Calabria protagonista, Liguria regina del mare sostenibile italiano
Le Bandiere Blu 2026 raccontano un’Italia che non si limita più a “fare turismo balneare”, ma costruisce – anno dopo anno – una vera e propria infrastruttura della sostenibilità costiera. Un sistema fatto di controlli ambientali, pianificazione urbana, qualità dei servizi e governance territoriale che coinvolge Comuni, enti scientifici, ministeri e comunità locali.
Il dato complessivo dell’edizione 2026 è chiaro e potente: 257 Comuni rivieraschi e 87 approdi turistici hanno ottenuto il riconoscimento della FEE – Foundation for Environmental Education. In totale, 525 spiagge italiane potranno fregiarsi del vessillo internazionale, confermando l’Italia tra i Paesi leader mondiali per qualità delle acque e gestione sostenibile del turismo costiero.
La cerimonia ufficiale si è svolta a Roma, presso la sede del CNR, alla presenza dei sindaci delle località premiate e del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Un appuntamento che non è solo celebrativo, ma anche politico e strategico: la Bandiera Blu oggi è uno dei pochi indicatori capaci di misurare concretamente la capacità amministrativa dei territori.
Un riconoscimento sempre più “tecnico”: cosa misura davvero la Bandiera Blu
Dietro il simbolo della Bandiera Blu non c’è un premio estetico, ma un sistema di valutazione estremamente rigoroso. Le località vengono selezionate sulla base di criteri scientifici e gestionali che riguardano non solo il mare, ma l’intero ecosistema urbano e turistico.
Le acque di balneazione devono risultare eccellenti per almeno quattro anni consecutivi, secondo le analisi delle ARPA regionali. Ma questo è solo il punto di partenza.
A essere valutati sono anche:
- depurazione e rete fognaria
- gestione dei rifiuti e raccolta differenziata
- accessibilità delle spiagge
- sicurezza dei bagnanti
- mobilità sostenibile e piste ciclabili
- qualità dell’arredo urbano
- educazione ambientale
- tutela delle aree naturali
- servizi turistici e sanitari
In totale, il Programma FEE si basa su 33 criteri aggiornati periodicamente, che trasformano la Bandiera Blu in un vero “certificato di qualità territoriale”.
La geografia del 2026: l’Italia dei mari tra conferme e nuovi equilibri
L’edizione 2026 conferma una tendenza ormai evidente: la distribuzione delle Bandiere Blu non è più soltanto una fotografia delle coste più famose, ma un mosaico sempre più articolato che coinvolge anche aree emergenti e territori in trasformazione.
Il quadro nazionale
- 257 Comuni premiati (+11 rispetto al 2025)
- 14 nuovi ingressi
- 3 Comuni non riconfermati
- 87 approdi turistici premiati
- 23 località lacustri
Un dato importante riguarda anche la qualità della crescita: non si tratta solo di aumento numerico, ma di una maggiore diffusione territoriale del modello sostenibile.
Liguria: la leadership storica del turismo balneare italiano
La Liguria si conferma ancora una volta al vertice nazionale con 35 località premiate, consolidando un primato che dura da anni.
Non è solo una questione di quantità: la regione rappresenta uno dei modelli più strutturati di gestione del turismo costiero in Italia. La combinazione tra borghi marinari, porti turistici, aree urbane costiere e tratti naturali rende la Liguria un laboratorio avanzato di gestione ambientale.
Le politiche regionali su:
- mobilità sostenibile
- riqualificazione dei lungomare
- depurazione costiera
- accessibilità delle spiagge
hanno contribuito a consolidare un sistema che oggi viene considerato tra i più coerenti a livello nazionale.
Calabria: la crescita più significativa del 2026 nel Mezzogiorno
Se la Liguria rappresenta la stabilità, la Calabria è il segnale più interessante di trasformazione dell’edizione 2026.
Con 4 nuovi ingressi – Amendolara, Montegiordano, Falerna e Locri – la regione rafforza il proprio posizionamento arrivando a 27 Bandiere Blu, agganciando la Puglia e diventando una delle realtà più dinamiche del Sud Italia.
Perché la crescita calabrese è significativa
Il dato non va letto solo in termini numerici. La Calabria sta progressivamente costruendo un’identità turistica diversa, basata su tre direttrici principali:
- miglioramento della qualità delle acque e dei sistemi di depurazione
- valorizzazione del patrimonio costiero ancora poco urbanizzato
- investimenti su servizi turistici e accessibilità
In altre parole, la regione sta passando da una logica di “potenziale turistico” a una fase di competitività reale certificata.
Le altre regioni: un’Italia sempre più diffusa
L’edizione 2026 conferma una distribuzione ampia e ormai consolidata lungo tutta la penisola.
- Puglia: 27 Bandiere Blu (con nuovi ingressi e uscite)
- Campania: 20 conferme
- Marche: 20 conferme
- Toscana: 20 località, con nuovo ingresso di Monte Argentario
- Sardegna: 17 località, con Teulada
- Sicilia: 16 Bandiere Blu, con Ispica e Lipari
- Abruzzo: 16 conferme solide
- Emilia-Romagna: 11 località, con Rimini
- Veneto: 9 conferme
- Lazio: 10 (con una uscita)
- Trentino-Alto Adige: 12 conferme
- Lombardia: 4 località, con Limone sul Garda
Questa distribuzione evidenzia un fatto importante: la Bandiera Blu non è più un fenomeno esclusivamente costiero “classico”, ma coinvolge sempre più anche territori lacustri e regioni non tradizionalmente turistiche sul mare.
