ITALIAN GREEN ROAD AWARD 2026

Trasimeno regina del cicloturismo italiano: sul podio anche il Gargano, mentre Piemonte e Lazio condividono il terzo posto con due grandi itinerari tra mare, storia e paesaggi d’autore

C’è un’Italia che non si attraversa in fretta. Un’Italia che non si misura in tempi di percorrenza, ma in tramonti sul lago, strade bianche che si perdono tra le colline, profumo di bosco, incontri nei piccoli borghi e silenzi che diventano parte integrante del viaggio. È l’Italia del cicloturismo, un fenomeno che negli ultimi anni ha trasformato il modo di esplorare il territorio, regalando ai viaggiatori un’esperienza più autentica, sostenibile e profonda.

A celebrare questa rivoluzione lenta è il Green Road Award 2026, l’Oscar Italiano del Cicloturismo, il riconoscimento che ogni anno premia le migliori ciclovie e “vie verdi” regionali, valorizzando i progetti capaci di coniugare infrastrutture, servizi, accoglienza e promozione del territorio attraverso la mobilità dolce.

L’undicesima edizione del premio, che ha registrato il numero record di 33 candidature provenienti da tutta Italia, ha incoronato la Ciclovia del Trasimeno come la più bella d’Italia per il 2026. Un riconoscimento che conferma il crescente ruolo dell’Umbria nel panorama del turismo outdoor nazionale e che premia un itinerario capace di raccontare, pedalata dopo pedalata, l’anima più autentica del cuore verde d’Italia.

Alle spalle del percorso umbro si classificano il GAG – Giro ad Anello del Gargano, che porta la Puglia sul secondo gradino del podio, mentre il terzo posto viene condiviso ex aequo da due itinerari molto diversi ma ugualmente affascinanti: la Ciclovia Via del Mare del Piemonte e la Ciclovia Etruria del Lazio.

La proclamazione si è svolta a Sanremo, città simbolo della Cycling Riviera della Liguria, vincitrice dell’edizione 2025, proprio nei giorni in cui è stato completato l’ultimo tratto della grande ciclovia ligure tra Imperia e Diano Marina. Una cornice perfetta per raccontare come la bicicletta stia diventando sempre più uno strumento strategico per lo sviluppo turistico dei territori.

La Ciclovia del Trasimeno è la regina del 2026

Ci sono luoghi che sembrano nati per essere scoperti lentamente e il Lago Trasimeno è uno di questi.

La ciclovia vincitrice del Green Road Award 2026 si sviluppa per circa 58 chilometri lungo l’intero perimetro del lago umbro, creando un percorso ad anello accessibile, panoramico e adatto a un pubblico molto ampio. Non si tratta semplicemente di una pista ciclabile, ma di un vero viaggio nel paesaggio.

Da Passignano sul Trasimeno a Castiglione del Lago, passando per Tuoro, Borghetto e San Feliciano, il percorso accompagna i cicloturisti attraverso alcuni dei centri più suggestivi della regione, alternando scorci lacustri, aree naturalistiche protette, spiagge, canneti e punti panoramici che cambiano volto a ogni stagione.

La forza della Ciclovia del Trasimeno risiede nella sua capacità di mettere insieme elementi spesso difficili da conciliare: bellezza paesaggistica, accessibilità e qualità dei servizi.

La presenza di aree di sosta attrezzate, punti di ricarica per biciclette elettriche, servizi dedicati ai cicloturisti, segnaletica innovativa e contenuti digitali rende infatti il percorso fruibile sia dai ciclisti più esperti sia da famiglie, principianti e viaggiatori internazionali.

Ma è soprattutto il rapporto con il lago a rendere unica l’esperienza.

Qui il ritmo è quello dell’acqua. Le giornate scorrono tra borghi affacciati sulle rive, piccoli porti di pescatori, castelli medievali e tramonti che trasformano il Trasimeno in uno specchio di luce. È una dimensione lenta che invita a fermarsi, osservare e riscoprire il piacere del viaggio senza fretta.

