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Turismo rurale e agriturismo

Nuovi scenari per le aree agricole italiane

L’Italia vanta un patrimonio territoriale unico, fatto di paesaggi rurali, tradizioni e cultura contadina. In questo contesto, il turismo rurale e agriturismo rappresentano un’opportunità per valorizzare e rilanciare le aree rurali del Paese, offrendo ai visitatori esperienze autentiche e sostenibili

Il paesaggio italiano, con la sua varietà e bellezza, rappresenta una grande risorsa per lo sviluppo del turismo rurale e dell’agriturismo, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere esperienze autentiche e immergersi nella cultura e tradizioni locali.

In questo contesto, è interessante analizzare i nuovi scenari che si aprono per il turismo rurale e agriturismo in Italia, alla luce delle trasformazioni sociali e culturali in atto, nonché delle sfide poste dalla pandemia.

Che cosa è il turismo rurale?

Il turismo rurale è un’attività commerciale. Chi la esercita è l’imprenditore turistico o commerciale. Per esercitare il turismo rurale è possibile utilizzare strutture esistenti sul territorio o costruirne di nuove autorizzazioni permettendo. Il vincolo e che le strutture siano da catasto prendersi in zone turischie-comemrciali. L’attività è a tutti gli effetti quella di un’impresa turistica commerciale e necessita quindi di opportuna licenza comunale. A seconda dei comuni italiani le regole possono variare.

Il turismo rurale sostenibile 

Il turismo rurale è un insieme di attività svolte nelle aree naturali o rurali, che promuove il turismo sostenibile. Secondo il piano del turismo italiano, il turismo rurale è considerato parte integrante dello slow tourism o green tourism, insieme a cammini, treni storici e parchi.

Queste forme di turismo sono considerate proposte interessanti per il mercato italiano e internazionale. Tuttavia, spesso rappresentano destinazioni meno conosciute al grande pubblico e richiedono maggiori servizi e infrastrutture per lo sviluppo turistico.

La normativa e gli aspetti fiscali: turismo rurale 

Il turismo rurale è regolamentato a livello nazionale dalla legge numero 26 del 1996, che stabilisce che solo gli imprenditori agricoli possono aprire una struttura di turismo rurale, rispettando la normativa pertinente. Oltre a queste disposizioni, vi sono anche leggi regionali che impongono ulteriori requisiti da soddisfare. È importante verificare le specifiche norme regionali del proprio territorio.

In generale, le richieste delle diverse normative regionali includono alcuni requisiti comuni. Non si tratta solo di sfruttare l’attività agricola e utilizzare i propri prodotti, ma è richiesto che i soggetti interessati all’attività di turismo rurale non abbiano carichi pendenti, siano iscritti agli elenchi provinciali dei soggetti abilitati e abbiano ottenuto le autorizzazioni comunali.

Il requisito relativo ai procedimenti penali in corso riguarda attività illegali legate alla commercializzazione di alimenti nocivi o gravi violazioni delle norme sanitarie. L’iscrizione all’albo e il possesso delle autorizzazioni richiedono la presentazione di documentazione che attesti l’idoneità dell’agricoltore a ospitare turisti nella propria azienda agricola.

Successivamente, viene effettuata un’ispezione della struttura per verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza. Vi sono anche alcune limitazioni, come il numero massimo di 10 stanze destinate agli ospiti, per un totale di 30 posti letto. È sempre consigliabile verificare le normative in vigore al momento di aprire una struttura di turismo rurale per essere al corrente degli eventuali aggiornamenti e dei requisiti richiesti.

Ecco alcuni esempi di turismo rurale 

Il turismo rurale è una forma sempre più diffusa di turismo sostenibile che permette ai visitatori di vivere un’esperienza unica a stretto contatto con la realtà agricola, beneficiando di tutti i suoi aspetti positivi. Ecco alcuni esempi:

Il turismo rurale è una forma sempre più diffusa di turismo sostenibile che permette ai visitatori di vivere un’esperienza unica a stretto contatto con la realtà agricola, beneficiando di tutti i suoi aspetti positivi. Ecco alcuni esempi:

Fattoria didattica: Un’opportunità per le scuole di visitare fattorie appositamente attrezzate, dove i più piccoli possono conoscere da vicino gli animali della fattoria e imparare il modo di lavorare la terra.

WWOOF: Un’organizzazione che rappresenta le fattorie biologiche che offrono vitto e alloggio gratuiti in cambio di lavoro all’interno dell’azienda.

