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City Quitting

Lasciare la città: un’opportunità per il turismo

Il COVID-19 ha sicuramente catalizzato una riflessione sulle città contemporanee e la loro capacità di soddisfare le crescenti esigenze di benessere.

Vi è mai capitato di provare il desiderio di abbandonare tutto e trasferirvi in un borgo incantevole o magari in campagna?

Il fenomeno noto come “fuga dalla città” o “city quitting” è sempre più evidente, poiché le città contemporanee spesso non riescono a soddisfare le nuove esigenze di benessere.

Questa situazione spinge molte persone a desiderare di abbandonare le aree urbane e orientarsi verso territori più rilassanti e a misura d’uomo, come borghi incantevoli o la tranquillità della campagna.

La fuga dalla città: che cos’è il “city quitting” e chi sono i “city quitters”?

Il city quitting, noto anche come “fuga dalla città“, è un fenomeno sempre più evidente, spinto anche dall’impatto della pandemia. Sempre più persone si sentono attratte dal desiderio di abbandonare le metropoli per abbracciare uno stile di vita più “lento” e autentico.

Questi city quitters sono individui di diverse fasce d’età e provenienze, uniti dal comune intento di cercare nuove opportunità di vita nei borghi e nei territori lenti.

I city quitters, letteralmente tradotto come “abbandonatori della città“, sono individui che scelgono di lasciare le grandi città per trasferirsi in territori più rurali, come borghi o zone di campagna.

Questa decisione è spesso motivata dalla ricerca di uno stile di vita lento, autentico e in armonia con la natura, oltre a una maggiore qualità della vita.

Il fenomeno del city quitting è alimentato da diversi fattori, tra cui il desiderio di ridurre lo stress e la frenesia della vita urbana, i costi di vita più bassi, una maggiore connessione con la comunità e una maggiore attenzione al benessere psicofisico.

Lavoro e turismo nei territori lenti: un’occasione di crescita

I territori lenti stanno diventando una meta ambita sia per chi desidera una nuova esperienza lavorativa, come nel caso dello smart working, sia per coloro che cercano un turismo diverso, lontano dalla frenesia delle grandi mete turistiche italiane.

Questi luoghi, caratterizzati da un fascino autentico e da paesaggi incontaminati, rappresentano un’occasione di crescita economica e sociale.

I “territori lenti” si riferiscono a luoghi, come borghi o piccoli centri, caratterizzati da uno stile di vita a misura d’uomo. Questi territori tendono a offrire un ambiente più autentico, una qualità della vita elevata, paesaggi incontaminati e una connessione più stretta con la natura.

La denominazione “territori lenti” sottolinea il contrasto con la frenesia e il ritmo accelerato tipici della vita nelle metropoli.

È importante notare che “territori lenti” e “aree interne” non sono concetti intercambiabili. Le “aree interne” si riferiscono generalmente a regioni o zone geografiche che si trovano lontano dai principali centri urbani e che possono affrontare sfide come la spopolazione, il degrado e la mancanza di servizi essenziali.

D’altro canto, i “territori lenti” possono trovarsi sia nelle aree interne che in luoghi di facile accesso e sviluppo.

Inoltre, l’innovazione digitale sta contribuendo a sviluppare nuove forme di lavoro e nuove prospettive imprenditoriali in queste aree, attirando sempre più cittadini e visitatori.

Perché è meglio vivere in campagna o in un borgo?

Lasciare le città per trasferirsi in campagna o in borghi offre una prospettiva di vita più ricca e appagante, alimentata da diverse motivazioni. Innanzitutto, queste località vantano un ritmo di vita più rilassato e meno frenetico rispetto alle metropoli, consentendo di godere di momenti di tranquillità e pace. Un altro aspetto attrattivo è rappresentato dai costi di vita inferiori, che includono affitti più accessibili e prezzi più contenuti per i beni di consumo.

La qualità dell’aria e l’ambiente sono migliori nelle zone rurali che offrono un’esperienza di vita più sana, promuovendo il benessere fisico e mentale. Tuttavia vivere in campagna significa essere immersi nella natura, con panorami incantevoli e l’opportunità di partecipare a attività all’aria aperta, come passeggiate rigeneranti o escursioni nella campagna circostante.

