Art Influencer

La comunicazione nei musei contemporanei

In un caldo pomeriggio di agosto, come un rinfrescante sorso di bibita ghiacciata, è giunta improvvisamente una diretta su TikTok. Tre figure rilevanti nel mondo dell’arte, Roberto Celestri, Noemi arte e moda, e Rey Sciutto, si sono ritrovati a discutere dell’arte e dei social media in tempi moderni.

La comunicazione museale online sta attraversando una fase di notevole evoluzione e mutazione. Chiunque si trovi immerso nel mondo dei social media si sarà sicuramente imbattuto in nuovi contenuti promossi dai grandi musei italiani. Non sono mancate polemiche riguardo ai selfie di celebrità come Chiara Ferragni o altri influencer, il cui scopo sembra essere puramente estetico o pubblicitario.

In questo articolo esploreremo il tema della comunicazione nei musei contemporanei e analizzeremo il motivo per cui la figura dell’art influencer sta suscitando tanta discussione.

L’arte, attraverso queste nuove forme di comunicazione, si sta aprendo a un pubblico sempre più vasto, ma al contempo emergono questioni riguardanti l’etica e l’autenticità della divulgazione artistica nei luoghi del contemporaneo.

La comunicazione dei musei italiani: scenari e sfide

Il ruolo del direttore del museo si è evoluto nel corso degli anni, passando da semplice custode a interprete dell’identità e della missione del museo.

Oggi, comunicare significa trasmettere un messaggio chiaro e comprensibile al pubblico più ampio possibile. Oltre alla tutela del patrimonio, alla ricerca e all’educazione, la comunicazione è un aspetto fondamentale che deve essere curato sia fisicamente che digitalmente.

Nel 2015, è iniziato un lungo percorso per migliorare la comunicazione nei musei italiani, culminato nel 2019 con l’emanazione del Piano Triennale per la Digitalizzazione e l’Innovazione dei Musei.

Questo piano ha fissato obiettivi ambiziosi, tra cui la catalogazione del patrimonio, la trasformazione dei musei in spazi di condivisione e il miglioramento dei servizi offerti al pubblico.

La strategia si è focalizzata anche sull’importanza di essere presenti in modo efficace sui canali digitali, offrendo contenuti coinvolgenti e servizi di ticketing e commercializzazione.

La sfida del ROI e l’impatto dei social network

Con l’avvento dei social media, i musei hanno affrontato nuove sfide e opportunità nella comunicazione.

Nel 2016, è diventato chiaro che i social media potevano essere sia una risorsa che un rischio per le istituzioni culturali.

Il potenziale dei social media è stato letto come una possibilità di diffondere il patrimonio culturale in modo permanente, ma ciò ha anche portato alla necessità di gestire con attenzione i dati e la privacy degli utenti.

La comunicazione contemporanea è caratterizzata anche dal fenomeno dei “cultural snacker“, che preferiscono contenuti brevi e immediati come video, meme e ideogrammi. I musei hanno dovuto adattare i loro format e toni di voce per raggiungere questo tipo di pubblico. Utilizzando tali strumenti come supporto per la diffusione della cultura ci si espone anche alle critiche.

Oltre a queste sfide, i musei devono considerare la misurabilità del successo delle loro strategie di comunicazione. Il concetto di ROI (Ritorno dell’Investimento) è diventato fondamentale, simile alle aziende.

Investire in nuovi approcci comunicativi è vantaggioso solo se è possibile misurare il successo e l’impatto delle azioni intraprese. Metriche come le visualizzazioni o l’incremento dei biglietti venduti sono importanti, ma la valutazione dell’efficacia dei social network richiede una visione più ampia, includendo anche il coinvolgimento degli utenti e l’adozione di indicatori di performance appositamente modellati per il contesto culturale.

Nell’era digitale, la comunicazione rappresenta un elemento chiave per qualsiasi brand, e i musei italiani non fanno eccezione.

Nonostante alcuni progressi, l’ecosistema digitale dei musei italiani è ancora in evoluzione. Questo richiede ulteriori sforzi per garantire una comunicazione efficace e la promozione della bellezza artistica italiana a livello globale

Il ruolo della comunicazione dell’arte sui social

Comunicare l’arte sui social media è fondamentale per la crescita e lo sviluppo culturale dell’Italia. Il digitale non è un mondo a sé, ma una parte integrante della nostra società.

