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Il Cammino di San Tommaso

Il pellegrinaggio di Santa Brigida da Roma a Ortona

Informazioni utili il Cammino di San Tommaso:

  • sito: Cammino di San Tommaso
  • social: facebook, instagram
  • lunghezza: 316 km
  • quote medie: 0 (quota del mare) – 1.850 m (monte Autore)
  • tappe: 16 
  • regioni: Lazio, Abruzzo
  • comuni:  Roma, Albano Laziale (Roma), Lariano, Artena, Genazzano (Roma), Subiaco (Roma), Cappadocia (Aquila), Tagliacozzo (Aquila), Massa d’Albe (Aquila), Rocca di Mezzo (Aquila), Fontecchio (Aquila), Capestrano (Aquila), Pescosansonesco (Pescara), Manopello (Pescara), Pretoro (Chieti), San Martino sulla Marrucina (Chieti), Orsogna (Chieti), Crecchio (Chieti), Ortona (Chieti)
  • parchi: parco Appia Antica, parco Castelli Romani, Parco Regionale dei Monti Lucretili, parco Monti Simbruini, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Parco Nazionale della Majella e Parco Naturale Regionale Sirente-Velino
  • riserva: Riserva Naturale di Nemi, Riserva Naturale di Rocca di Papa
  • segnaletica: bianco e rosso  
  • ideatore del cammino: Fausto di Nella, Alessio Massari (direttore generale)
  • fondazione: 2013
  • tipologia: cammino storico – religioso

Il Cammino di San Tommaso attraversa numerosi borghi medievali, siti archeologici e luoghi legati alla vita quotidiana delle comunità di montagna. Ogni tappa offre l’opportunità di immergersi in un’atmosfera autentica, dove il tempo sembra essersi fermato.

Oltre alla ricchezza storico-artistica, il Cammino di San Tommaso permette di scoprire perle di natura incontaminata. All’interno di parchi regionali e boschi, si trovano tratti della Via Appia Antica, il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra scavato nella roccia, il sito archeologico di Alba Fucens e le suggestive pagliare di Tione, Fagnano e Fontecchio.

Inoltre, è possibile visitare importanti luoghi di spiritualità come il Santuario della Madonna del Buon Consiglio, il Santuario di Santo Nunzio, il Santuario del Volto Santo di Manoppello, il Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano e la Cattedrale di San Tommaso Apostolo a Ortona.

Il percorso offre innumerevoli emergenze storiche e culturali da visitare e sperimentare lungo il cammino, permettendo ai pellegrini di immergersi in un’esperienza ricca e affascinante di spiritualità, storia e bellezza.

Chi era San Tommaso?

Il Cammino di San Tommaso rappresenta un’esperienza che racchiude una storia millenaria. San Tommaso Apostolo, conosciuto anche come Tommaso Didimo, fu uno dei dodici apostoli di Gesù Cristo. Secondo la tradizione cristiana, egli è noto per la sua incredulità riguardo alla risurrezione di Gesù e per la famosa frase “Mio Signore e mio Dio!” pronunciata quando vide le ferite di Cristo. San Tommaso è considerato il patrono degli scettici e dei dubitatori.

Un aspetto unico del Cammino di San Tommaso è la connessione tra i luoghi che custodiscono le spoglie di due apostoli: San Pietro a Roma e San Tommaso ad Ortona. Questa caratteristica lo rende un’esperienza straordinaria.

San Tommaso Apostolo viene tradizionalmente considerato nato in Galilea, in Palestina. Tuttavia, non esistono documenti storici che confermino con certezza il luogo preciso della sua nascita. Secondo la tradizione, San Tommaso avrebbe vissuto e predicato principalmente in Medio Oriente e in India, diffondendo il messaggio cristiano. La sua morte è tradizionalmente associata alla città di Mylapore, nell’attuale Chennai, in India, dove è venerato come patrono.