Un altro vantaggio significativo è la presenza di comunità più vicine e solidali, dove si instaurano relazioni autentiche e un senso di appartenenza. Inoltre, l’opportunità di coltivare il proprio cibo o acquistare prodotti locali da agricoltori e produttori della zona promuove uno stile di vita sostenibile e una dieta più sana. In questi territori l’alimentazione è senza dubbio più sana.

Vivere in campagna o in borghi può anche significare recuperare e preservare antiche tradizioni e mestieri, contribuendo alla salvaguardia del patrimonio culturale locale. Il contesto rurale offre un basso livello di stress, consentendo una migliore gestione degli equilibri tra vita privata e lavoro.

Gli esempi oggi: wwoofing, vita rurale, south working, case a 1€, cooperative di comunità e gli smart village

Il city quitting ha aperto la strada a nuove forme di esperienze di vita e lavoro nei territori lenti.

Il WWOOFing (World-Wide Opportunities On Organic Farms) è un’esperienza di volontariato che offre alle persone l’opportunità di lavorare in fattorie biologiche o didattiche in cambio di vitto e alloggio. Questa iniziativa permette ai partecipanti di sperimentare uno stile di vita in armonia con la natura, imparare pratiche agricole sostenibili e condividere conoscenze con le comunità agricole locali.

Il South Working è una tendenza lavorativa in cui le persone scelgono di lavorare in luoghi situati nelle regioni meridionali o in zone più remote rispetto alle grandi città. Questo approccio sfrutta la flessibilità lavorativa e il lavoro remoto, consentendo alle persone di svolgere il proprio impiego da luoghi al sud, caratterizzati spesso da un clima più mite, una maggiore qualità della vita e costi di vita inferiori.

Le case a 1€ sono iniziative di riqualificazione urbana messe in atto da alcuni comuni italiani per incentivare il ripopolamento di centri storici e borghi abbandonati. Questi programmi offrono la possibilità di acquistare case fatiscenti a prezzi simbolici a condizione che gli acquirenti si impegnino a ristrutturare l’immobile, contribuendo così al recupero e alla riqualificazione di queste zone.

Le cooperative di comunità sono forme di organizzazione e gestione collettiva, spesso in ambito agricolo o artigianale, in cui i membri collaborano per condividere risorse, competenze e benefici. Questo modello di cooperativa può contribuire a promuovere lo sviluppo sostenibile e a creare sinergie positive all’interno della comunità locale.

Gli Smart Village, o villaggi intelligenti, sono località che utilizzano la tecnologia e l’innovazione per migliorare la qualità della vita e promuovere lo sviluppo socio-economico. Queste comunità cercano di integrare soluzioni digitali e sostenibili per affrontare le sfide del territorio, attirare nuovi residenti e incentivare attività economiche innovative.

Le sfide e le opportunità per i territori lenti

Le sfide che i territori lenti devono affrontare riguardano principalmente l’infrastruttura digitale e l’accesso ai servizi essenziali. La mancanza di connettività ad alta velocità e di accesso a internet può ostacolare lo sviluppo economico e sociale di queste aree, limitando le opportunità di lavoro e di istruzione. Inoltre, la scarsità di servizi sanitari, trasporti efficienti e strutture pubbliche può rappresentare una sfida per chi decide di trasferirsi in queste località.

Tuttavia, è importante sottolineare che i territori lenti hanno anche molte opportunità da sfruttare. Il crescente interesse verso uno stile di vita più autentico e sostenibile sta portando nuovi residenti e visitatori in queste aree, creando opportunità per lo sviluppo di attività economiche basate sulla valorizzazione delle risorse locali. La promozione del turismo sostenibile, l’agricoltura biologica, l’artigianato locale e le iniziative culturali possono diventare pilastri per la crescita economica e il mantenimento della tradizione.

Inoltre, la presenza di comunità vicine e solidali può favorire la cooperazione e la condivisione di risorse, creando un senso di appartenenza e coesione sociale.

I territori lenti affrontano sfide e offrono opportunità uniche.

Conservare la cultura locale, valorizzare le risorse naturali e promuovere iniziative sostenibili sono fondamentali per una crescita equilibrata e per preservarne il fascino autentico per le generazioni future.

Sfide e opportunità si intrecciano, ma con una visione olistica e una mentalità proattiva, possono costruire un futuro prospero e sostenibile, mantenendo vivo il loro legame speciale con la natura e la tradizione.

Buon viaggio nei territori lenti!

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