La via dei Lupi

Alla scoperta del lupo Appenninico tra Lazio e Abruzzo

Informazioni utili Via dei Lupi:

  • sito: Via dei Lupi
  • social: facebook, instagram
  • lunghezza: 210 km
  • quote medie: 400 – 1.750 m
  • tappe: 14 
  • regioni: Abruzzo, Lazio
  • comuni: Tivoli (Roma), San Polo dei Cavalieri (Roma), Licenza (Roma), Riofreddo (Roma), Orvinio (Rieti), Poggio Moiano (Rieti), Cervara di Roma (Roma), Livata (Roma), Jenne (Roma), Trevi nel Lazio (Roma), Morino (L’Aquila), Filettino (Frosinone), Civita d’Antino (L’Aquila), Villavallelonga (L’Aquila), Pescasseroli (L’Aquila), Passo Godi (L’Aquila), Civitella Alfedena (L’Aquila), San Donato Val Di Comino (Frosinone), Madonna di Val Canneto (Frosinone).
  • parchi: parco naturale regionale dei Monti Lucretili, parco naturale regionale dei Monti Simbruini, parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise
  • riserva: riserva naturale Monte Catillo, riserva naturale Zompo lo Schioppo
  • segnaletica: bianco e rossa  
  • ideatore del cammino: Alessandro Piazzi
  • fondazione: 2018
  • tipologia: cammino naturalistico-escursionistico

La Via dei Lupi è un cammino sulle tracce del Lupo Appenninico, noto anche come Lupus Italicus

Questo magnifico predatore è riuscito a sopravvivere anche durante i periodi più difficili per la presenza del lupo in Italia, trovando rifugio nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. 

In passato, il lupo era considerato una specie pericolosa e un decreto permetteva agli uomini di abbatterlo, ma oggi il Lupo Appenninico è una specie protetta ed è stato in grado di ripopolare l’Appennino italiano con diversi branchi.

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Nonostante i progressi compiuti nella protezione del lupo, la strada per la sua salvaguardia è ancora lunga. 

In alcune regioni italiane, infatti, non esistono politiche efficaci per la protezione degli allevatori e del bestiame, rendendo difficile la convivenza pacifica tra l’uomo e il lupo.

Durante il percorso lungo la Via dei Lupi, gli escursionisti potranno incontrare tracce del lupo e altri segni della sua presenza. Il percorso è stato progettato per attraversare i parchi e per offrire ai visitatori l’opportunità di conoscere meglio questo splendido mammifero.

Perchè si chiama via dei Lupi ?

La Via dei Lupi prende il nome dai lupi che si trovano prevalentemente nelle aree dei parchi e nelle riserve del Lazio e dell’Abruzzo, attraversati dal percorso. Lo scopo principale della Via dei Lupi è quello di sensibilizzare i viaggiatori e gli abitanti dei comuni circostanti sulla necessità di creare un nuovo rapporto tra l’uomo e gli animali.

Anche nelle leggende si fa riferimento spesso alla figura dei lupi. Pensiamo al fondatore di Roma, Romolo che fu allattato da una lupa tanto da considerarla madre adottiva. Oppure al ruolo che ebbe il lupo con la figura di San Francesco d’Assisi. Una delle storie più famose è quella che racconta come San Francesco avrebbe incontrato un lupo feroce vicino alla città di Gubbio, in Italia. Invece di temere il lupo, San Francesco gli avrebbe parlato con gentilezza e rispetto, chiedendogli di smettere di fare del male alle persone del villaggio. Il lupo, sorprendentemente, avrebbe ascoltato San Francesco e sarebbe diventato mansueto, diventando amico dei villaggio.

Storicamente, il rapporto tra gli uomini e i lupi è stato contraddistinto da contrasti e controversie, ma non è sempre stato così. Attraverso la conoscenza e la tutela dei lupi e della natura in generale, è possibile sviluppare una maggiore consapevolezza e un rapporto più pacifico e rispettoso tra uomo e animale. Questo è l’obiettivo della Via dei Lupi.

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Dove si trova la via dei Lupi ?

