Il patrimonio culturale immateriale

Un viaggio nella cultura italiana, tra riti e tradizioni

L’Italia è sicuramente la meta ideale per il viaggio lento culturale. Non solo architetture, monumenti e oggetti. Le bellezze italiane sono anche immateriali. Un Paese fatto di riti, tradizioni e saperi da salvaguardare.

È proprio questo che fa l’Unesco da diversi anni.

Dal 2003, con il progetto della salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, si attuano diverse misure per trasmettere alle generazioni future un patrimonio che rischia di scomparire. Il progetto crea nuove dinamiche nelle comunità per accrescere il senso di appartenenza e promuovere lo sviluppo sostenibile.

Ecco la lista con gli elementi iscritti come Patrimonio culturale immateriale Unesco:

2008 Opera dei Pupi Siciliani
2008 Canto a tenore sardo
2012 Saper fare liutaio di Cremona
2013 Dieta mediterranea*
2013 Feste delle grandi macchine a spalla
2014 Vite ad alberello di Pantelleria
2016 Falconeria* 
2017 L’arte del “pizzaiolo” napoletano
2018 L’arte dei muretti a secco*
2019 Perdonanza Celestiniana 
2019 Alpinismo*
2019 Transumanza*
2020 L’arte delle perle di vetro*
2020 L’arte musicale dei suonatori di corno da caccia*

*elemento transnazionale

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L’Opera dei Pupi siciliani

Tra le tradizioni siciliane, i pupi, nati nel Settecento, trasmettono ancora oggi il fascino del racconto di una storia nel teatro.

Il protagonista è Carlo Magno con i suoi cavalieri più importanti.
La peculiarità è sicuramente il meccanismo che permette di muovere i pupi. Arte e tecnica si uniscono affascinando grandi e bambini. Combattimenti e storie di cavalieri che compiono peripezie differenti a seconda della località in cui vengono rappresentati. Esistono infatti una scuola catanese e una palermitana, alle quali i pupazzi di altre località si rifanno aggiungendo ulteriori particolarità. Oltre alla forma dei pupi, cambiano anche la scena e lo spettacolo che i pupari rappresentano. Se a Palermo è più elementare, nel Catanese lo spettacolo è realistico.

Il canto a tenore

In Sardegna il “cantu a tenore” è uno stile di canto corale tradizionale. Nasce dalle campagne, dal mondo dei pastori e agricoltori.

È il simbolo della cultura pastorale sarda, tramandato per via orale. Solitamente sono quattro voci maschili: il basso, il contralto, la mezza voce e la voce solista. Solo uno emette testi, gli altri emettono suoni che rappresentano il mondo della natura e degli animali. L’uomo che domina la natura o il pastore che domina gli animali.
Un canto unico per cercare nuove energie o entrare in contatto con realtà spirituali. L’ascolto di queste poesie rimate trasporta lo spettatore nel paesaggio inesplorato e selvaggio delle aree interne o costiere Sarde. Lì dove l’orizzonte si perde per dare spazio all’immaginazione.
Lo si può ascoltare durante le feste e durante il carnevale Barbaricino. Il canto, insieme a maschere inquietanti, irrompe tra la gente portando misticismo e allegria.

Il saper fare liutario di Cremona

L’artigianato di Cremona è noto per la costruzione di tutti gli strumenti ad arco. Un saper fare che, dal Cinquecento fino ad oggi, è stato tramandato di padre in figlio. Non solo la materia prima, anche la tecnica è unica al mondo. Ogni pezzo di legno viene modellato in base al suono che dovrà emettere.
I liutai seguono tutto il processo, dalla scelta dell’albero alla creazione dello strumento, realizzando al massimo sei strumenti in un anno. Tra le famiglie più note per portare avanti quest’antica tradizione, Amati, Bergonzi, Guarnieri e Stradivari.

Dal Novecento si dà spazio anche alla formazione. La scuola Internazionale di Liuteria, ad esempio, è un’Istituto Superiore di eccellenza che da anni apre le sue porte a persone di qualsiasi età. Anche il museo del violino è la testimonianza di questa tradizione. Al suo interno, oltre allo spazio espositivo, c’è un auditorio in cui si svolgono diversi eventi durante l’anno.