Per l’Umbria si tratta di un ritorno sul gradino più alto del podio a undici anni dalla vittoria ottenuta nel 2015 con la Ciclovia Assisi-Spoleto-Norcia, confermando la regione tra le destinazioni italiane più interessanti per il turismo attivo.

Il Gargano conquista il secondo posto con uno degli itinerari più spettacolari del Sud Italia

Se il Trasimeno rappresenta la dimensione contemplativa del viaggio in bicicletta, il GAG – Giro ad Anello del Gargano racconta invece il volto più avventuroso del cicloturismo italiano.

Secondo classificato ai Green Road Award 2026, il percorso pugliese si estende per circa 350 chilometri all’interno di uno dei territori più sorprendenti dell’Italia meridionale.

Il Gargano è una terra di contrasti. In pochi chilometri si passa dalle alte falesie che si affacciano sull’Adriatico alle profondità verdi della Foresta Umbra, dalle spiagge dorate ai paesaggi rurali dell’entroterra. Il Giro ad Anello del Gargano riesce a racchiudere tutte queste anime in un unico grande itinerario.

Pedalando lungo il percorso si incontrano località iconiche come Vieste, Peschici, Mattinata e Monte Sant’Angelo, quest’ultimo patrimonio UNESCO. Si attraversano boschi secolari, altopiani carsici, vallate agricole e punti panoramici che offrono viste spettacolari sul mare.

Uno degli aspetti maggiormente apprezzati dalla giuria è stato il lavoro di rete costruito attorno al progetto. Il GAG nasce infatti dalla collaborazione tra amministrazioni, operatori turistici e comunità locali, dimostrando come il cicloturismo possa diventare uno strumento concreto di sviluppo economico e valorizzazione territoriale.

Il risultato è un itinerario che non offre soltanto un’esperienza sportiva, ma una vera immersione nella cultura, nella gastronomia e nelle tradizioni del promontorio garganico.

Piemonte e Lazio condividono il terzo gradino del podio

La classifica del Green Road Award 2026 vede due percorsi condividere il terzo posto. Due ciclovie molto diverse per caratteristiche e paesaggi, ma accomunate dalla capacità di trasformare il viaggio in una narrazione continua del territorio.

La Via del Mare: dalle Alpi al Mediterraneo attraverso il Piemonte

Con i suoi 470 chilometri, la Ciclovia Via del Mare è uno dei grandi assi cicloturistici italiani.

L’itinerario accompagna il viaggiatore in un lungo attraversamento del Piemonte, collegando ambienti naturali estremamente diversi tra loro. Il percorso inizia tra paesaggi alpini e lacustri, attraversa vaste aree agricole, risaie, colline e vigneti per poi dirigersi progressivamente verso il Mar Ligure.

È una ciclovia che sorprende continuamente.

Le geometrie delle risaie lasciano spazio alle colline vitate, i piccoli centri rurali si alternano a città storiche e castelli, mentre il paesaggio muta gradualmente fino a lasciare intravedere il mare.

La Via del Mare rappresenta un perfetto esempio di come una grande infrastruttura cicloturistica possa collegare territori differenti creando una narrazione unica e coerente.

La Ciclovia Etruria: un viaggio nel cuore della civiltà etrusca

Se la Via del Mare racconta il paesaggio, la Ciclovia Etruria racconta soprattutto la storia.

Lunga circa 430 chilometri, attraversa la Maremma laziale e la Tuscia seguendo le tracce lasciate da una delle civiltà più affascinanti del Mediterraneo antico.

Pedalare lungo questo itinerario significa immergersi in un territorio dove archeologia e natura convivono in perfetto equilibrio. Necropoli, siti storici, strade rurali, laghi vulcanici e borghi medievali accompagnano il viaggio creando un’esperienza che va ben oltre il semplice cicloturismo.