La via dei lupi attraversa due regioni l’Abruzzo e il Lazio. Il percorso si snoda attraverso tre parchi: Il parco dei Monti Lucretili, il Parco dei Monti Simbruini e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, una vasta area protetta che copre oltre 500 km² di territorio montuoso e boscoso, e attraversa diversi comuni e paesi lungo il suo tracciato.

La zona è conosciuta per la sua fauna selvatica, tra cui il lupo appenninico, che rappresenta una delle principali attrazioni della Via dei Lupi.

Il territorio è contraddistinto dalla presenza di due parchi regionali, il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, oltre che dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

È tra i percorsi ideali per esplorare i PARCHI ITALIA.

Tra i luoghi imperdibili lungo la via dei Lupi ci sono Villa d’Este a Tivoli (patrimonio Unesco), La villa di Orazio e il ninfeo degli Orsini a Licenza, I laghetti di Percile, cascate di Rioscuro (sono a Cineto Romano e raggiungibile da RioFreddo),Prato e Coste di Camposecco, Cascata Zompo Lo Schioppo Morino, Lago di Barrea, il Centro Visite del Lupo a Civitella Alfedena e tanto altro.

l diario di viaggio del Viandante (le credenziali) della Via dei Lupi

La via dei Lupi ha una credenziale che corrispondente al Diario di viaggio del Viandante. Il diario ha delle pagine vuote sulle quali lungo il cammino verranno apposti dei timbri che certificano l’avvenuto svolgimento delle tappe. Il diario oltre ad essere un ricordo della via dei Lupi è necessario se si vogliono ottenere gli sconti nelle strutture convenzionante. È fondamentale tuttavia prenotare per tempo tutte le strutture.

Le credenziali possono essere ritirate sul territorio  nelle sedi delle cinque aree protette. Oppure è possibile riceverle a casa prima della partenza. Previo appuntamento possono anche essere ritirate a Roma in due punti convenzionati.

Le tappe della Via dei Lupi 

Il cammino parte da Tivoli nel Lazio e arriva a Civitella Alfedena in Abruzzo . È percorribile da coloro che sono allenate. Le tappe hanno difficoltà escursionistica che richiede preparazione.

Il percorso è suddiviso in 14 tappe. 

Vi consigliamo di seguire le tappe predisposte dai creatori del percorso, perché i cammini sono un’esperienza unica, un viaggio lento che ti permette di conoscere a fondo il territorio, senza affannarsi in una gara per accumulare chilometri.

TAPPA 1 Tivoli – San Polo dei Cavalieri

La prima tappa del cammino ha una lunghezza di 8 km e una difficoltà escursionistica. Ci troviamo nel comune di Tivoli, città di partenza del cammino.

Il cammino inizia da un luogo importante dal punto di vista paesaggistico e storico. Da un lato, c’è il fiume Aniene con i suoi salti di quota e, dall’altro, l’Arco di Quintilio Varo, costruito nell’Ottocento per volontà del Papa Gregorio XVI durante i lavori di deviazione del fiume.

Dopo aver superato il borgo e il parco della Villa Gregoriana, si segue il sentiero segnato 330 per raggiungere il punto panoramico dove si trovano alcune panchine. Lungo la salita, si attraversa una sughereta di Sirividola e si arriva alla prima sella, quella del Monte Catillo, con la croce sulla cima.

Dopo aver superato la riserva del Monte Catillo, si arriva al comune di San Polo dei Cavalieri, entrando così nell’area metropolitana di Roma. Il piccolo borgo si trova a 650 metri sul livello del mare ed è impossibile non notare il suo skyline con il castello Orsini-Cesi-Borghese.

TAPPA 2 San Polo dei Cavalieri – Licenza 

La seconda tappa copre una lunghezza di 16km ed è caratterizzata da una difficoltà escursionistica impegnativa. Si parte dalla fontana di piazza Marconi lasciando il borgo alle nostre spalle. Si attraversa l’ultima parte del centro abitato per poi proseguire lungo il bosco di castagni. La prima sosta è quella per ammirare i ruderi della Madonna dei Ronci. Si prosegue poi per il Parco dei Monti Lucretili, percorrendo l’intera Valle Cavalera fino ad arrivare al Pratone di Monte Gennaro e alla chiesetta di San Donato. Il pianoro è di grandi dimensioni e circondato dai boschi. Questo è il punto di partenza per coloro che desiderano raggiungere la cima del Monte Gennaro.

