Promuovere e creare esperienze
Lo stiamo ripetendo da mesi, se non da anni: i viaggiatori cercano un viaggio personalizzato, con esperienze uniche e non standardizzate.
Bannati i viaggi pre-confezionati, i viaggi che una comune coppia di sposini può aver già fatto.
Oggi viene inaugurato un nuovo modo di concepire i viaggi.
Nasce la figura del travel designer che progetta le esperienze (il travel experience design) e, come un vero artigiano, cuce a mano un ottimo vestito. Il viaggio sarà “tailor made”, costruito su misura.
Questa modalità strizza l’occhio a tutti i pacchetti che numerosi tour operator tentano di promuovere con grossi sforzi.
Il designer di viaggi è un viaggiatore esperto, conosce e ha vissuto – o vive – in prima persona i luoghi.
Conoscere i luoghi significa avere conoscenza reale del mondo dei trasporti, dell’accoglienza, dell’enogastronomia e di tutte le esperienze possibili da fare. Solo in questo modo si può fornire ai clienti una visione ampia, a 360 gradi, e intervenire in occasione di qualunque problematica o necessità.
Non un viaggio da catalogo, ma un viaggio disegnato per mettere al centro le esigenze e gli interessi del viaggiatore.
Le competenze da mettere in gioco sono moltissime. Allo stesso tempo, bisogna essere anche uno psicologo, un travel coach e soprattutto un creativo.
Non basta più scandagliare il web, in cerca di consigli e recensioni: la differenza la fa la sperimentazione.
Solo chi effettivamente è uno specialista e conosce il territorio può offrire esperienze certificate, magari anche ad un prezzo competitivo.
Insomma, è necessario avere un bagaglio di competenze e conoscenze che si possono ottenere solo sul campo.
Vendere un progetto di viaggio è davvero una professione che mira a realizzare i sogni dei viaggiatori.
Con un progetto ben pensato, il travel designer può cambiare il modo di vedere i viaggi.
Il viaggio diventa l’occasione di costruire un percorso.
Un percorso che comincia prima ancora che il viaggio stesso inizi e che il viaggiatore porterà sempre con sé, anche alla fine di esso, perché, sebbene aiutato da qualcun altro, lo avrà migliorato.
Il travel designer deve creare un progetto ricco di valore, non un semplice prodotto turistico.
Mette la firma su una vera opera d’arte. Suggerisce le esperienze in base alla propria. Sa stabilire quale sia la migliore da fare e in che modo.
Un vero professionista per chi ha bisogno di una figura al suo fianco, che, a partire dall’idea e attraverso il confronto con il viaggiatore, è in grado di ottimizzare anche budget e percorsi.
Come per un progetto di design, parte da un brief per poi arrivare al prodotto finale, da promuovere utilizzando tutte le basi del marketing.
Il concept del viaggio e la definizione della moodboard sono concetti che possono essere applicati anche qui.
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Davvero interessante la nascita di questa nuova figura, che può lavorare non solo nel turismo luxury, o di nicchia, ma anche con chiunque, semplicemente, non abbia voglia di navigare tra diversi portali, leggere numerose guide, decidere se pianificare o partire senza un programma ben preciso.
Insomma, una figura in grado di costruire il giusto rapporto tra cliente e viaggio, che sappia appassionarsi al mondo e trasmettere l’energia positiva di un territorio.
Il vero valore aggiunto sta nell’accompagnare il viaggiatore verso il suo viaggio del cuore e intervenire con un piano alternativo qualora ci siano imprevisti. Come una vera ombra, lo segue per tutto il viaggio, rassicurandolo e facendo la differenza.
Questo nuovo consulente turistico è del tutto indipendente. Un lavoro che non necessita di certificazioni specifiche e le cui prospettive possono essere tante.
Sebbene sia una nuova modalità di operare nel mercato del turismo, è importante però che il designer lavori a stretto contatto con l’agente di viaggio, i tour operator e le agenzie di organizzazione turistica.
Ecco alcuni profili noti in Italia:
La personalizzazione del viaggio richiede molto studio e il costante aggiornamento su quelli che sono i possibili viaggi.
Si può fare molto se si punta su piccole nicchie nel grande mondo del turismo (outdoor, di lusso, enogastronomico, culturale e undertourism, trasformativo, solo travel, …).
Il viaggio lento, ad esempio, si presta bene al lavoro del travel designer.
Anche qui, l’intento è sempre uno: creare un viaggio e far vivere l’esperienza corretta.
La persona al centro del viaggio, che indossa l’abito giusto.
È proprio questo uno dei principi su cui si basano i viaggi lenti.
Buon progetto di viaggio lento!