Le reliquie di San Tommaso Apostolo sono giunte ad Ortona secondo la tradizione cristiana. Si narra che nel 1258, durante il dominio dei crociati in Terra Santa, il re di Gerusalemme Baldovino II avesse donato le spoglie di San Tommaso al duca di Tebe, che a sua volta le avrebbe affidate al nobile francese Berardo di Gualdo. Berardo, a causa di una tempesta in mare, trovò rifugio nel porto di Ortona, dove decise di lasciare le reliquie del santo alla comunità locale. Da allora, le reliquie di San Tommaso Apostolo sono state conservate nella Basilica.

Tuttavia, è importante notare che le leggende possono variare. Gli studiosi hanno tuttora opinioni diverse sulla storia e l’autenticità delle reliquie di San Tommaso.

Le tappe 

Il Cammino di San Tommaso è un percorso che si snoda attraverso 16 tappe, offrendo ai pellegrini l’opportunità di immergersi in una straordinaria avventura spirituale e culturale. Questo itinerario affonda le sue radici nella storia millenaria dell’apostolo San Tommaso e si estende attraverso incantevoli paesaggi, antichi borghi medievali e luoghi di grande significato religioso.

Ogni tappa del cammino è un’occasione per scoprire la bellezza dei luoghi attraversati e per approfondire la propria spiritualità, seguendo le orme di un santo così caro alla tradizione cristiana. Che siate pellegrini alla ricerca di una profonda esperienza di fede o semplicemente amanti della storia e della natura, il Cammino di San Tommaso offre un viaggio lento indimenticabile che vi condurrà in luoghi carichi di significato e ispirazione.

TAPPA 1: Piazza San Pietro (Roma) – Albano Laziale

La prima tappa del Cammino si estende per 30 km. Il punto di partenza è la Basilica di San Pietro in Vaticano. Dopo aver lasciato alle spalle il colonnato, si attraversa via della Conciliazione per raggiungere Castel Sant’Angelo e attraversare il fiume Tevere tramite il famoso Ponte Sant’Angelo.

Roma, San Pietro – Cammino di San Tommaso

Da qui si arriva al luogo dell’antico porto di Ripetta, dove oggi si trova il museo dell’Ara Pacis. Ci troviamo nel cuore dell’antica Roma e si attraversano luoghi come Piazza Navona, il Pantheon e l’Altare della Patria, per poi proseguire lungo via dei Fori Imperiali.

Dopo il Colosseo, si supera l’Arco di Costantino e si costeggia il Palatino. Attraversando il Circo Massimo, si passano le Terme di Caracalla e il Parco di San Sebastiano.

Stiamo seguendo il percorso dell’antica Via Appia, e il suo punto di riferimento è la Porta San Sebastiano, nota anche come Porta Appia, che con le sue mura testimonia come Roma, durante il dominio di Aureliano, fosse circondata da imponenti mura e porte con torri semicircolari.

Dopo aver superato la ferrovia, si attraversa la campagna romana, passando per il comune di Ciampino, da cui si può ammirare l’aeroporto ben noto, per poi arrivare alla frazione di Frattocchie, nel comune di Marino. Il comune di Marino si distingue in lontananza ed è situato tra i Colli Albani.

Ci troviamo nell’area conosciuta come i Castelli Romani, che un tempo rappresentava il punto d’ingresso a Roma per coloro che arrivavano dal sud Italia e da Napoli. Da qui, il cammino segue la via Frangipane per raggiungere Castel Gandolfo. Dopo aver visitato il Palazzo Pontificio, si scende dal comune per arrivare alla Chiesa di San Pietro ad Albano Laziale.

TAPPA  2: Albano Laziale – Artena

La seconda tappa copre una distanza di 28 km. Dopo aver ammirato il comune di Albano Laziale e il suo anfiteatro romano (che misura ben 113 metri di grandezza), si prosegue costeggiando il lago Albano. Questo lago di origine vulcanica è anche conosciuto come Vulcano Laziale.

Lungo il percorso, si attraversa la Pentima della Vecchiaccia, un luogo panoramico ricco di storie sulle streghe. Si prosegue fino a entrare nel Parco dei Castelli Romani, attraversando i comuni di Rocca di Papa, Nemi e Lariano. Il sentiero del parco coincide con la Via Francigena del sud.