Si attraversa nuovamente la faggeta per arrivare al pascolo di Campitello per una nuova sosta ai fontanili. Qui siamo nel punto più alto della tappa, ovvero la Fonte Campitello, che segna la metà del percorso. Proseguendo, si arriva al Fosso di Vena Scritta e si scende verso la valle per attraversare il Ninfeo degli Orsini e la Villa di Orazio. Questi due siti sono sicuramente da ammirare nella loro integrità. Il Ninfeo è stato citato anche da Orazio, e l’acqua percorre un salto di tre metri, con la cascata ancora oggi visibile. La villa, situata a poca distanza dal Ninfeo, venne donata a Orazio da Mecenate. Della villa oggi restano le fondazioni, che permettono di leggere la pianta originale. La tappa termina con l’ingresso nel piccolo borgo di Licenza, il quale è popolato da meno di mille persone e si trova in un contesto paesaggistico affascinante, che domina tutta la valle.

TAPPA 3 Licenza – Riofreddo

La terza tappa ha una lunghezza di 13 km. Dopo aver superato il borgo di Licenza, si arriva all’ingresso dell’area protetta seguendo una strada bianca che prosegue il cammino di S. Benedetto. Il cammino prosegue attraverso i boschi di querce costeggiando il torrente Roscielle per arrivare ai laghetti di Percile. I laghi sono di natura carsica e qui si trova il luogo della prima sosta. Nelle vicinanze si possono ammirare anche le rovine di Morella (Castel del Lago). Si attraversa il querceto per arrivare al confine con il Parco dei Monti Lucretili e giungere alla fine della tappa nel borgo di Riofreddo.

Prima di iniziare la quarta tappa, c’è la possibilità di percorrere un altro itinerario composto da due tappe. La prima tappa copre la tratta da Poggio Moiano a Orvinio, mentre la seconda tappa da Orvinio a Riofreddo.

TAPPA 4 Riofreddo – Cervara di Roma 

La tappa 4 del Cammino dei Lupi è lunga 15 km. Il borgo di Riofreddo è noto anche per la famosa Sagra degli Gnocchi, giunta alla sedicesima edizione e organizzata dalla Pro Loco locale. Superato il piccolo borgo di Riofreddo, si attraversa il fossato e il viadotto dell’autostrada e poi quello della ferrovia. Si percorre la strada fino ad attraversare il confine ideale tra le due regioni.

Lasciato il Lazio, si entra nel territorio dell’Abruzzo. Il prossimo borgo è Oricola, comune dell’Aquila situato a 800 metri sul livello del mare, nella Marsica da un lato e la valle dell’Aniene dall’altro. Il borgo sorge su quella che una volta era la via Tiburtina Valeria. Il cammino prosegue lungo la linea che divide le due regioni ai piedi del monte San Fabrizio, per poi arrivare all’ingresso del Parco dei Monti Simbruini e avvistare il Rifugio di Prataglia. Qui si attraversa anche l’area faunistica del cervo, dove l’Ente Parco lavora da diversi anni per il suo ripopolamento.

Anche se la tappa è impegnativa, non è ancora terminata: resta ancora mezz’ora di cammino per arrivare al borgo di Cervara di Roma, definito il borgo degli artisti. Cervara di Roma si trova nell’area metropolitana di Roma e numerosi artisti hanno scelto il comune per lasciare e donare la loro arte. Infatti, nella roccia calcarea ci sono figure scolpite che hanno reso il borgo famoso in tutto il mondo. Da non perdere, quindi, la scalinata degli artisti.

TAPPA 5 Cervara di Roma – Livata 

La tappa è lunga 17 km ed è di difficile escursionismo. Dal borgo si rientra nei parchi e si percorre la strada tra il monte Camposecco, alto 1500m, e il Colle Fatto, per arrivare al Rifugio di Camposecco. Questo è il luogo dove è stato girato il film “Lo chiamarono Trinità”. La piana è stata scelta come scenografia naturale per il famoso film degli anni ’70.

