Borghi animati, raccontare il patrimonio italiano con la video art

Borghi animati

Raccontare il patrimonio italiano con la video art

L’hub creativo di That’s Motion ha curato il progetto I Borghi Animati “L’Italia come non l’avresti mai immaginata”, dopo aver vinto il contest del MIC (Ministero della cultura) in collaborazione con Invitalia, “Viaggio in Italia”.

Il contest di content marketing, per giovani creativi, era incentrato su tre categorie: turismo di prossimità, turismo nei borghi e turismo lento.

I vincitori annunciati lo scorso anno hanno ricevuto 30.000€ per realizzare il prodotto. Sono stati presentati ben 1.218 progetti. 6 i vincitori e 2 le menzioni speciali.

Per il turismo lento vincono

  • Dadomani: “Diario di viaggio in Italia” 
  • Mosaico Studio: “Viaggio in Italia. Nuovi modi di raccontare il turismo”

Per il turismo di prossimità

  • Francesco Ditria: “Cacciatori di Panchine”
  • Noise+: “Davvero non lo sapevi?”

Per il turismo nei borghi

  • That’s Motion: “L’Italia si anima”
  • GeoRadio-Loquis: “Borghi Fantastici”

L’Italia, si sa, è piena di segreti da scoprire.
Viaggiare nei piccoli borghi significa scovare un patrimonio naturalistico e architettonico che aspetta di essere valorizzato e promosso.

In questi giorni si è concluso ed è stato pubblicato il progetto dei borghi animati di That’s Motion. Realizzare, con la video art, animazioni che raccontino i segreti di alcuni borghi italiani. 20 illustratori hanno dato vita, in 20 diversi stili, a 20 borghi italiani. Un viaggio lento digitale che lascia stupiti tutti. A volte il nostro sguardo sui borghi non permette di cogliere le storie e le leggende che si nascondono dietro.

Ecco le storie raccontate.

Borghi animati: Vitorchiano, VITERBO – LAZIO di Federico Santoro Santos

Un Moai davvero speciale

Si racconta dei Maori dell’isola di Pasqua che, intenzionati a scolpire un Moai, cercarono una pietra in giro per il mondo e la trovarono proprio in questo borgo, dove 11 di loro restarono per inciderla. Il gemellaggio con Vitorchiano avvenne in occasione della trasmissione sulla Rai “Alla ricerca dell’arca”. Fu scolpito manualmente con asce e pietre con un rito propiziatorio di danze.

Borghi animati: TERMOLI – MOLISE di Giovanni Costa

Landoro, il drago del mare

Il protagonista è il Landoro, un drago che dominava le acque molisane. Emetteva sibili e getti di fuoco. Mai nessuno aveva osato affrontarlo, ad eccezione di Geri, che volle dimostrare amore a Lada.
La fanciulla amava tanto il mare e sognava di volare.

Un giorno le spuntarono le ali e spiccò il volo sopra le onde. Mentre volava, vide il drago, che la risparmiò, ma lei al ritorno sulla costa, terrorizzata, non volle più volare. Quando, disperata e in lacrime, incontrò il giovane Geri, figlio della quercia e del vento, gli spiegò tutto.

Lui si offrì di uccidere il mostro. Di ritorno, raccontò alla fanciulla di esserci riuscito. Il mostro però era ancora vivo e decise di vendicarsi abbattendosi su tutti, anche sui due giovani. La vita tornò solo dopo tanti anni, grazie ad un fiore nato sulle sponde del fiume, i cui petali divennero esseri viventi.

Borghi animati: Squillace, COSENZA – CALABRIA di Christian Cornia

Ulisse e il vento tra le mura

Fu proprio Ulisse, secondo questa leggenda, a fondare la città. Di ritorno da Troia, sorpreso da una tempesta, ormeggiò in una piana. Qui, il vento non abbandona mai la città.

Stridula è infatti il nome del castello di questo borgo perché il vento, attraversando le mura, emetteva un suono “stridulo”. Tra i marinai si dice: “il golfo di Squillace dove il vento mai tace”.