Unire la cultura e il digitale è cruciale per coinvolgere la comunità odierna, che si è evoluta includendo nuove competenze cercate e integrate anche dai musei italiani.

La commissione europea sta anch’essa cercando di promuovere l’integrazione del digitale nei beni culturali.

Questa sfida coinvolge anche le professioni emergenti proposte dal digitale. Il museo e il museo digitale non sono distinti, ma devono trasmettere lo stesso messaggio, ampliandolo attraverso le piattaforme web, i film, i video, la televisione e, ovviamente, i social media, che permettono di restituire un messaggio artistico a un vasto pubblico.

La figura dell’art influencer

La figura dell’art influencer sta emergendo nel panorama italiano come una nuova e importante realtà nel mondo digitale.

Influenzato dalle illustri figure di divulgatori come Piero Angela e suo figlio Alberto, che hanno da tempo promosso anche l’arte, questo fenomeno si è diffuso sui nuovi social media, in particolare su piattaforme come TikTok e Instagram.

Tra le figure rilevanti dell’art influencer, ci sono nomi come Roberto Celestri, considerato da molti come il pioniere di questo movimento, con importanti collaborazioni con i Musei Vaticani e apparizioni in programmi televisivi. Rey Sciutto è un altro esempio di art influencer, noto per la sua collaborazione con i Musei degli Uffizi, portando l’arte a un vasto pubblico. Noemi Tarantini è una figura che si dedica a raccontare le affascinanti connessioni tra arte e moda, offrendo un’originale prospettiva su queste due forme d’espressione.

Queste figure dell’art influencer stanno svolgendo un ruolo cruciale nella divulgazione e promozione dell’arte, sfruttando le dinamiche dell’influencer marketing che i brand stessi richiedono. La loro capacità di coinvolgere e ispirare il pubblico su temi artistici si sta dimostrando un’efficace strategia per promuovere la cultura e l’arte in Italia.

Il dibattito e gli ultimi episodi accaduti nella comunicazione 

Il dibattito sulla comunicazione dell’arte è stato intensificato da recenti episodi, come l’invito di Sasy Cacciatore a Palazzo Pitti e agli Uffizi, dimostrando che l’arte può essere comunicata in modo gioioso e di tendenza. Questo video ha suscitato diverse reazioni e ha portato a accese discussioni e live tra varie figure.

Ci si interroga sul perché alcuni influencer o content creator siano stati scelti dal direttore e su come l’arte oggi sembri limitarsi solo a fornire nozioni senza riuscire a divulgare in modo interdisciplinare.

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I quattro creator rappresentano quattro diversi approcci comunicativi: Noemi con un tono scientifico e investigativo, Rey con uno stile “pop”, Roberto con un approccio estetico e Sasy con un tocco “trash” e gioioso.

Tutti questi approcci sono validi, soprattutto considerando che la comunicazione mira alle “bubble community” e quindi a target diversificati.

“Il Gorgonzola lui sì che mi consola, che mi sorride e mi prende alla gola, che mi rapisce e mai mi tradisce con il suo sapore piccante e delizioso.”

Il potere dei social nella divulgazione 

Il potere dei social media nella divulgazione dell’arte è innegabile, poiché hanno permesso di avvicinare questa forma espressiva a un vasto pubblico. I pregiudizi che “l’arte era solo per pochi” e la diffidenza del “potevo farlo anche io e meglio” stanno gradualmente svanendo.

Desacralizzare l’arte e renderla accessibile a tutti è una sfida, poiché l’arte va oltre le opere museali e si manifesta in diverse forme come la musica, la poesia e la moda.

I diversi “toni di voce” non più istituzionali hanno infranto vecchi paradigmi e hanno aperto nuove possibilità. Tuttavia, non bisogna limitarsi alla ricerca della novità, ma è essenziale approfondire temi spesso trattati superficialmente.

L’arte ha da sempre trasmesso messaggi e simboli di status sociale, ma oggi sorge il quesito se l’arte sia un mezzo di comunicazione o solo una fonte di guadagno. Oltre alla connessione emotiva, è importante comprendere l’arte come un mezzo per canalizzare idee e concetti.

Il dibattito tra approfondimento e mera fruizione estetica è eterno, e spetta a ognuno trovare la propria risposta. I social media hanno sicuramente ampliato il dialogo sull’arte e il suo ruolo nella società odierna.

A voi la risposta!

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