Il cammino prosegue verso la faggeta, passando per la frazione di Campaegli. Si attraversa il Passo delle Pecore, dove due faggi isolati incorniciano l’area protetta, e dopo 2 km si arriva a Monte Livata, che è la frazione di Subiaco e il paese più grande all’interno del Parco dei Monti Simbruini.

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TAPPA 6 Livata – Jenne

La tappa, ideale per recuperare le energie, ha una lunghezza di 10 km e una difficoltà escursionistica facile. Dopo aver superato l’anello del centro visita del Parco, si percorre la strada in direzione della Chiesa della Trinità per poi entrare nel parco.

Qui si possono ammirare vari punti panoramici imperdibili. Si arriva al Rifugio Forestale e all’area picnic, dove si può fare una breve sosta prima di proseguire nei boschi di faggi per arrivare al centro abitato di Jenne. Nel borgo di Jenne si trova la sede del Parco dei Monti Simbruini e non bisogna perdere la Chiesa della Madonna delle Grazie. Il borgo è situato nella Valle dell’Aniene.

TAPPA 7 Jenne – Trevi nel Lazio

La tappa 7 è impegnativa e lunga 14 km. Dopo aver superato il borgo, si intraprende una vecchia mulattiera che conduce al Volubro dell’Armato. Ci si addentra nel bosco, ammirando il fondovalle dove scorre il torrente Simbrivio, noto affluente del fiume Aniene.

Si risale il Colle Capulati, dal quale si può ammirare il borgo di Trevi del Lazio con il suo skyline imperdibile. Il comune, sebbene distrutto dal terremoto della Marsica, conserva il Castello Caetani e la Chiesa della Santa Maria Assunta.

TAPPA 8 Trevi nel Lazio – Morino 

La tappa è indicata solo per esperti, in quanto il percorso è impegnativo e lungo ben 24 km. Dopo aver superato il comune di Trevi, si segue il fiume Aniene tra il Monte Crepacuore e il valico della Selvastrella.

Si arriva all’eremo della Madonna del Culto, dove è possibile ammirare la cascata Zompo lo Schioppo. Lo Schioppo è una sorgente carsica intermittente che si prosciuga nei mesi estivi e autunnali. La cascata naturale più alta dell’Appennino, con un salto di oltre 130 metri, si forma quando l’acqua sgorga da una parete calcarea ripida. Il legame tra la Riserva e l’elemento acqua influenza l’aspetto e l’ecosistema del paesaggio.

Nell’ultimo tratto, sono consigliati i bastoncini da trekking. Si passa attraverso ciò che viene chiamato il Buco del Càuto e si arriva alla chiesetta di Santa Maria. Da qui, dopo 4 km, si termina la tappa nella frazione di Morino, detta La Grancia, e nel rifugio Piano Sacramento.

TAPPA 8 ALTERNATIVA NORD Filettino – La Grancia (Morino)

Il percorso inizia con l’utilizzo di un autobus pubblico che collega Trevi nel Lazio a Filettino. Da qui si segue il sentiero 694c che sale gradualmente fino al valico di Serra S. Antonio. Si prende poi il sentiero 696a che porta alla Fonte di Moscosa e si prosegue fino ad un crinale panoramico, da cui si scende lungo uno dei versanti della Val Roveto fino a La Grancia e Morino. Il percorso richiede esperienza escursionistica e attenzione nella discesa. Si cammina su strade sterrate e non, alternando tratti in piano e discese più sinuose.

TAPPA 9 Morino – Civita d’Antino

Dopo tappe impegnative, si percorre la tappa 8 che ha una lunghezza di circa 8 km. Dopo aver visitato il Museo naturalistico del territorio, si prosegue per il bosco passando ai piedi dei ruderi del borgo di Morino Vecchio. Oggi di questa antica città restano solamente la torre e dei pannelli che illustrano come fosse una volta. Il borgo fu distrutto durante il terremoto della Marsica. È il luogo dove nacque Ignazio Silone.

Da qui, il percorso panoramico offre la vista sulle montagne che superano i 2000 metri. Si arriva poi nel borgo di Morino, si attraversa il fiume e la ferrovia con la fermata di Civita d’Antino-Morino, per poi risalire fino al comune di Civita d’Antino.