Dopo aver superato il comune di Lariano, si attraversa la frazione di Artena, conosciuta come Colubro. La tappa si conclude nel comune di Artena, situato nella valle del fiume Sacco. Questo comune era noto in passato come Monterfortino. Il suo centro storico è uno dei meglio conservati nel Lazio, un affascinante borgo medievale situato su una collina. È famoso per le sue stradine tortuose, gli edifici storici e le vedute panoramiche. Il centro storico offre un’atmosfera suggestiva, con vicoli pittoreschi, antiche architetture e una forte identità storica.

TAPPA  3: Artena – Genazzano

La terza tappa copre una distanza di 18 km. Dopo aver superato il comune di Artena, si procede in direzione di Valmontone su strada e successivamente verso Cave.

Il borgo di Cave è famoso per le sue grotte, da cui prende il nome, che rappresentano un’affascinante attrazione naturale da esplorare. Il borgo stesso vanta un pittoresco centro storico con stradine acciottolate, edifici storici e un’atmosfera medievale palpabile. La Torre dei Frangipane, una torre di avvistamento risalente al XIII secolo, rappresenta uno dei punti salienti da visitare a Cave. Inoltre, il borgo offre una splendida vista panoramica sulla campagna circostante e sui Monti Prenestini.

Proseguendo oltre il borgo, si arriva a Genazzano, nota principalmente per il suo affascinante centro storico e il rinomato Santuario della Madonna del Buon Consiglio. Da non perdere è il Ninfeo di Bramante, un complesso rinascimentale di grande valore architettonico, attribuito all’architetto Donato Bramante.

TAPPA  4: Genazzano – Subiaco

La quarta tappa del Cammino si estende per 25 km ed è impegnativa. Da Genazzano si prosegue verso il comune di Olevano Romano. Qui è possibile ammirare la maestosa chiesa di San Michele Arcangelo, un imponente edificio religioso risalente al XII secolo. All’interno della chiesa si trovano affreschi e opere d’arte di grande valore storico e artistico. Olevano Romano è anche rinomato per la sua tradizione enogastronomica, in particolare per il vino Cesanese, un pregiato vino rosso prodotto nelle colline circostanti. Gli amanti della cucina possono gustare i piatti tipici della zona, come la porchetta e i formaggi locali.

Il cammino prosegue attraversando brevemente il territorio del comune di Bellegra, fino ad arrivare a Roiate. Qui, il Cammino di San Tommaso coincide con il Cammino di San Benedetto. Roiate si estende sulle pendici dei Monti Simbruini, offrendo paesaggi mozzafiato. Una delle principali attrazioni del comune è la Chiesa di Santa Maria Assunta, un edificio religioso risalente al XIII secolo, che conserva affreschi e opere d’arte di grande valore storico. La chiesa offre anche una suggestiva vista sulla valle sottostante.

Il prossimo borgo lungo il cammino è Affile, caratterizzato da un affascinante centro storico con strette strade lastricate, antiche case in pietra e suggestivi scorci. La Chiesa di San Pietro Apostolo, situata nel cuore del paese, rappresenta un importante punto di riferimento con la sua architettura romanica. Affile è anche famoso per la Sagra del Carciofo, una festa annuale dedicata al carciofo, un prodotto tipico della zona.

Dal comune di Affile, si prosegue verso il comune di Subiaco, dove termina questa tappa. Subiaco è noto per le sue grotte, tra cui le Grotte di San Benedetto, e per l’abbazia di Subiaco. Questo comune è ricco di storia, spiritualità e bellezze naturali. È qui che i pellegrini possono concludere la tappa, ricaricare le energie e godersi il silenzio immersi nella natura.

TAPPA  5: Subiaco – Monte Livata

La quinta tappa del Cammino è relativamente breve, con una lunghezza di 11 km. Si parte dalla frazione di Livata nel comune di Subiaco e si prosegue in direzione di Vallepietra. Durante il percorso, il cammino attraversa boschi affascinanti all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini. Lungo il tragitto si incontrano anche luoghi legati a San Benedetto, come il Monastero di Santa Scolastica e il Sacro Speco di San Benedetto, che sono strettamente associati a questa figura spirituale.