La dieta mediterranea

Un riconoscimento che riguarda diverse nazioni (Italia, Spagna, Grecia, Marocco, Cipro, Croazia e Portogallo) che alla base della loro dieta hanno quella mediterranea. La dieta, nota a tutti, non è solo un elenco di cibi, ma un vero e proprio stile di vita fatto di rituali, tradizioni e saperi che vengono condivisi e tramandati.
Creatività e biodiversità si sposano per dar vita a piatti che raccontano il territorio. Anche l’artigianato vi ruota attorno. Pensiamo ad esempio ai contenitori per il consumo del cibo, le ceramiche e i tessuti.
Un sapere detenuto soprattutto dalle donne, che giocano un ruolo strategico nella famiglia, preparando i cibi per le feste e raccontandone i segreti a nipoti o figli.

Oggi la dieta è consigliata per una buona salute e incarna i principi di sostenibilità. La dieta mediterranea è associata infatti ad una serie di abitudini alimentari attente all’ambiente, tanto da essere sostenuta anche da FAO e OMS.

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Le feste delle grandi Macchine a spalla

La festa dei Gigli di Nola, La Varia di Palmi, La Faradda dei Candelieri di Sassari, il trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo sono tra le processioni più famose in Italia che prevedono una struttura in legno o cartapesta da portare a spalla.

Il rito lascia senza parole per la maestria dei fedeli. Un gioco fatto di pesi e comunità di intenti per trasportare la macchina senza farla cadere.
La parola d’ordine è condivisione. Cantanti, artigiani, laici e fedeli: tutti concorrono alla buona riuscita.
Tradizioni che da secoli rafforzano le comunità e le loro identità. Oggi è stata creata anche la rete delle grandi macchine a spalla, con l’obiettivo di rafforzare le tradizioni e creare scambi culturali tra le varie comunità.

La coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria

L’alberello Pantesco è una forma di coltivazione della vite che nell’isola di Pantelleria produce ottimi vini. La pratica agricola, creativa e sostenibile, nasce per permettere la produzione di vite in un contesto avverso per diversi mesi l’anno.
Tra i vini prodotti, il più noto è il passito di Pantelleria, che ha ottenuto il marchio DOC. La pratica tramandata dai maestri vinai prevede lo scavo di conche nel terreno. Così facendo, si sfrutta la poca acqua e si ripara la pianta dal vento. L’isola ha costituito anche il parco nazionale Pantelleria e include, tra le zone, quelle con valore agricolo e paesaggistico.

L’arte della Falconeria

È una pratica della caccia basata sull’uso di altri uccelli, come falchi o rapaci, per catturare prede selvatiche. Oggi si è evoluta ed arricchita di nuovi valori, legati alla conservazione della natura e del patrimonio culturale delle comunità. Il riconoscimento ha riguardato, oltre all’Italia, diversi Paesi: Emirati Arabi, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Kazakhistan, Repubblica di Corea, Mongolia, Marocco, Pakistan, Portogallo, Qatar, Arabia saudita, Spagna e Repubblica Araba Siriana.
La differenza sta nel tipo di attrezzature usate, ma il metodo di addestramento è simile. Gli uccelli utilizzati sono i rapaci di alto volo, come i falchi e i rapaci, e a basso volo, come gli accipiter. Oggi i falconieri sono raggruppati nell’Unione Nazionale Cacciatori Falconieri (UNCF). I falchi oggi sono utilizzati nella protezione degli aeroporti, delle colture nelle campagne e per il riequilibrio nelle città di specie accresciute (piccioni).

L’arte del Pizzaiuolo napoletano

Una pratica culinaria che non ha bisogno di presentazioni. La pizza è tra gli alimenti più amati al mondo.

Una tecnica non facile. Tutto il processo merita la giusta attenzione: la scelta delle materie prime, gli impasti, la preparazione, la lievitazione, la cottura. Napoli è la culla di quest’arte, dove ogni anno diverse persone studiano nell’Associazione Pizzaioli Napoletani per diventare una delle tre categorie: maestro pizzaiolo, pizzaiuolo e fornaio. Un lavoro che richiede passione e dedizione. E come una volta, si impara solo a bottega per trasmettere questo sapere straordinario.

L’arte dei muretti a secco

L’architettura rurale è costituita, soprattutto in Puglia, Liguria e Sardegna, dai muretti a secco. Il confine dei campi, lo spazio dell’allevamento, le abitazioni sono realizzate con questa tecnica costruttiva. La costruzione è frutto dell’accatastamento (a secco, senza malte) delle pietre prossime al luogo di realizzazione.
Un’arte che ha plasmato i paesaggi e li ha resi identitari in tutto il mondo, una pratica sostenibile utile anche per la manutenzione del territorio.
I muretti giocano, infatti, un ruolo importante anche nella prevenzione delle alluvioni e dell’erosione. Inoltre, al loro interno si crea un microclima particolare, che rafforza la biodiversità. I muretti sono l’esempio di come l’architettura sia in grado di convivere con il paesaggio e adattarsi.

