Oleoturismo

Viaggio lento alla scoperta dell’olio italiano

L’olio italiano, si sa, è un’eccellenza fatta di tradizioni, valori culturali e specificità che caratterizzano il paesaggio italiano.
Viaggiare nella tradizione dell’olio italiano significa scoprire frantoi secolari, oleoteche, musei a tema, eventi e luoghi della produzione.

Ad aiutare in questa missione importantissima c’è anche l’Associazione Nazionale delle città dell’olio. Tra le tante iniziative, propone  la “camminata tra gli olivi”, per scoprire i paesaggi e la cultura enogastronomici.

Per i viaggiatori, tante le esperienze da fare in tutta Italia, alla scoperta dell’olio.

Frantoi aperti

L’arrivo del nuovo olio viene, da qualche anno, celebrato in Umbria con visite ai frantoi e alla riscoperta della natura. Protagonisti sono gli ulivi, le chiese abbandonate, i borghi e le dimore storiche. Un’esperienza che unisce enogastronomia e bellezze culturali.
Questo è anche il periodo per immergersi e raccontare attraverso le loro stories il foliage umbro.

Oleoteche 

A pari delle enoteche, le oleoteche da visitare in Italia sono tantissime e molte di queste sono lungo i cammini italiani.
Sarà possibile assaggiare gli oli insieme agli esperti e valutarne l’acquisto. Oli bar, ristoranti e aggregatori di oli e aceti: le botteghe dell’olio sono in tutta Italia e ci permettono di conoscere meglio l’olio, scoprirne i segreti, diventare consumatori consapevoli.

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Architetture dell’olio

L’olio è una tradizione secolare che spesso si tramanda di generazione in generazione. Capita, lungo i sentieri, di incontrare frantoi ipogei, come avviene nel Salento, che in passato, lontani da sguardi indiscreti assicuravano la conservazione e la protezione dell’oro di Puglia. Anche le ville di famiglia, le dimore storiche, diventano strutture ricettive dove fare una sosta, immergersi nella natura e nelle vallate rigogliose, per scoprire le antiche tradizioni contadine.

Musei dell’olio

Le diverse strutture si sono organizzate per valorizzare al meglio la cultura del cibo. Oltre alle degustazioni, nei musei è possibile fare visite guidate e partecipare a laboratori.
Un viaggio nella storia e, allo stesso tempo, nel futuro. Spesso, nei percorsi si mostrano anche le tecniche moderne per lavorare le olive.
Visitare queste strutture è un viaggio tra presente e passato, per capire come gli utilizzi dell’olio siano cambiati, arrivando ad avere un ruolo importante anche nella medicina.
Insomma, non solo antiquariato, ma anche tante esperienze da non perdere.

Per gli operatori

L’oleoturismo è un’opportunità per ripartire e far ripartire il turismo e le imprese agricole.
La produzione dell’olio italiano è importante ed ormai nota anche a livello internazionale.

Equiparato all’Enoturismo, il turismo dell’olio è a tutti gli effetti una pratica turistica. Infatti la LEGGE 27 dicembre 2019, n. 160 lo cita come attività:

513. A decorrere dal  1°  gennaio  2020,  le  disposizioni  di  cui all’articolo 1, commi da 502 a 505, della legge 27 dicembre 2017,  n. 205, sono estese alle attivita’ di oleoturismo.
514. Con il termine « oleoturismo » si intendono tutte le attivita’ di conoscenza dell’olio d’oliva espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o  di  esposizione  degli strumenti utili alla coltivazione dell’ulivo, la  degustazione  e  la commercializzazione delle  produzioni  aziendali  dell’olio  d’oliva, anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito dei luoghi di coltivazione e produzione.

L’attività dell’oleoturismo considerata quindi come attività connessa a quella delle aziende agricole sarà soggetta a tassazione (coefficiente di redditività del 25%).
Per cominciare, in attesa delle linee guida, è sufficiente avere HACCP, SCIA al Comune ed essere conformi alle regole regionali.

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Il prodotto olio si promuove facendo conoscere il territorio sociale e culturale nel quale è prodotto.
Gli ulivi secolari ci mostrano come la loro parola d’ordine sia resilienza. Piante millenarie che si adattano nel corso dei secoli, superando le difficoltà e tornando a fiorire sempre.
È importante cogliere da subito quali siano i vantaggi:

  • Aumento delle vendite e della produzione;
  • Promozione diretta e passaparola;
  • Valorizzazione prodotti culturali e contadini come eccellenze;
  • Turismo rurale, sviluppo dei territori e settori affini.

Per finire, non dimentichiamo che l’olio è protagonista anche in prodotti per la dermocosmesi e nelle più moderne invenzioni (ad esempio, le macchine per l’olio fatto in casa).

Se cambia il modo di viaggiare, cambiano anche le esperienze da fare.
L’olio è una di queste.

Buon cammino tra gli oli italiani!

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2 commenti su “Oleoturismo”

  1. Pingback: Canestrato di Moliterno – Borghi eccellenti

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