Lungo il percorso emergono luoghi iconici come Viterbo, Calcata e Civita di Bagnoregio, destinazioni che rappresentano alcuni dei simboli più suggestivi del Lazio meno conosciuto.

La Ciclovia Etruria interpreta perfettamente la crescente domanda di turismo esperienziale, capace di combinare attività outdoor, cultura e scoperta delle comunità locali.

Le menzioni speciali raccontano nuovi modi di viaggiare

Oltre ai premi principali, il Green Road Award 2026 ha assegnato una serie di menzioni speciali che testimoniano l’evoluzione del turismo lento in Italia.

La Calabria conquista il riconoscimento dedicato ai Cammini grazie al Cammino del Normanno, un itinerario di 163 chilometri che collega Tirreno e Ionio attraversando paesaggi ancora poco conosciuti e territori ricchi di testimonianze medievali.

Tra antichi borghi in pietra, sentieri di crinale e aree naturali protette, il percorso rappresenta una delle nuove frontiere del turismo escursionistico nel Sud Italia.

Abruzzo protagonista con la nuova categoria dedicata alle ippovie

Tra le principali novità del 2026 figura l’introduzione della categoria dedicata alle ippovie.

Il primo riconoscimento va all’Abruzzo con l’Ippovia Gran Sasso, una straordinaria rete di 687 chilometri che attraversa alcune delle aree più spettacolari dell’Appennino centrale.

L’itinerario segue antichi tratturi e percorsi storici tra altopiani, pascoli d’alta quota, borghi montani e vallate che conservano ancora oggi una forte identità pastorale.

Un progetto che valorizza il viaggio lento in tutte le sue forme e che contribuisce alla riscoperta dell’Abruzzo più autentico.

Il silenzio come nuova frontiera del turismo

Il tema scelto per l’edizione 2026 è stato il “Silenzio”.

Un concetto che va ben oltre l’assenza di rumore e che rappresenta uno dei valori più ricercati dai viaggiatori contemporanei.

La menzione dedicata è stata assegnata alla Toscana per il Grand Tour Costa degli Etruschi, un percorso di 347 chilometri che attraversa alcune delle aree più affascinanti della regione tra costa e entroterra.

Pinete mediterranee, colline morbide, vigneti, borghi storici e lunghi tratti immersi nella natura accompagnano il ciclista in un’esperienza che invita alla contemplazione e alla riconnessione con il paesaggio.

Sardegna e Francia, due modelli di eccellenza

La Menzione Speciale della Stampa è andata alla Sardegna per la Shardana Bikeventure, itinerario di 102 chilometri che attraversa una delle aree più autentiche dell’isola.

Lontano dalle rotte turistiche più battute, il percorso conduce tra altipiani, coste selvagge e testimonianze della civiltà nuragica, offrendo un volto inedito della Sardegna.

A livello internazionale, il titolo di destinazione Bike Friendly 2026 è stato assegnato alla Francia.

Secondo la motivazione del premio, il Paese ha saputo trasformare la bicicletta in una componente strutturale della propria offerta turistica, grazie a migliaia di chilometri di percorsi ciclabili che collegano città, campagne e grandi attrazioni naturalistiche.

Un modello che continua a rappresentare un punto di riferimento per tutta l’Europa.

L’Italia delle due ruote continua a crescere

Il successo del Green Road Award 2026 racconta molto più di una semplice classifica. Racconta un Paese che sta investendo sempre più nel turismo sostenibile, nella mobilità dolce e nella valorizzazione dei territori meno conosciuti.

Dalle rive del Trasimeno alle foreste del Gargano, dalle colline piemontesi ai paesaggi etruschi del Lazio, le ciclovie premiate quest’anno dimostrano come il viaggio in bicicletta sia diventato uno dei modi più efficaci per scoprire l’Italia contemporanea.

Un’Italia fatta di strade secondarie, incontri autentici, silenzi preziosi e paesaggi che invitano a rallentare. Perché oggi, più che arrivare a destinazione, ciò che conta davvero è il modo in cui si sceglie di attraversarla.

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