Borghi animati: Porto Venere, SPEZIA – LIGURIA di Luca Soncini

Il dipinto della Madonna Bianca

Nel 1200, su di un tronco di cedro del Libano, giunse per miracolo un dipinto raffigurante la Madonna bianca. Era frequente in quel periodo che dalle navi, di ritorno dalla terra santa, si gettassero oggetti sacri chiusi in tronchi scavati in caso di danni o per evitare che finissero nelle mani di pirati.

Da allora, ogni 16 agosto c’è la festa dei lumini. Di sera la città si costella di lumini, mentre l’arca con l’immagine della madonna attraversa il borgo.

Borghi animati: Palmoli, CHIETI- ABRUZZO di Andrea Dall’Ara 

Chi trova un  mazzemarille trova un tesoro

I mazz’marill sono folletti che abitano i boschi abruzzesi. La tradizione vuole che, nascosti tra i fusti, portino notizie dal mondo ultraterreno. Oltre a dare consigli e mettere in guardia dai pericoli, possono anche indicare la presenza di un tesoro. Possono apparire anche in casa, facendo scherzi da birbanti, come far sparire oggetti o scuotere il letto mentre si dorme.

Borghi animati: Orta San Giulio, NOVARA – PIEMONTE di Elisa Seitziger

San Giulio libera l’isola dal drago

La piccola isola sul lago di Orta ha una leggenda che unisce santi e draghi. L’Abbazia Benedettina che sovrasta l’isola è avvolta dal mistero. Un drago aveva questo luogo come dimora. Distruggeva i raccolti e terrorizzava gli abitanti e i pescatori. Fu San Giulio, utilizzando il mantello come zattera e la sua spada, a liberare la città. Oggi del Drago resta solo una vertebra conservata nell’abbazia.

Borghi animati: Gemona, UDINE – FRIULI VENEZIA GIULIA di Paolo Bordini

Gli Sbilfs giocherelloni 

Strani folletti popolano il borgo. Simili ai bambini, amano giocare e ascoltare la musica. Gli Sbilfs sono folletti del bosco tipici della Carnia. Vivono nel sottobosco e soprattutto nelle cavità degli alberi. Adorano il colore rosso e assumono diverse sembianze in base al loro umore. Sono il simbolo della natura, a cui portare rispetto. In molti suggeriscono infatti di non tagliare mai alberi senza un reale motivo.

Borghi animati: Francavilla Fontana, BRINDISI – PUGLIA di Alice Berti

Il cervo e la freccia magica

Il piccolo borgo pugliese di Francavilla Fontana è legato ad un episodio del 1310. Un cacciatore a seguito del principe Filippo D’Angiò, durante la caccia, decise di colpire un cervo con una freccia che però girò punta e gli si rivolse contro. L’uomo, urlando, chiamò all’attenzione i compagni che, arrivati con il principe, videro quanto successo.

Quest’ultimo diede ordine di tagliare i cespugli per trovare la causa di quel prodigio. Emersero i ruderi di un’antica costruzione e l’immagine della Vergine. Il re ordinò di costruire il santuario e concesse franchigie assolute a chi fissava dimora nella zona, che poi prese il nome di Villa Franca (poi diventato Franca Villa).

Borghi animati: Corinaldo, ANCONA – MARCHE di Federico Tramonte

L’origine della contesa della polenta

Il “paese dei matti” ha questo nome da un episodio che si tramanda di anno in anno. Non viene usato per sminuire gli abitanti ma, al contrario, per raccontare la loro furbizia e il loro ingegno.
Di ritorno dai campi, un uomo con la farina di granturco saliva la famosa scalata del paese. Decise, stanco, di fermarsi al pozzo per riposarsi, ma il sacco cadde nel pozzo.

Il contadino si calò nel pozzo per recuperarlo. Le vergare del paese cominciarono a dire che l’uomo mangiava la polenta nel pozzo, avendo visto addirittura buttare salsicce.
Questa leggenda diede anche origine alla rievocazione “la contesa del pozzo della polenta”.

Borghi animati: Città di Castello, PERUGIA – UMBRIA di Silvia Reginato 

Sora Laura a Palazzo Vitelli

Palazzo Vitelli alla Cannoniera, nel comune di Città di Castello, oltre che per la sua bellezza architettonica, è noto per il mistero del fantasma racchiuso tra le stanze. Nel 1500, subito dopo le nozze con Angela Paola dei Rossi, Alessandro Vitelli decise di convincere la moglie a lasciare il palazzo e a trasferirsi a Palazzo Vitelli. Qui lui aveva l’amante Laura (per gli abitanti la Sora Laura) che lo attendeva ad ogni suo ritorno, ricamando fazzoletti.