Civita d’Antino è un borgo antico e affascinante, situato in posizione panoramica sulla Val Roveto e circondato da una natura incontaminata. La scalinata del Viale delle Rimembranze, che conduce al centro storico, offre una vista spettacolare sulla vallata e sui paesi circostanti.

TAPPA 10 Civita d’Antino –  Villavallelonga

La tappa ha una lunghezza di 19 km e presenta una difficoltà escursionistica. Dopo aver superato la piazza e il fontanile-lavatoio, si procede fuori dal centro storico. Si sale lungo una strada di montagna fino al Volubro Pratelle per poi arrivare al rifugio Rocca d’Abate immerso nelle faggete. Dopo una breve sosta, si riparte lungo i margini dei Prati Sant’Elia.

Usciti dal bosco, si scorge la chiesa della Madonna a Monte e si entra nel Borgo di Collelongo, comune italiano della provincia dell’Aquila, situato nella regione Abruzzo. Questo piccolo paese, con poco più di 400 abitanti, è immerso nella natura e circondato da splendidi paesaggi montuosi. Dopo aver lasciato il borgo alle spalle, si prosegue fino a Villavallelonga, dove termina la tappa.

TAPPA 11  Villavallelonga – Pescasseroli 

La tappa escursionistica ha una lunghezza di 19km. Si parte dal borgo di Villavallelonga per addentrarsi nei boschi e raggiungere il Rifugio Fonte Astuni e il fontanile. Si percorre il Vallone Acquaro per arrivare al Rifugio Prati d’Angro e, attraversando il sentiero, si arriva al fontanile Aceretta. I

l percorso arriva poi alla sede del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Questo è anche il luogo degli impianti di sci di Pescasseroli, una località di grande fascino e amata dagli amanti della neve.

TAPPA 12 ANELLO RAMO OVEST Pescasseroli – San Donato Val di Comino 

La tappa 12 è un anello che può essere percorso interamente o solo uno dei due rami. Il ramo ovest ha una lunghezza di 19 km e conduce dalla regione Abruzzo nuovamente nel Lazio. In parte ripercorre il sentiero Italia del CAI e offre la possibilità di ammirare la Baia Alpina “Padre Terzi” e il Rifugio de la Difesa con la sua chiesa di legno, uno dei punti panoramici più interessanti della Marsica.

Il percorso termina dopo aver attraversato il pianoro di Campo Rotondo, passando anche vicino alle miniere borboniche. Il borgo di San Donato Val di Comino si trova in provincia di Frosinone, nella regione Lazio.

Il paese è situato nella Valle di Comino, tra le montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La sua posizione panoramica e l’ambiente naturale circostante lo rendono un luogo ideale per gli amanti della natura e dello sport outdoor.

TAPPA 12 ANELLO RAMO NORD Pescasseroli – Passo Godi

La tappa è impegnativa, con ben 21 km di lunghezza. Attraversando il torrente del Sangro, si percorre il bosco per giungere al Rifugio di Prato Rosso, dove ci sono pochi alberi perché prevale la prateria montana.

La quota è di quasi 1900 m sul livello del mare. Proseguendo nel bosco, si esce nei pressi della Ferrovia di Scanno. La strada prosegue vicino al Monte Godi e dopo un percorso alternato di salite e discese si arriva al Passo Godi, in località Sprazzò di Pantano.

TAPPA 13 RAMO EST Passo Godi -Civitella Alfedena

Anche la tappa 13 si divide in due rami. Il ramo est di 16 km parte dal Passo Godi e prosegue in direzione di Villetta Barrea. Si arriva allo sprazzo dell’Affogato tra le praterie in quota per poi addentrarsi in una discesa impegnativa che arriva nel paese di Villetta Barrea.

Superato il borgo si arriva a 1300 m. Il cammino passa davanti al museo della transumanza e, dopo qualche chilometro, è possibile arrivare sul ponte del lago di Barrea, sulla cui sponda si trova il borgo di Civitella Alfedena.