Il Monastero di Santa Scolastica è uno dei monasteri più antichi d’Europa e si trova su una collina sopra Subiaco. È dedicato a Santa Scolastica, sorella di San Benedetto, ed è stato fondato nel VI secolo. Il monastero ha avuto un ruolo significativo come centro spirituale e culturale nel corso dei secoli. Al suo interno si può ammirare una magnifica basilica con affreschi medievali di grande valore e una biblioteca che ospita una collezione di antichi manoscritti.

Il Sacro Speco di San Benedetto, conosciuto anche come Grotta di San Benedetto, si trova a Subiaco. È qui che San Benedetto da Norcia, fondatore dell’ordine benedettino e patrono d’Europa, si ritirò in meditazione e preghiera. La grotta è stata abitata da San Benedetto per un periodo di tempo ed è considerata il luogo in cui ha ricevuto le rivelazioni divine che hanno guidato la sua vita e il suo insegnamento spirituale. Oggi, il Sacro Speco è meta di pellegrinaggi da parte di devoti che desiderano onorare la figura di San Benedetto.

Il cammino prosegue attraverso la chiesa della Santissima Trinità a Livata, il Campo Minio e costeggia il Monte Autore. Durante la camminata nel bosco, si raggiunge il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra, per poi terminare la tappa presso gli impianti sciistici di Camporotondo.

TAPPA  6: Monte Livata – Camporotondo

La tappa di 18km inizia dalla località sciistica di Monte Livata e attraversa una suggestiva faggeta per raggiungere Campo dell’Osso. Da qui si prosegue comodamente lungo una carrareccia fino alla vetta più alta del cammino, il Monte Autore, che regala un panorama meraviglioso. Si prosegue lungo il crinale fino al Santuario della Santissima Trinità, incastonato nella roccia di una parete rocciosa imponente. Attraverso una fresca faggeta, si arriva a Camporotondo di Cappadocia, il primo comune abruzzese lungo il cammino.

Durante il percorso, si ammira il maestoso Monte Autore, si passa accanto al Santuario della Santissima Trinità e si giunge nel comune di Cappadocia. Qui si possono visitare importanti chiese storiche, come la Chiesa di San Pietro, la Chiesa di San Giovanni Battista e la Chiesa di San Nicola, che custodiscono affreschi e opere d’arte di grande valore artistico e storico.

Attraversando Cappadocia, si compie simbolicamente il passaggio tra le due regioni del cammino, il Lazio e l’Abruzzo. Questa tappa permette di immergersi nella bellezza della natura circostante, di visitare siti religiosi significativi e di apprezzare il ricco patrimonio culturale di Cappadocia lungo il percorso del cammino di San Tommaso.

Il cammino termina a Camporotondo nella provincia dell’Aquila.

TAPPA  7: Camporotondo – Tagliacozzo

La tappa, lunga 15 chilometri, inizia dalla rinomata località turistica di Camporotondo. Attraverso una faggeta comoda, si raggiunge il comune di Cappadocia e si prosegue lungo un’ampia e agevole carrareccia fino alla graziosa frazione di Verrecchie. Attraversando il borgo, si prende un sentiero che porta alla località turistica residenziale chiamata Piccola Svizzera. Verrecchie offre una pausa rilassante con la sua atmosfera pittoresca immersa nella natura.

Superando il laghetto di pesca sportiva, si risale la valle fino a raggiungere Tagliacozzo, uno dei borghi più belli dell’intero cammino e punto finale di questa tappa. Tagliacozzo è un vero gioiello, con i suoi angoli suggestivi, i monumenti storici e la ricca cultura che vi si respira.

Durante questo tratto, i camminatori potranno godere della bellezza naturale circostante e scoprire affascinanti località turistiche. La discesa attraverso la faggeta offre un’esperienza di trekking piacevole, mentre la carrareccia e i sentieri agevoli permettono di ammirare i panorami circostanti.