Un giorno, facendo cadere uno dei suoi fazzoletti, la donna attirò l’attenzione di un cavaliere che divenne il suo amante. Temendo di essere scoperta, decise però di ucciderlo facendolo cadere in una botola con il fondo di lame. Questo avvenne anche con altri uomini.


Fu solo quando la moglie di Vitelli scoprì di essere stata tradita a organizzare la vendetta, ordinando ad un sicario di uccidere Laura.
Il suo fantasma però rimase al palazzo, in cerca di perdono.

Borghi animati: Chioggia, VERONA – VENETO di Alessandro Pugiotto

Il Palio della Marciliana 

Nella città del Trecento si svolse la guerra di Chioggia tra Venezia e Genova. L’assalto avvenne durante le due fiere a Clugia, dedicate alla Madonna dell’Assunzione.


Il palio rievoca le scene che i genovesi si trovarono di fronte. Banchetti, taverne, danze, canti e balestrieri noti per il torneo della balestra. Tutto termina con l’incendio della torre dell’orologio (campanile Sant’Andrea) noto anche per essere il più antico al mondo.

Borghi animati: Cervinia, AOSTA – VALLE D’AOSTA di Chiara Vercesi

Gargantua il gigante buono

Nella tradizione valdostana, Gargantua era un gigante che, dopo aver viaggiato tanto, dalla Savoia arrivò alle valli, decidendo di rimanervi. Durante il soggiorno, aiutò gli abitanti a pigiare l’uva con un dito e recuperare un bove nel burrone con due dita. Fu ricompensato con forme di Fontina e barili di vino che ingurgitava in un boccone. Amava la quiete e non voleva essere disturbato.


Un giorno, un bambino chiese al gigante se non fosse annoiato e perché non continuasse i suoi viaggi, facendo riaffiorare in lui il desiderio di vedere luoghi nuovi. Così, la mattina seguente partì per superare la montagna. Il peso del gigante però la fece scricchiolare e i massi rotolarono a valle. Nacque cosi il Cervino.

Borghi animati: Castelrotto, BOLZANO – TRENTINO ALTO ADIGE di Mirko Cadmia

In Alto Adige, la montagna dello Sciliar sull’Alpi di Siusi ha come simbolo la notte delle streghe. Nei primi anni del Cinquecento, nel castello di Presule, sette donne vennero condannate per stregoneria e arse vive.


I boschi divennero così il luogo prediletto di streghe e figure mitologiche, come Hans Kachler, uno stregone che addirittura parlava con gli spiriti maligni.


Giungevano qui a cavallo o con la scopa per fare maltempo. Le campane tenevano lontano loro i temporali violenti, suonando ninnananne e calmando le streghe. Tra queste Martha era invece una strega buona, amante dei bambini e della natura.

Borghi animati: Bosa, ORISTANO- SARDEGNA di Luca Cattivelli

L’origine del Carnevale

Bosa è il borgo che ospita il Carnevale più tradizionale in Sardegna. Le maschere attittadoras girano per la città piangendo la morte di Gioldzi, un bambolotto. Queste chiedono del latte per il neonato, morto perché abbandonato dalla madre distratta dalla festa, ma ricevono vino.

Al tramonto, le maschere di nero scompaiono e appaiono i fantasmi o anime del Carnevale. Vestiti di bianco, con la faccia sporca di cenere, corrono per le strade alla ricerca di Gioldzi che, una volta trovato, viene bruciato al rogo.


Oltre al Carnevale, qui c’è la leggenda del castello di Serravalle. Il re Malaspina, geloso della moglie, fece costruire per lei una galleria tra castello e cattedrale perché potesse partecipare alle funzioni religiose senza essere vista da nessuno.

Preso da un raptus di gelosia, tagliò le dita delle mani della moglie, ma venne scoperto quando le caddero a terra dalla sua tasca, avvolte in un fazzoletto. Venne così imprigionato.

