SPIGHE VERDI 2026

10 sono i nuovi ingressi, 3 i Comuni non confermati. Il Piemonte guida la classifica con 22 riconoscimenti, confermandosi la regione più virtuosa d’Italia rurale

La cerimonia ufficiale che si è svolta a Roma presso il CNR ha sancito l’assegnazione delle Spighe Verdi 2026, uno dei riconoscimenti più rilevanti in Italia dedicati alla sostenibilità dei territori rurali. L’edizione di quest’anno segna un nuovo traguardo quantitativo e soprattutto qualitativo: 97 Comuni premiati, rispetto ai 90 del 2025, con un saldo positivo che racconta una crescita costante dell’attenzione verso le politiche ambientali nelle aree interne.

Il programma, promosso da FEE Italia in collaborazione con Confagricoltura, si conferma come una delle principali esperienze europee di certificazione della sostenibilità rurale. Non un premio simbolico, ma un percorso strutturato che accompagna i Comuni nella trasformazione delle proprie politiche territoriali, dalla gestione ambientale alla valorizzazione del paesaggio, fino allo sviluppo turistico.

Un modello di sviluppo per i territori rurali: sostenibilità misurata, non dichiarata

Le Spighe Verdi non si limitano a riconoscere buone pratiche: le misurano, le verificano e le rendono comparabili nel tempo. Il sistema si basa su 67 indicatori di sostenibilità articolati in 16 macro-aree, che spaziano dalla qualità dell’aria alla gestione dei rifiuti, dalla biodiversità alla mobilità sostenibile, fino alla partecipazione dei cittadini e alla qualità dell’offerta turistica.

L’obiettivo è chiaro: trasformare la sostenibilità in una politica amministrativa quotidiana, non in un’etichetta. Per questo il programma richiede continuità, governance locale attiva e il coinvolgimento diretto delle comunità e del tessuto agricolo, considerato elemento centrale del modello.

Il dato 2026: 10 nuovi ingressi e 3 Comuni non confermati

L’edizione 2026 si distingue per una dinamica equilibrata tra crescita e selezione rigorosa. Da un lato 10 nuovi ingressi, dall’altro 3 Comuni non riconfermati, a conferma della natura non automatica del riconoscimento.

Le nuove Spighe Verdi arrivano da diverse aree del Paese, con una forte concentrazione in Piemonte, dove entrano Barolo, Farigliano, Barone Canavese, Candia Canavese e Caluso, territori simbolo tra Langhe e Anfiteatro Morenico di Ivrea, dove paesaggio agricolo e identità culturale si intrecciano in modo strutturale.

Nuovi ingressi anche in Campania con Moio della Civitella e Conca della Campania, in Calabria con Locri, e nel Lazio con Morro Reatino e Pontinia, territori molto diversi ma accomunati da un processo di valorizzazione del patrimonio rurale e paesaggistico.

Sul fronte delle uscite, non vengono confermati Castellina in ChiantiMassa Marittima e Castiglione Falletto, a testimonianza di un principio chiave del programma: la certificazione non è permanente, ma deve essere mantenuta attraverso risultati concreti e verificabili.

Il Piemonte domina la classifica: 22 Spighe Verdi e un modello consolidato

La fotografia territoriale del 2026 conferma un primato ormai strutturale: il Piemonte è la regione più virtuosa con 22 Comuni premiati, guidando la classifica nazionale.

Un risultato che non riguarda solo la quantità, ma la continuità di un modello che ha saputo integrare agricoltura di qualità, tutela del paesaggio e sviluppo turistico sostenibile. Dalle Langhe alle aree collinari del Monferrato e dell’Ivrea, il territorio piemontese si conferma come uno dei laboratori più avanzati della ruralità italiana.

Una geografia diffusa: l’Italia rurale cresce in modo policentrico

Accanto al primato piemontese, emerge una geografia ampia e distribuita che racconta un’Italia rurale sempre più consapevole.

La Calabria raggiunge 11 riconoscimenti, con località costiere e interne che vanno dalla costa ionica ai centri collinari. Le Marche si confermano a 9, con una forte presenza di borghi storici e aree costiere integrate con il paesaggio agricolo.

La Campania mantiene 9 Comuni premiati, combinando aree costiere ad alta vocazione turistica come la Costiera e territori interni legati ai parchi agricoli e naturali.

L’Umbria e la Puglia si attestano entrambe a quota 8, confermando una stabilità diffusa basata su modelli di turismo lento e valorizzazione delle produzioni locali.

La Toscana scende a 6 riconoscimenti ma mantiene un profilo alto con aree di grande valore paesaggistico, mentre la Liguria conferma 4 Comuni tra costa ed entroterra.

Più contenuta ma significativa la presenza di Sicilia, Abruzzo, Veneto, Basilicata, Lombardia ed Emilia-Romagna, che completano il quadro nazionale con esempi di sostenibilità applicata in contesti molto diversi tra loro.

Turismo rurale e agricoltura: il nuovo asse strategico

Uno degli elementi più rilevanti del programma è il ruolo centrale dell’agricoltura, non solo come attività economica ma come infrastruttura territoriale. Le Spighe Verdi premiano infatti Comuni in cui il settore primario diventa motore di identità, attrattività turistica e gestione del paesaggio.

Il turismo rurale, sempre più integrato con esperienze enogastronomiche e percorsi naturalistici, rappresenta oggi uno degli effetti più visibili del modello. Non più destinazioni marginali, ma territori competitivi capaci di attrarre visitatori alla ricerca di autenticità e qualità ambientale.

Il presidente della FEE Italia, Claudio Mazza, ha sottolineato come il programma rappresenti un percorso di crescita continuo per i territori, in cui la sostenibilità diventa pratica amministrativa quotidiana e non semplice dichiarazione di intenti.

Sulla stessa linea, Confagricoltura evidenzia il ruolo dell’agricoltura come struttura portante delle aree interne e leva strategica per lo sviluppo economico e turistico, soprattutto nei contesti rurali che stanno riscoprendo una nuova centralità.

Un’Italia che cambia attraverso i suoi borghi

Le Spighe Verdi 2026 restituiscono l’immagine di un Paese che sta ridefinendo il proprio rapporto con il territorio. I borghi e i Comuni rurali non sono più periferie, ma nodi attivi di una rete nazionale che unisce sostenibilità, cultura e sviluppo economico.

Il dato dei 97 Comuni premiati non è solo una cifra: è il segnale di una trasformazione in corso, dove la qualità ambientale diventa uno dei principali fattori di competitività dei territori.

In questo scenario, le Spighe Verdi non rappresentano un punto di arrivo, ma un indicatore di direzione: quello di un’Italia che costruisce il proprio futuro a partire dalle sue campagne, dai suoi paesaggi e dalle sue comunità locali.

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