TAPPA  8: Tagliacozzo – Massa d’Albe

La tappa parte dal comune di Tagliacozzo e inizia con un tratto di percorso asfaltato che successivamente diventa sterrato. Attraverso questo sentiero, si raggiunge la frazione di Sorbo e si prosegue lungo la Via Tiburtina Valeria fino a Scurcola Marsicana, dove si consiglia di visitare il castello e il centro storico ben conservato.

Da Scurcola, si prosegue su una comoda strada sterrata fino alla cittadina di Magliano dei Marsi. Superando Magliano lungo un percorso panoramico sulla sterrata che domina il massiccio del Monte Velino, si arriva a Massa d’Albe, dove termina questa tappa.

Durante il cammino, è consigliabile dedicare del tempo alla visita del sito archeologico di Alba Fucens, situato a 4 km da Massa d’Albe e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Questo sito offre l’opportunità di immergersi nella storia antica e di esplorare le rovine di un’antica città romana.

La tappa offre una varietà di paesaggi, passando da tratti asfaltati a sentieri sterrati, e permette di esplorare borghi storici e luoghi di interesse lungo il percorso. Scurcola Marsicana con il suo castello e Magliano dei Marsi sono tappe significative, mentre la strada panoramica che porta a Massa d’Albe regala panorami mozzafiato sul massiccio del Monte Velino.

In sintesi, questa tappa del cammino di San Tommaso offre una combinazione di storia, panorami naturali e scoperte archeologiche, creando un’esperienza arricchente per i camminatori. Da non perdere in questa tappa l’area archeologica di Alba Fucens, che è facilmente raggiungibile anche con il trasporto pubblico.

TAPPA  9: Massa d’Albe – Rocca di Mezzo

La tappa 9 del cammino di San Tommaso è lunga 24 km. Parte dal comune di Massa d’Albe e inizia con un sentiero suggestivo ma impegnativo che porta alla frazione di Forme. Successivamente, si prosegue su una strada sterrata fino al valico Capo la Maina, dove è presente una fontana rinfrescante. Da qui, si continua lungo una carrareccia fino alla località sciistica di Ovindoli Campagnolo – Monte Magnola. Dopo aver attraversato la zona residenziale turistica, si arriva all’Altopiano delle Rocche, che offre panorami mozzafiato e ampi spazi aperti.

Proseguendo lungo una lunga pista ciclopedonale, si attraversa la frazione di Rovere e si giunge a Rocca di Mezzo, dove termina questa tappa. Rocca di Mezzo è un incantevole borgo che rappresenta la meta finale di questa tappa. Qui i camminatori possono godere dell’autentico fascino della montagna abruzzese, ammirare le caratteristiche architettoniche locali e immergersi nell’atmosfera unica del luogo. Rocca di Mezzo si trova nel Parco Naturale Regionale Sirente-Velino e vanta punti di interesse come la Chiesa di San Rocco, con affreschi e decorazioni di pregio. Il borgo è anche noto per le sue tradizioni artigianali, in particolare per la lavorazione del ferro battuto.

TAPPA  10: Rocca di Mezzo – Fontecchio

La tappa 10 del cammino di San Tommaso ha una lunghezza di 16 km. Parte dal comune di Rocca di Mezzo e inizia con una pista ciclabile che porta alla frazione Terranera e all’area dell’inghiottitoio carsico di Pozzo Caldaio. Attraversando questa suggestiva località, si prosegue lungo una comoda carrareccia che conduce alle Pagliare di Fontecchio. Le Pagliare sono antichi borghi in pietra che un tempo erano utilizzati dai contadini e oggi rappresentano una testimonianza della storia e dell’autenticità della zona. Qui è possibile ammirare l’architettura tradizionale e godere di panorami suggestivi.