Borghi animati: Bobbio, PIACENZA – EMILIA ROMAGNA di Giulia Ripa

La costruzione del Ponte Gobbo

Un ponte che per l’epoca (Medioevo) era davvero singolare. Si narra che a San Colombano, contattato dal diavolo, fu promessa la costruzione del ponte in una notte, in cambio dell’anima della prima anima mortale che l’avrebbe attraversato. Lui accettò.


Costruito il ponte, il santo fece attraversare il ponte da un cane. Il diavolo, infuriato, tornò all’inferno non prima di tirare un calcio al ponte che oltre ad avere arcate differenti, perché costruito da demoni di statura diversa, divenne anche sghembo.

Argegno, COMO – LOMBARDIA di Giulia Zoavo

Il mistero del Lariosauro

Nel lago è nota la presenza del Lariosauro. Fu avvistato la prima volta nel 1946, ma i due cacciatori spararono in acqua facendolo scappare.

L’essere, di 12 metri e con squame rosse, spaventò tutti perché nel fuggire emise un suono strido. L’ultimo avvistamento pare risalga al 2003, quando un gruppo di pescatori dice di aver visto un animale lungo 10 metri simile ad un’anguilla gigante.

Borghi animati: Agropoli, SALERNO  – CAMPANIA di Massimiliano Marzucco

La regina verde e suo il dramma d’amore

I Saraceni, pericolo noto a tutti, giunti dal mare si impadronirono del borgo. L’unica donna della flotta era Ermegalda, la figlia del comandante che insieme al padre divennero re e regina. Venne chiamata Regina verde per il colore del suo volto.


Un giorno, passeggiando per la baia di Trentova, si innamorò di un pescatore. Il suo incarnato divenne roseo. Un giorno, la regina, che aspettava invano il pescatore, naufragato con la flotta, per il dolore, si lanciò dalla rupe del castello. Il dio del mare la tramutò in Ninfa.


Molti dicono che, nei giorni di tempesta, il suono del suo pianto arrivi da una vicina grotta.

Borghi animati: Aci Trezza, CATANIA – SICILIA di Elisa Macellari

Polifemo e Ulisse

La leggenda narra dell’amore tra il pastore Aci e la bellissima ninfa Galatea. Polifemo era innamorato della fanciulla, ma fu respinto.


Offeso, uccise il suo rivale con un grosso masso. Gli dei, inteneriti dal pianto della Nereide Galatea, trasformarono Aci in sorgente d’acqua che, da allora, scorre lungo l’Etna.

Borghi animati: Acerenza, POTENZA – BASILICATA di Roberto Blefari

Dracula, I templari e il Sacro Graal 

Nel borgo di Acerenza, tra i monti potentini, misteri e leggende si intrecciano. La cattedrale, simbolo della città conserva arcani segreti legati ai templari. Si narra che all’interno sia custodito il Santo Graal (il calice dove venne raccolto il sangue di Cristo).

In una finestra murata nella cripta, si crede ci sia il calice. Inoltre, si narra che nella chiesa siano custoditi i resti della figlia del conte Dracula. Questo è emerso durante dei lavori, quando comparve il simbolo del drago alato.

Borghi animati: Chiusi, SIENA – TOSCANA di Alessandra Marianelli

La chioccia dal pulcino d’oro

Il tesoro di lucumone a Chiusi è circondato da diverse leggende. Porsenna dopo essere tornato a Chiusi e aver sconfitto gli Etruschi a Roma, decise di farsi costruire un labirinto con al centro un cocchio d’oro trainato da cavalli e vegliato da una chioccia con 5000 pulcini d’oro da portare nell’aldilà. Da qui la gallina dai pulcini d’oro.

Scoprire i tesori nascosti d’Italia: il potenziale del video marketing territoriale

Grazie a questo interessante progetto, alcuni borghi italiani sono stati raccontati in una nuova veste. Immaginari, curiosi e creativi. I nuovi viaggiatori lenti sono attenti al territorio.
Promuovere il viaggio lento sotto queste nuove forme digitali possono promuovere e incentivare un nuovo turismo.

Grazie al video marketing territoriale, è possibile creare contenuti coinvolgenti e emozionali che suscitino l’interesse e la curiosità dei viaggiatori, spingendoli a scoprire i borghi italiani in un’ottica di turismo sostenibile e consapevole.

In attesa di scoprire il risultato di altri progetti vincitori vi auguriamo

Buon viaggio lento nella video art italiana!

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