La Perdonanza Celestiana

Ad agosto, L’Aquila in Abruzzo ospita l’evento storico-religioso definito come “il primo giubileo della storia”. Sul finire del duecento (1294) il Papa Celestino V decise che chiunque si recasse alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio ricevesse l’indulgenza plenaria. Così, da allora ogni anno, tra il 28 e 29 agosto si svolgono e tramandano le celebrazioni e i riti della perdonanza celestiniana. L’apertura della porta santa è preceduta dal “cammino del perdono”: ben 80 km tra i vari borghi e il “cortelo della bolla” che solenne parte dal centro storico per arrivare alla Basilica. La Porta Santa viene aperta con lo stesso rituale di sempre, bussando tre volte con un ramo di ulivo.

L’Alpinismo

L’Italia, insieme alla Francia e alla Svizzera, ha ottenuto il riconoscimento dell’alpinismo come pratica patrimonio Unesco.
Le alte vette e i paesaggi montani vengono attraversati in ogni stagione dai più abili utenti che praticano questa tecnica, fatta di grandi capacità tecniche, intellettuali e sopratutto fisiche. Attorno all’alpinismo ruota il mondo delle attrezzature e dell’equipaggiamento.
I club alpini sono molto diffusi in Italia e, oltre svolgere attività di formazione, aiutano a diffondere l’amore e la passione per la montagna che è un vero patrimonio da proteggere.
Quella dell’alpinismo è oggi una disciplina sportiva che coinvolge tantissimi appassionati.

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La Transumanza 

I protagonisti della transumanza sono sicuramente i tratturi. Strade erbose e di campagna che permettevano il passaggio del bestiame verso climi migliori durante le stagioni. Questa pratica antica, legata sopratutto alla pastorizia, si svolge in tutto il Mediterraneo e nelle Alpi.
Spesso venivano percorsi due volte: durante la monticazione, ovvero in primavera, per permettere l’alpeggio degli animali, e la demonticazione, ovvero in autunno, durante il quale gli animali e i pastori dalle quote montane migrano in pianura o in prossimità del mare.
Alla transumanza sono legati anche riti e tradizioni. Una vera festa a cui in molti, ancora oggi, partecipano.

L’arte delle perle di vetro

Il fuoco come elemento sapientemente usato per la lavorazione delle materie prime. È questa la tecnica che gli artigiani, sopratutto nella città di Venezia, utilizzano ormai dal 983 d.C. Le isole di Murano, Burano, Torcello e Pellestrina hanno oltre 140 artigiani che fanno di questa pratica un sapere invidiato da tutto il mondo.
Gli artigiani a seconda delle loro competenze e specializzazioni si dividono in perlai, molatori, impiraressa e il maestro vetraio.
L’arte delle perle di vetro è riconosciuta anche in Francia, sopratutto a Parigi.

L’arte musicale dei suonatori di corno da caccia

È in Alto Adige e Piemonte che si concentra il maggior numero di suonatori di corno da caccia. Ben 280 musicisti che, dalle città alle campagne, svolgono questa pratica, nata per suonare all’esterno. Diversi sono gli strumenti usati, come ad esempio il “trompe d’Orléans”, il “corno barocco” e il parforcehorn.
Il suono emesso permette di comunicare anche a grandi distanze. Oggi, soprattutto durante le feste e gli eventi musicali, i suonatori eseguono concerti, ammirati da tutti gli spettatori. La pratica è diffusa ampiamente anche in Francia.

I nostri antenati hanno sempre dato importanza alla trasmissione dei saperi. Noi e le generazioni future abbiamo l’obbligo di continuare a tramandare il patrimonio culturale, sopratutto quello immateriale. Questo resta vivo solo se le persone continuano questo processo. Salvaguardarlo è fondamentale.
La diversità culturale è un valore incalcolabile. La globalizzazione non deve permettere di perderlo. È nella diversità che risiede la ricchezza. Il rispetto delle diversità culturali e i differenti saperi umani sono un diritto sostenibile, che viene sposato da sempre dai viaggiatori che, durante i viaggi lenti, entrano in contatto con le comunità locali.

Guardiamo con nuovi occhi il sapere delle comunità. Non permettiamo a nessuno di distruggere i nostri valori.

Buon viaggio lento nel patrimonio immateriale italiano e non.

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