Durante il percorso, si ha la possibilità di fare una deviazione per visitare le Pagliare di Tione, che sono ancora meglio conservate e offrono una vista panoramica mozzafiato sul Monte Sirente. Dalle Pagliare di Tione, si segue un sentiero in ripida discesa che porta alla base della valle dell’Aterno. Attraversando un suggestivo ponte medievale, si raggiunge il centro storico di Fontecchio, dove termina la tappa. Qui si può apprezzare l’atmosfera medievale del borgo, con le sue stradine lastricate e le antiche case in pietra. Fontecchio vanta anche diverse chiese storiche, tra cui la Chiesa di San Nicola, con affreschi e opere d’arte di grande valore artistico e storico, che testimoniano la ricca tradizione artistica della zona.

TAPPA  11: Fontecchio – Capestrano

La tappa ha una lunghezza di 23 km. Parte dal comune di Fontecchio e segue un suggestivo sentiero che attraversa la montagna fino a raggiungere la frazione Bominaco. Qui, è imperdibile una visita all’Oratorio di San Pellegrino, noto come la “Cappella Sistina d’Abruzzo“, e alla chiesa di Santa Maria Assunta situata sopra di esso. Questi luoghi sacri sono ricchi di affreschi e opere d’arte di grande valore storico e artistico.

Dopo aver lasciato Bominaco, si prosegue verso il centro storico di Caporciano, un grazioso borgo caratterizzato da stretti vicoli lastricati che meritano una visita per l’autenticità dell’atmosfera. Da Caporciano, si attraversa l’antico tratturo Cinturelle-Montesecco e si risale verso Civitaretenga, una frazione di Navelli famosa per la produzione di zafferano. Lungo il percorso, si potrà ammirare una grande cava e attraversare una lunga carrareccia.

La tappa termina a Capestrano, dove è possibile esplorare il centro storico e visitare il suggestivo Castello Piccolomini. Questo castello offre una vista panoramica sulla zona circostante ed è un importante punto di interesse storico.

Da sottolineare che nel comune di Capestrano è stato ritrovato il celebre Guerriero di Capestrano, una statua risalente al VI secolo a.C. Questa affascinante opera d’arte è esposta presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti, ma una replica è visibile anche nella chiesa di Santa Maria Assunta a Capestrano.

TAPPA  12: Capestrano – Pescosansonesco

La tappa 12 del cammino di San Tommaso ha una lunghezza di 16 km. Parte dal comune di Capestrano e attraversa una serie di luoghi di grande interesse lungo il percorso.

Dopo aver attraversato il pittoresco centro storico di Capestrano e superato le sorgenti del fiume Tirino, si arriva al suggestivo Lago di Capodacqua. Questo è un luogo ideale per fare una breve sosta e rifornirsi di acqua fresca prima di intraprendere la ripida salita lungo un sentiero che conduce al valico di Forca di Penne.

Durante il percorso, è consigliata una tappa alla Torre di Forca di Penne, che domina il valico e offre una vista panoramica spettacolare dei dintorni.

Superata Forca di Penne, si prosegue lungo una panoramica carrareccia in discesa che porta al comune di Corvara e poi a Pescosansonesco, che rappresenta il punto finale di questa tappa. Qui si trova il Santuario di Santo Nunzio, un importante luogo di culto che merita una visita.

TAPPA  13: Pescosansonesco – Manoppello

La tappa inizia dal Santuario del Volto Santo di Manoppello. Dopo aver lasciato il santuario, il percorso attraversa una combinazione di strade sterrate, sentieri e strade asfaltate. Si passa anche attraverso il centro storico di Castiglione a Casauria prima di raggiungere Torre dei Passeri.

A Torre dei Passeri, è possibile ammirare le pittoresche stradine lastricate, gli antichi palazzi e le chiese ricche di storia e arte. Tra le attrazioni principali ci sono la Chiesa di San Giovanni Battista, risalente al XIII secolo, e la Chiesa di San Nicola con il suo bel campanile.

Successivamente, il cammino prosegue attraverso il territorio di Scafa. Da qui, ci sono varianti del percorso che conducono al Parco del Lavino. Anche se il cammino non attraversa il centro storico di Lettomanoppello, vale comunque la pena visitarlo.