Le nuove entrate e le esclusioni: il sistema resta selettivo
Tra i 14 nuovi ingressi 2026 figurano località distribuite su tutta la penisola, dal Nord al Sud, segno che il sistema premia tanto la continuità quanto il miglioramento recente.
Nuovi ingressi includono, tra gli altri:
- Rimini
- Andora e Taggia
- Locri, Falerna, Montegiordano, Amendolara
- Teulada
- Ispica e Lipari
- Monte Argentario
- Limone sul Garda
Al tempo stesso, alcune località non vengono riconfermate, tra cui:
- San Felice Circeo
- Patù
- Castrignano del Capo
Un elemento che ribadisce un punto chiave: la Bandiera Blu non è permanente, ma va “riconquistata” ogni anno.
Gli approdi turistici: cresce anche la nautica sostenibile
Accanto ai Comuni, cresce anche il comparto degli approdi turistici, che raggiungono quota 87 strutture premiate.
Questo segmento è sempre più centrale perché rappresenta l’interfaccia tra turismo costiero e turismo nautico. La sostenibilità dei porti turistici riguarda:
- gestione dei rifiuti e delle acque
- servizi per la nautica da diporto
- efficienza energetica
- impatto ambientale delle strutture
La crescita del settore indica una trasformazione più ampia: la sostenibilità non riguarda solo la spiaggia, ma l’intero sistema economico costiero.
I nuovi Piani di Azione: la vera svolta del modello Bandiera Blu
Uno degli elementi più innovativi degli ultimi anni è l’introduzione dei Piani di Azione per la Sostenibilità (Action Plan), che hanno trasformato il programma da semplice certificazione a strumento di pianificazione territoriale.
I Comuni devono oggi lavorare su cinque macro-obiettivi:
- mobilità sostenibile
- città e comunità sostenibili
- tutela della biodiversità
- vita sott’acqua
- lotta al cambiamento climatico
Nel 2025, l’81% dei Comuni lavorava su tutti i cinque obiettivi. Nel 2026 si arriva al 94%, un salto che indica un cambiamento strutturale: la sostenibilità è diventata parte integrante della programmazione amministrativa.
FEE e turismo globale: un modello che supera il perimetro costiero
La FEE – Foundation for Environmental Education – non si limita a certificare la qualità delle acque o delle spiagge. Il suo intervento si inserisce oggi in una strategia internazionale più ampia, che interpreta la sostenibilità come un sistema integrato in cui territori, scuole, imprese e strutture ricettive devono muoversi nella stessa direzione.
Accanto al programma Bandiera Blu, trovano spazio iniziative consolidate come Green Key ed Eco-Schools, strumenti che estendono i criteri ambientali oltre il contesto balneare, coinvolgendo hotel, campeggi, istituti scolastici e amministrazioni locali.
In questa prospettiva, la recente sinergia tra Bandiera Blu e Green Key non rappresenta un semplice coordinamento operativo, ma un cambio di paradigma. L’obiettivo è costruire un sistema coerente in cui la qualità di una destinazione non si misura più soltanto sul mare, ma sull’intero ecosistema dell’accoglienza turistica.
Ne emerge un principio ormai centrale nel turismo internazionale contemporaneo: la competitività di una destinazione dipende dalla capacità di integrare qualità ambientale, efficienza dei servizi e responsabilità sociale in un unico modello di sviluppo.
La costa italiana come laboratorio di trasformazione
Le Bandiere Blu 2026 non possono essere lette come una semplice graduatoria di località balneari. Rappresentano piuttosto una mappa aggiornata della trasformazione in corso lungo le coste italiane, dove la sostenibilità è diventata un criterio strutturale di pianificazione e non più un elemento accessorio.
Il sistema si muove oggi lungo quattro direttrici sempre più evidenti: maggiore pianificazione territoriale, controlli ambientali più rigorosi, rafforzamento delle politiche di sostenibilità e una crescente competizione tra territori che non si gioca più solo sull’attrattività turistica, ma sulla qualità complessiva della governance locale.
In questo scenario, la Liguria mantiene una posizione di leadership consolidata, frutto di un modello amministrativo ormai maturo e stabile. Allo stesso tempo, la crescita della Calabria e di diverse aree del Mezzogiorno introduce un elemento nuovo: un riequilibrio progressivo della geografia turistica italiana, che premia territori capaci di accelerare sui temi ambientali e infrastrutturali.
Il risultato complessivo è quello di un Paese in cui il mare non è più soltanto una risorsa naturale o una destinazione stagionale, ma un vero indicatore di qualità amministrativa, ambientale e sociale. Un sistema che misura la capacità dei territori di governare il proprio sviluppo e di interpretare le sfide del turismo contemporaneo in chiave sostenibile.



