è viaggiare e scoprire luoghi e culture che ancora non conosco. 

Per il 2024 c’è già qualche idea che sta prendendo forma, ma non voglio rovinarvi la sorpresa, quindi rimanete sintonizzati sui social!

Ci racconti il tuo territorio di provenienza in modo autentico.

Cosa ci consigli di vedere e cosa non dovremmo perdere?

L’Italia è un paese straordinario: città, paesaggi, mare, montagna… raccoglie le preferenze di chiunque. Da amante della montagna, i primi luoghi che mi vengono in mente sono i meravigliosi territori dell’Appennino abruzzese. Montagne quasi incontaminate e non sfruttate dall’overtourism. 

L’Italia ha molti territori poco noti rispetto alle grandi città d’arte e alle destinazioni balneari.

Quale Regione considerate meno nota e quali motivi vi hanno impedito di viaggiare in essa?

E spesso i territori più belli del nostro Paese sono proprio quei luoghi meno conosciuti. Ogni regione d’Italia ha una bellezza unica, se dovessi pensare a una regione sottovalutata e che mi piacerebbe tornare a visitare in maniera slow è la Calabria. Il potenziale della Calabria è immenso: spiagge con acque cristalline, montagne, città d’arte, borghi di una bellezza mozzafiato.

Fare i travel blogger oggi è stimolante ma anche pieno di insidie e ostacoli.

Che consigli vuoi dare a chi si appresta a fare questo lavoro? Ha senso creare un blog di viaggio oggi?

Certo, seguire le proprie passioni ha sempre senso. Con la consapevolezza che quello del travel blogger è un lavoro come qualsiasi altro, che richiede formazione continua e un carico di lavoro giornaliero. L’errore più grande che si possa fare è pensare che questo lavoro sia tutto “rosa e fiori”, come viene mostrato spesso sui social.

È un lavoro che richiede diverse skills, non basta saper condividere foto, anzi, quello mostrato sulle varie piattaforme social è solo una minima parte di tutto il lavoro che c’è dietro. Se dovessi dare un consiglio a chi ci sta leggendo, direi che “consapevolezza” è la parola chiave.

Le piattaforme social e il blog, insieme alle collaborazioni, sono fonte di guadagno e il mezzo con cui raggiungere il pubblico e monetizzare. 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Il mio obiettivo è continuare a redigere articoli sempre più approfonditi su luoghi e suggerimenti che possano risultare utili a chi visita il mio blog. Le collaborazioni non rappresentano la mia priorità, anche se ne ho avute e ne ho attualmente in corso. Tuttavia, non accetto molte proposte perché per me è di fondamentale importanza che l’azienda e il prodotto proposti siano in linea con la filosofia di Vivere Outdoor. Mi impegno a mantenere la fiducia della mia community, e ogni prodotto che promuovo è stato effettivamente testato ed apprezzato da me.

Il viaggio in camper è sicuramente un’avventura continua.

Cosa non può mai mancare per voi e come organizzate il viaggio in camper? Come è nata l’idea di Floki?

Il viaggio in camper è un’avventura (e una disavventura) continua! Viaggiare col proprio mezzo ha i suoi vantaggi ma anche una serie di possibili imprevisti che vanno messi in conto. In realtà io non organizzo molto il viaggio.

Una volta scelta la destinazione, compro una buona guida e creo una bozza di itinerario da seguire, ma quasi sempre poi il viaggio segue tutto un altro percorso. Mi piace decidere lungo la strada, magari facendoci consigliare dalle persone locali, perché è così che trovo sempre luoghi pazzeschi e sconosciuti. 

Floki nasce dalla nostra passione per il fuoristrada e dalla meravigliosa creatività di Daniele, che è riuscito a trasformare un semplice furgone senza anima in una casa su ruote accogliente e funzionale.

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Il viaggio con i propri amici animali era fino a qualche anno fa qualcosa di impossibile da progettare. I vostri sono diventati dei veri e propri dog trekking. È necessario lanciare un messaggio a tutti coloro che vogliono innovare le loro attività di business e guardare a queste esigenze, che ormai sono diffuse e non più eccezioni.

In Italia, che difficoltà avete incontrato e cosa bisogna ancora fare o si può fare?

In Italia andrebbero fatti dei passi avanti sia per chi viaggia coi propri pet, ma anche per chi viaggia in camper. Troppi divieti e poche possibilità, e questo purtroppo è uno dei motivi che ci spinge sempre più fuori dai confini italiani.

Ci sono diverse strutture e spiagge dog friendly sparse per il paese, ma non è abbastanza. Una delle situazioni più assurde mi è capitata quando sono andata in una spiaggia “dog friendly”, le cosiddette bau beach, dove ai cani era vietata la balneazione e vigeva obbligo di guinzaglio; ma quindi che senso ha creare una spiaggia per cani così che di “friendly” aveva ben poco?

Ora che il 2023 è appena terminato, qual è stato il vostro viaggio più memorabile? Secondo la vostra opinione, quale territorio non dovrebbe mancare nei programmi di viaggio del 2024?

Il 2023 ci ha regalato bellissimi viaggi in Paesi molto diversi tra loro. Sicuramente la Turchia è stata una piacevolissima scoperta, oltre ai paesaggi incantevoli, mi ha colpito l’accoglienza del popolo turco: ovunque persone felici di ospitare sia noi che i nostri cani. La Turchia è una destinazione che consiglierei a chiunque!

Nel ringraziarti ancora per l’intervista e il tempo trascorso insieme a drintle, ti lasciamo alcune righe per dire un’ultima cosa e un saluto.

Grazie di cuore a Drintle per avermi dato l’opportunità di raccontarmi. 
A presto per nuove avventure!

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