La cultura per promuovere i territori

Procida – La Capitale italiana della cultura 2022

È arrivato il momento per Parma di passare il testimone. Le dieci città finaliste hanno presentato i loro progetti in audizione al Mibact.
Il progetto della Capitale italiana della cultura nasce nel 2014, sulla scia di quello della Capitale europea della cultura che, nel 2019, ha visto Matera sotto i riflettori di tutto il mondo.

Come per le capitali europee, l’iniziativa mira a promuovere e valorizzare i territori usando i beni culturali e paesaggistici.
L’ultima città è stata Parma che sarà capitale per due anni, a causa del covid. Per il 2023, le città saranno invece Brescia e Bergamo.

Procida è così la Capitale italiana della cultura per il 2022.
Ecco quali sono state le 10 città finaliste e i loro progetti.

[adsense]

Ancona – La cultura tra l’Altro

Ad Ancona, il tema dell’Altro racconta tre elementi: la cultura; l’altro; tra. L’altro è il problema che, allo stesso tempo, si fa soluzione. Come quando la città rinasce dalle invasioni, dal terremoto, dalla frana e dai bombardamenti.
I progetti tendono ad uno spazio temporale maggiore, toccando oltre 30 luoghi, recuperando spazi, anche oltre la città.
Come per la costruzione di una nave, diverse competenze e figure lavoreranno insieme per veder realizzata una nuova idea di città che parte dalla cultura.

Bari – La cultura vien dal mare

La città metropolitana di Bari si pone al centro del Mediterraneo come Capitale umana.
Da sempre il mare è al centro della città, modellandola e segnando la sua identità culturale e sociale. Dalla storia di San Nicola, sei archetipi (il sacro, la luce, il mare, l’oriente, il dialogo, il femminile) daranno l’input per ispirare e organizzare il programma e i progetti (i miracoli – così sono stati definiti).
I tre miracoli sono: il culto nicolaiano come patrimonio UNESCO, la Fiera del libro e la Biblioteca pubblica più grande del Sud.

Cerveteri (Roma) – Alle origini del futuro

Cerveteri porta in campo l’innovazione nel turismo e nella cultura.
Da qualche anno, il comune sta lavorando appunto sulla cultura. La riscoperta delle radici Etrusche rappresentano il recupero di un passato importante. Guardando ad esso, pensano di rivoluzionare la città per trasportarla nel futuro.
Non più la “città dei tombaroli”, ma una città che ritrova e promuove il suo patrimonio. Un futuro che valorizza la mobilità, il mare nord laziale e tutto il territorio dove si colloca il comune. 

L’Aquila – La cultura lascia il segno

La cultura non si ferma neanche davanti al terremoto. Per dare inizio ad un nuovo sviluppo, si lavorerà a 4 grandi obiettivi:

  • ripopolare la città e il territorio, riannodarne il tessuto sociale;
  • promuovere un nuovo modello di sviluppo e benessere a base culturale;
  • diventare il centro di competenze di riferimento a livello europeo sulla resilienza post-catastrofe a base culturale;
  • formulare una strategia di sviluppo scalabile ad altre realtà simili nelle aree interne italiane.

La città punta sulla montagna, sul camminare, sul rientro del capitale umano e su nuove ispirazioni.

Pieve di Soligo (Treviso) e le Terre Alte della Marca Trevigiana – L’utopia del futuro costruisce il presente

Il territorio Veneto (dei 30 campanili) cerca di promuovere 6 principi cardine per innovare e fare cultura:

  • la valorizzazione delle tradizioni,
  • la partecipazione attiva delle comunità locali,
  • le nuove generazioni al centro dei processi,
  • l’effetto moltiplicatore,
  • la sostenibilità delle azioni,
  • l’innovazione tecnologica.

La cultura non è solo eventi, ma è una nuove visione del territorio inserito nel paesaggio culturale, sociale e ambientale. Un nuovo modo di pensare grazie alla cultura. La cultura come mezzo per promuovere il piano strategico, che diventa investimento (economia della cultura).