Lago di Barrea (AQ)

Il Lago di Barrea è un lago artificiale situato nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, nella regione Abruzzo, in Italia. È stato creato negli anni ’50 con la costruzione di una diga sul fiume Sangro. Superato il lago, lungo il cammino si incontra la Val di Rose con il picco dello Sterpi d’Alto, dove a pochi metri un murales e il centro visita del lupo segnalano a tutti l’esistenza della Via dei Lupi.

TAPPA 14 ANELLO RAMO EST Santuario Madonna di Val Canneto – Civitella Alfedena (via Valle Iannanghera)

Il percorso è molto impegnativo e lungo 17 km. Dopo il Santuario, si percorre il Sentiero Italia e si incontra il Rifugio I Due Orsi. Si entra nella faggeta e si arriva alle rive del torrente Acquanera, nei pressi della cascata Lo Schioppo, dedicata a Giovanni Paolo II.

Il cammino prosegue con il Rifugio Acquanera e lungo il sentiero dalle cime della Serra della Gravare. Lungo il percorso si arriva anche al Rifugio Forca Resuni, dal quale si può ammirare il belvedere con il monte Petroso, che con i suoi 2250 metri è una delle cime più alte del Parco Nazionale.

Si attraversa la Valle Risione e la Valle Iannanghera scendendo dal sentiero. Dall’alto si entra nel Borgo di Civitella Alfedena per arrivare al Museo del Lupo, dove è possibile ottenere l’ultimo timbro che segna la fine del cammino.

TAPPA 14 VARIANTE ANELLO EST Santuario Madonna di Val Canneto – Civitella Alfedena (via Val di Rose)

AGOSTO – SETTEMBRE si accede previa autorizzazione ( numero controllato, per la conservazione del Camoscio Appenninico)

Il percorso di questa tappa è molto vario e offre panorami diversi. Si inizia salendo lungo una comoda strada bianca, si entra poi in un bosco e si lascia sulla sinistra una deviazione per le cascate e una scultura dedicata a Papa Giovanni Paolo II. Si arriva infine in un prato con un rifugio.

Il Camoscio Appenninico

Continuando a salire gradualmente, si raggiunge il punto più alto del fondovalle, dove il sentiero si divide in due: uno prosegue verso il passo e l’altro che si deve seguire per arrivare al Passo di Forca Resuni. La salita è impegnativa, ma offre panorami mozzafiato. Il sentiero continua poi verso il paese in cui fu costruita una delle prime Aree Faunistiche che ospitò il Lupo.

Le Tane e i rendez-vous della Via dei Lupi

Come dei veri Lupi, non possono mancare le Tane. Sono i luoghi dove fare sosta per mangiare e dormire. Le strutture convenzionate sono in costante aggiornamento e distribuite lungo il percorso. Il cammino può essere fatto anche in tenda, a patto di seguire tutte le regole delle aree protette. In molte tappe è necessario chiedere autorizzazione. Le tane potrebbero essere piene, ecco perché si consiglia di prenotare per tempo.

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I rendez-vous dei lupi sono i luoghi dove il branco può festeggiare e ritrovarsi con altri lupi. I rendez-vous della Via dei Lupi sono le strutture dove si può mangiare. La cucina della regione Lazio o Abruzzese è ricca di prelibatezze, e da queste parti ci sono molti piatti tipici da provare.

La Via dei Lupi: Un Cammino alla scoperta della natura e della cultura locale.

In conclusione, la Via dei Lupi è un cammino impegnativo ma affascinante, che attraversa le bellezze naturali e culturali del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Lungo il percorso, si possono ammirare panorami mozzafiato, visitare borghi antichi e scoprire la fauna e la flora del parco.

Le Tane, i luoghi dove sostare per mangiare e dormire, sono in costante aggiornamento e si consiglia di prenotare con anticipo. I Rendez-vous, le strutture dove mangiare, offrono piatti tipici della regione Lazio e Abruzzese, che arricchiscono l’esperienza di chi percorre la Via dei Lupi.

Inoltre, è importante rispettare tutte le regole delle aree protette e chiedere autorizzazione dove necessario. Il cammino vale la pena farlo se amate la natura, la cultura e la sfida fisica e mentale.

Buon viaggio tra natura e lupi !


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