Il punto finale di questa tappa è il comune di Manoppello, famoso per il Santuario del Volto Santo. Questo importante luogo di culto ospita il Sacro Volto di Manoppello, una reliquia venerata dai fedeli. Il Volto Santo rappresenta il volto di Cristo ed è oggetto di devozione e pellegrinaggio da parte dei credenti. Il Santuario attira numerosi visitatori desiderosi di contemplare e pregare di fronte a questa preziosa reliquia.

TAPPA  14: Manoppello – San Martino sulla Marrucina

La tappa 14 del cammino di San Tommaso ha una lunghezza di 19 km. Parte dal Santuario di San Martino, da cui si scende lungo una ripida strada asfaltata che porta alla valle sottostante. Dopo la discesa, si inizia la salita attraverso un ripido tratto asfaltato che porta al comune di Filetto.

Proseguendo lungo una strada asfaltata, si arriva al suggestivo Convento della S.S. Annunziata, un antico monastero fondato nel XIII secolo che domina la valle omonima. Il convento rappresenta un luogo di grande devozione e contemplazione, offrendo anche una splendida vista panoramica sulla valle circostante.

Da qui, si prosegue lungo una lunga e piacevole carrareccia che porta nei pressi dell’abitato di Canosa Sannita. Dopo aver superato Canosa Sannita, si continua su un sentiero sterrato seguito da un tratto asfaltato per raggiungere il maestoso Castello Ducale di Crecchio, dove si conclude la tappa. Durante il percorso, si può ammirare il Parco dell’Annunziata e visitare il suggestivo centro storico di Crecchio, arricchito dalla presenza del castello.

TAPPA  15: Da San Martino sulla Marrucina – Crecchio

La tappa ha una lunghezza di 19 km e inizia dal suggestivo Santuario di San Martino. Si scende lungo una ripida strada asfaltata verso la valle sottostante e poi si risale attraverso una salita altrettanto ripida per raggiungere il caratteristico comune di Filetto. Lungo il percorso, si può ammirare il maestoso Convento della S.S. Annunziata, che offre una vista panoramica mozzafiato sulla campagna circostante.

Dopo il convento, si prosegue lungo una piacevole carrareccia che porta a Canosa Sannita, un incantevole paese dove è possibile immergersi nell’atmosfera tipica della regione. Attraverso una sterrata e poi una strada asfaltata, si raggiunge infine il magnifico Castello Ducale di Crecchio, che segna la fine di questa tappa. Questo castello storico offre una vista panoramica sulla campagna circostante ed è un importante patrimonio culturale della zona.

Durante il percorso, si avrà l’opportunità di visitare il suggestivo Convento della S.S. Annunziata, godere della natura lungo la carrareccia e ammirare il magnifico Castello Ducale di Crecchio, immergendosi così nella ricchezza culturale e paesaggistica di questa affascinante regione.

TAPPA  16: Crecchio – Cattedrale di San Tommaso (Ortona)

L’ultima tappa ha una lunghezza di 14km. Partenza dal centro storico di Crecchio, si scende nella valle attraverso una sterrata e si raggiunge la località Parco dei Mulini. Durante il percorso si avrà l’opportunità di ammirare i suggestivi mulini. Si prosegue risalendo la valle con un breve ma ripido sentiero e si attraversa una comoda strada sterrata tra i vigneti. 

Lungo il cammino, si arriva alla Fontana del Vino presso la cantina Dora Sarchese, dove è possibile gustare un buon bicchiere di vino. Riprendendo il cammino, si prosegue su una strada asfaltata tra i vigneti fino a raggiungere il monumento del carrarmato canadese all’ingresso dell’abitato di Ortona.

Da qui, si prosegue verso la Basilica di San Tommaso Apostolo, dove si possono ammirare le magnifiche strutture architettoniche e visitare la cripta che custodisce le reliquie del santo apostolo. Dopo la visita alla Basilica, si consiglia di fare una breve deviazione per raggiungere il Castello Aragona, situato in una posizione panoramica che offre una splendida vista sul mare Adriatico.

Per concludere la tappa, si può fare una piacevole passeggiata lungo la spiaggia della ritorna, godendo della bellezza del mare e dell’atmosfera rilassante della costa. Qui termina il Cammino di San Tommaso.

Ortona, il faro e la spiaggia

La carta del Pellegrino, il “Perdono” e le info pratiche del Cammino di san Tommaso

Dietro una donazione è possibile ricevere la carta del pellegrino e, al termine della tappa, l’attestato che certifica lo svolgimento del cammino, chiamato “Perdono”.

La carta del pellegrino è dotata di un numero identificativo, del primo timbro e della firma dei rappresentanti dell’associazione. Grazie ad essa è possibile ottenere agevolazioni presso le strutture convenzionate e diventa un autentico documento che attesta l’identità dei pellegrini. La carta del pellegrino corrisponde alle credenziali.

La guida sarà presto pubblicata.

È possibile “adottare” il cammino per ogni chilometro. L’associazione offre la possibilità di adottare un chilometro del percorso. Questa iniziativa, oltre a sostenere il cammino, è un modo per avvicinare e fidelizzare i viaggiatori che si sentono parte integrante del progetto.

Il Cammino di San Tommaso in MTB 

Il Cammino di San Tommaso in MTB

È possibile percorrere il Cammino di San Tommaso anche in mountain bike. La sua lunghezza è maggiore, 372 km, rispetto a quello a piedi a causa delle deviazioni necessarie.

Il percorso unisce fede e natura, cultura e tradizione, attraversando gli Appennini da Roma all’Adriatico. Il tracciato è stato perfezionato ed ampliato dal “Gruppo Tecnico” dell’associazione, che si impegna costantemente nel monitorare e migliorare il percorso del Cammino.

Ecco le tappe consigliate per percorrere in mountain bike il Cammino di San Tommaso:

  • Tappa 1: Partenza da Piazza San Pietro (Roma) e arrivo a Lariano.
  • Tappa 2: Da Lariano si prosegue verso Subiaco.
  • Tappa 3: Da Subiaco si raggiunge Tagliacozzo.
  • Tappa 4: Da Tagliacozzo si arriva a Rocca di Mezzo.
  • Tappa 5: Da Rocca di Mezzo si procede fino a Capestrano.
  • Tappa 6: Da Capestrano si prosegue verso Pretoro.
  • Tappa 7: Da Pretoro si arriva a Ortona.

Si può optare anche per percorrere il cammino di San Tommaso a cavallo e auspichiamo presto rientri tra le “ippovie” italiane.

Il Cammino di San Tommaso un progetto per vivere la bellezza sulle Orme di Santa Brigida.

Il Cammino di San Tommaso trae ispirazione dal percorso intrapreso da Santa Brigida di Svezia, una donna di grande fede che visitò le spoglie del Santo a Ortona non una, ma ben due volte. Questo pellegrinaggio è testimoniato dalla presenza di una chiesa dedicata a Santa Brigida ad Arielli e da un cippo collocato nella porta Caldari di Ortona, segnalando il suo significativo passaggio.

Santa Brigida, guidata dalla sua profonda devozione, compì il viaggio per onorare San Tommaso e vivere un’esperienza spirituale intensa, affrontando distanze considerevoli e le sfide del cammino. Testimoniò la sua fede e determinazione nell’intraprendere un percorso di profondo significato personale.

Il Cammino di San Tommaso è un’esperienza unica che unisce la storia millenaria di San Tommaso Apostolo alla bellezza dei borghi medievali, dei siti archeologici e della natura incontaminata lungo il percorso. Attraverso le tappe che attraversano le regioni del Lazio e dell’Abruzzo, i pellegrini hanno l’opportunità di immergersi in un’atmosfera autentica, dove il tempo sembra essersi fermato.

Ortona, la basilica di San Tommaso Apostolo

Oltre alle emergenze storiche e culturali lungo il cammino, i pellegrini possono visitare importanti luoghi di spiritualità come santuari e chiese, arricchendo la loro esperienza di profonda connessione spirituale. Il Cammino di San Tommaso è un invito a scoprire la bellezza della storia, della fede e della natura, offrendo un’esperienza indimenticabile per coloro che desiderano intraprenderlo.

Chi fa il cammino è il cammino!

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