[adsense]

Procida (Napoli) – La cultura non Isola

L’isola si candida perché sa bene che “la cultura non isola”. La dimensione dell’isolamento, diventata forte e conosciuta da tutti in questo periodo del Covid-19, fa della città un luogo al contrario inclusivo e di continua esplorazione.
L’isola incarna la condizione dell’uomo contemporaneo. Cerca legami e ponti per costruire nuove relazioni grazie alla cultura. Tra i pilastri, il turismo lento e di ritorno, per un’accoglienza in cui il viaggiatore diventa cittadino. I progetti faro, ancora e di comunità sono stati pensati non solo per rilanciare l’isola, ma per creare nuove isole.

Taranto e Grecìa Salentina – La cultura cambia il clima

Il territorio del Salento, attraverso la cultura, vuole promuovere la rinascita socio-economica e ambientale. La città ha deciso di far germogliare una pianta e dare i nuovi frutti alla comunità.
Il “deserto” creato in questi anni a Taranto, dalla mono cultura industriale, ha prodotto solo la fuga. Il territorio vuole una discontinuità, essere resiliente e creare un nuovo ecosistema Taranto.
Insieme ai Comuni della provincia di Lecce, la cultura popolare può portare allo sviluppo del territorio. Tanti gli eventi e le iniziative in programma.
Alla base per la ripartenza, l’inclusione delle nuove generazioni.

https://www.youtube.com/watch?v=-DS2je8ojac

Trapani – Trapani crocevia di popoli e culture, approdi e policromie. Arte e cultura, vento di rigenerazione

La Città siciliana e il nuovo brand della regione Sicilia si pongono come crocevia di culture differenti.
Punta a trasformarsi in fabbrica della creatività ed essere approdo e culla di contaminazioni. La nuova identità fa della cultura il mezzo per valorizzare e rigenerare il territorio. Un buon vento che riporta i giovani Trapanesi a sperare e ad essere resilienti.
La vera forza sta nei progetti, gli attori e i luoghi culturali messi a sistema.

Verbania – La cultura riflette

Le eccellenze del Lago Maggiore si riflettono nell’acqua ogni giorno. La città può diventare il nodo di una rete territoriale più ampia.
Il territorio si pone come luogo di inclusione e di benessere. Tra i progetti proposti, quello della costruzione di un Porto, il recupero di Villa Simonetta e la creazione di nuove infrastrutture di collegamento.
L’obiettivo è costruire nuove imprenditorialità con i giovani, che devono produrre, grazie alla storia culturale, nuova occupazione.

Volterra (Pisa) – Rigenerazione umana

Il tema della fragilità, su cui la città vuole lavorare, si declina in cinque ri-generazioni:

  • rigenerare la comunità (Volterra che cura),
  • rigenerare le relazioni intergenerazionali (Volterra che include),
  • rigenerare il lavoro (Volterra che innova),
  • rigenerare i progetti culturali (Volterritorio).

Sono stati selezionati 21 giovani, tramite call, per realizzare 21 progetti. Una vera e propria chiamata alle arti che propone nuove relazioni tra istituzioni e comunità.

Essere Capitale italiana della cultura è diventato un premio ambito che facilita il processo di lavoro che i comuni devono fare, quotidianamente, per coinvolgere, attraverso la cultura, tutti i settori.

Ad essere premiti sono sempre l’idea e il dossier presentato migliore. Un impegno che richiede un lavoro di diversi mesi.
Questo è il mezzo per offrire alle comunità un modo di migliorarsi e creare nuove opportunità. Anche per questo due città, spesso rivali, come Bergamo e Brescia meritano il premio per segnare la rinascita e la speranza dopo la pandemia.
Buon lavoro alla neo vincitrice. Buon lavoro a Procida.

Viva la cultura!

28560cookie-checkLa cultura per promuovere i territori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto