Mappe

Viaggiare attraverso la rappresentazione dei territori

Le mappe sono da sempre un racconto avvincente. Capita a tutti di imbattersi alla scoperta di un territorio a partire da una sua rappresentazione. Le mappe nel corso degli anni hanno subito una notevole trasformazione.

Le rappresentazioni sono diventate sempre più ricche fino diventare anche digitali o in VR, trasportandoci virtualmente nelle città, arricchite di volta in volta di contenuti ed esperienze interattive.

La tecnologia viene spesso in aiuto dei viaggiatori, ma la mappa cartacea resta uno degli strumenti preferiti dai viaggiatori. Una compagna che dà inizio al viaggio. Perché è proprio con le mappe che comincia il vero viaggio alla ricerca di percorsi e cose da vedere.

Il viaggio nella rappresentazione dell’Italia dura da secoli. Da sempre c’è stata la necessità di raccontare il territorio. A seconda delle finalità (guerre, tracciamento confini, traffico commerciale…), la rappresentazione mutava. Fino ad arrivare alle mappe per scopo turistico e percorsi lenti.

Le prime cartografie risalgono ai Greci, ma è nella civiltà romana che le mappe si diffusero maggiormente. Famosissima è la mappa tolemaica che rappresentava tutto il mondo in un’unica cartina. I Romani raccontavano sulle mappe i loro confini, le architetture maggiori e le strade che realizzavano. Molte di queste strade, giunte ai nostri tempi, sono diventati cammini che in molti percorrono durante tutto l’anno.

Altra tappa fondamentale nella storia della rappresentazione cartografica, la galleria delle carte geografiche. La galleria situata nei palazzi Vaticani è inclusa nel percorso dei Musei Vaticani, che giunge alla Cappella Sistina. Sulle pareti del lungo corridoio (circa 120 metri), sono dipinti tutti i Comuni italiani della fine del Cinquecento.

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Nei secoli successivi fu Colombo, con la scoperta dell’America, a cambiare rappresentazione. Le carte, oltre che nautiche, erano rappresentazioni di terre appena scoperte. Nasce la cartografia.
Con le scoperte coloniali si perfezionarono le mappe e si crearono istituti geografici intenti alla rappresentazione del territorio.

Nel secolo scorso, le carte sono diventate sempre più settoriali (carte nautiche, stradali, turistiche, geografiche, per bambini, della fantasia, concettuali, artistiche,..) e solo negli anni Ottanta diventarono un vero strumento per i viaggiatori.
In questi anni la mappa accompagna tutti per i viaggi on the road.
Così, librerie e case editrici creano vere opere cartografiche in grado di esaudire tutti i desideri dei viaggiatori.

Oggi, in molti dichiarano finita l’era della mappa cartacea e quindi la loro estinzione. In realtà, le mappe sono diventate delle vere opere d’arte da collezionare, conservare con cura o esporre in casa come complemento d’arredo.
Per viaggiare e andare lontano, il mezzo migliore resta la mappa.

Per coloro che intraprendono nuovi viaggi lenti, scegliere la mappa è cosa ardua. Sicuramente, tra le soluzioni migliori, c’è quella di creare una mappa personalizzata, che racconti, ad esempio, il percorso da fare e i punti d’interesse da visitare.

Per fare questo, si può partire da una comune carta geografica (da acquistare o prendere negli infopoint turistici) e arricchirla di informazioni inerenti al viaggio che si decide di fare.
Decisa la scala di rappresentazione migliore, è utile segnare il tracciato del percorso cicloturistico o del cammino che si deve intraprendere.
Al percorso si potranno aggiungere sulla mappa i punti d’interesse, come i punti d’acqua, di sosta, panoramici, d’interesse culturale, per le esperienze da fare e da non perdere.

Al contrario delle guide, le mappe restano uno strumento che inizialmente era stato abbandonato dai viaggiatori (per l’utilizzo del gps e google maps) ma che sta tornando di tendenza. Infatti, le ultime novità in tema di mappe sono le rappresentazioni tridimensionali, con la topografia in rilievo e che uniscono la realtà aumentata.

I motivi che hanno spinto al ritorno alla mappa sono diversi. Sicuramente la facilità d’uso. Le mappe cartacee sono di facile utilizzo per tutti i viaggiatori, anche quelli che faticano con il digitale. Altro fattore fondamentale, la voglia di non avere distrazioni durante il viaggio lento.
In molti intraprendono i cammini con la volontà di fare un vero e proprio detox digitale e ritornare a conquistare una nuova privacy ormai perduta.

Quale strumento migliore se non la mappa personalizzata.
Questa può accompagnare tutti per lunghi viaggi, anche in assenza di segnale o di energia elettrica per i dispositivi, e fa scovare sentieri che le mappe online non aggiornate faticano a riportare. La mappa fa rivivere quelle emozioni che per secoli ha trasmesso ai ricercatori d’oro, esploratori di nuove terre e avventurieri.

D’altronde, il fascino della carta ammalia tutti. La mappa del cammino intrapreso diventa così un oggetto che accompagna i camminatori prima, durante e dopo il viaggio. Un vero “souvenir” a cui non rinunciare e da riguardare ogni volta per rivivere, anche solo attraverso dei ricordi, il cammino.

Buon viaggio lento nelle mappe dei cammini italiani.

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