Come gestire le crisi e non restare impreparati
In questo secolo, al contrario del Novecento, le crisi attraversate sono state tante e tutte a distanza ravvicinata.
La società è in continua evoluzione e con essa anche i vari modelli che, come abbiamo imparato a nostre spese, spesso entrano in crisi.
Alla rapida evoluzione della società corrispondono crisi tanto rapide e ravvicinate.
Non resta che gestirle e attutire il loro impatto.
Le minacce sono improvvise e non riusciamo a controllarle. In questi giorni, ad esempio, il turismo è in crisi, preso dal cigno nero del coronavirus.
Beveridge individuava cinque giganti, miseria, malattia, ignoranza, squallore ed ozio, sui quali lavorare per eliminarli e ricostruire lo stato del benessere (welfare state) nella società inglese.
E proprio quando uno di questi prevarica, la crisi trionfa ed entra in gioco la crisis management.
La gestione della crisi viene applicata a più scale, dall’organizzazione aziendale a quella di uno Stato o quella mondiale.
Parola d’ordine è coordinamento e mitigazione dell’eventuale impatto.
Ogni organizzazione dovrebbe dotarsi di un piano d’emergenza o piano crisi, stanziando le possibili risorse e individuando gli strumenti adeguati.
I punti salienti del piano devono essere:
- budget
- ruoli e coordinamento
- attività da svolgere
- metodi di valutazione
- timeline e planner
Come per ogni piano, esistono diverse fasi per la sua applicazione:
- fase 1 – prevenzione e osservazione
oltre all’analisi delle minacce, è opportuno, in questa fase, fare anche delle simulazioni con tutto il team di lavoro; - fase 2 – applicazione
entrano in gioco il piano e la capacità di reazione; - fase 3 – ripristino
come per un post intervento, la fase della riabilitazione è fondamentale per fare tesoro degli errori commessi.
Nel settore del turismo, negli ultimi anni, si ricorre spesso al piano di crisis management.
Per fronteggiare la crisi, interviene un gruppo di lavoro che attua il piano. Diverse sono le figure da individuare: il coordinatore generale, i social media manager, i direttori di marketing, l’ufficio vendite e l’ufficio legale.
Se parliamo di piccole realtà, anche in questo caso, vanno differenziati i vari livelli di applicazione del piano e individuate le figure in grado di dare tutto il loro sostegno nel momento della crisi.
Le azioni da individuare porteranno ad una revisione ed innovazione delle attività di comunicazione e promozione, organizzazione e gestione.
Sicuramente, grande interesse suscita la gestione delle attività di comunicazione, le quali dovranno essere rivolte al personale interno, agli operatori, ai turisti e ai media.
Vediamo alcuni casi interessanti di gestione della crisi, nel settore del turismo, durante il coronavirus.
Va detto che quasi tutti i siti di promozione regionali sono stati aggiornati e riportano le attività da svolgere nel pieno dell’emergenza.
Prima di tutto il sito dell’Enit ha messo a disposizione le informazioni più importanti, Regione per Regione, raccogliendo tutti i decreti emanati.
Enit è a disposizione del sistema Italia qui. Operatori e stakeholders del turismo italiano possono contattare le 28 sedi che lavorano nel Mondo per la fornitura di servizi operativi, strategici e informativi.
FVG ha istituito il Comitato di Crisis Management, creando e generando la giusta attenzione attraverso le attività social e stampa. Inoltre, alcune FAQ aggiornate in tempo reale monitorano la situazione e danno informazioni a turisti e imprese.
Sui social, #bellezzaadomicilio permette di continuare a viaggiare stando a casa.
Anche la Toscana ha istituito il comitato per la crisis management con tutti gli operatori del territorio. L’obiettivo principale è la comunicazione unitaria insieme a Enit e le altre regioni italiane.
Si sono valutati i possibili scenari dell’economia globale e i nuovi stili di vita che ci riguarderanno.
Sui social, la Toscana ha lanciato #tuscanytogether, dove ogni pomeriggio alle 15:00, sui canali, è possibile fare formazione e seguire i “digital labs“. I 5 moduli toccano diversi argomenti, un percorso che in questo momento mette le fondazioni a programmare un lavoro da portare avanti in futuro.
Formazione per programmare le strategie del futuro.
È vero, gestire le crisi non è sempre cosa facile, ma se queste sono controllate e gestite da un piano già strutturato, il loro impatto sarà sicuramente minore.
Va detto, inoltre, che ogni crisi non porta con sé solo aspetti negativi. Scovate l’aspetto positivo. È lì che anche un evento catastrofico può darvi la spinta per ricominciare o cambiare la rotta.
Buon lavoro