Equiturismo: Una forma di turismo rurale in cui il cavallo diventa il mezzo di trasporto. Lunghe passeggiate a cavallo permettono di scoprire boschi e montagne, immergendosi completamente nel paesaggio circostante.

Parchi naturali e riserve: Oltre alla conoscenza delle realtà cittadine e dell’entroterra in cui si soggiorna, si può anche godere dell’immersione nella natura che sostiene l’intera zona grazie al turismo. Imparare sulla flora e fauna di un determinato paesaggio aiuta a sviluppare una maggiore responsabilità ambientale.

Birdwatching: Una pratica che combina turismo rurale e sostenibilità. L’osservazione degli uccelli nella natura, nel rispetto del silenzio e dei ritmi della fauna locale, permette di conoscere e apprezzare le piccole creature che vivono sugli alberi.

Trekking e cicloturismo: Attraverso percorsi e itinerari ben definiti, è possibile scoprire la realtà delle città e dei borghi prescelti, ammirando i paesaggi e entrando in stretto contatto con la vita locale.

Degustazioni enogastronomiche: Questa forma di turismo rurale è un vero piacere per i sensi. Visitando una località e desiderando conoscerla meglio, una delle modalità più golose è quella di partecipare a degustazioni enogastronomiche.

Che cosa si intende per agriturismo ?

L’agriturismo è un’impresa agricola ed è esercitata da un imprenditore agricolo. Le strutture dove esercitare l’attività non possono che essere esclusivamente quelle dell’azienda agricola. La ricettività segue le regole comunali e regionali, queste definiscono i posti letto o a sedere massimi che si possono avere. Al catasto gli edifici sono classificati come agricolo-rurali e devono essere situati in zone agricole.

Chi ha un’agriturismo è soggetto all’iscrizione dell’elenco regionale degli operatori turistici. L’attività necessità di autorizzazione comunale per esercitare qualsivoglia nell’edificio utilizzato.

Secondo Istat nel 2021 le aziende agrituristiche attive sono 25.390 (+1,3% rispetto al 2020). la crescita maggiore è nelle Isole (+8,2%) e al Sud (+1,5%). Il 63,3% dei comuni italiani ne ospita almeno una ma si arriva a oltre il 98% in Toscana e Umbria 

La normativa e la classificazione degli agriturismi

In Italia, l’agriturismo è una forma di turismo in aree rurali esclusivamente offerta dalle aziende agricole e gestita da agricoltori. 

La Legge 20 febbraio 2006, n. 96 “Disciplina dell’agriturismo”ne disciplina gli aspetti, le tipologie e le finalità per la valorizzazione del patrimonio rurale e del territorio italiano, lasciando alle Regioni e alle Province autonome il compito di definire l’attività agrituristica locale con provvedimenti legislativi specifici. 

Nel 2013, l’Italia ha creato il marchio di settore “agriturismo italia” (DM 13 febbraio 2013) per identificare le aziende che rispettano le normative vigenti. 

Inoltre, è stato istituito un sistema di classificazione delle aziende agrituristiche in cinque categorie, sviluppato in collaborazione con le amministrazioni regionali e le associazioni nazionali dell’agriturismo, per fornire ai turisti un’idea del livello di comfort, della varietà dei servizi e della qualità del contesto ambientale di ogni azienda.

L’agriturismo viene quindi classificato in cinque livelli, come le strutture alberghiere, attraverso misurazioni standard. La categoria 1 offre solo i servizi minimi previsti dalla legge, la categoria 2 offre attrezzature e servizi semplici, la categoria 3 offre attrezzature e servizi con alcune rifiniture organizzative e qualità strutturali, la categoria 4 offre attrezzature e servizi di livello elevato in un contesto paesaggistico-ambientale eccellente e la categoria 5 presenta particolari eccellenze nella prestazione dei servizi, nel contesto paesaggistico-ambientale e nella caratterizzazione agricola e naturalistica dell’ospitalità.

La normativa e gli aspetti fiscali: agriturismo 

Per aprire un agriturismo è necessario soddisfare alcuni requisiti e seguire una procedura specifica. Innanzitutto, bisogna essere imprenditori agricoli, dedicandosi principalmente all’agricoltura e all’allevamento. L’attività agricola permette di offrire prodotti enogastronomici locali agli ospiti, ma è importante che l’agriturismo non prevalga sull’attività agricola.

La procedura richiede l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio e l’apertura di una partita IVA. È necessario anche registrarsi presso il registro degli operatori turistici della regione di appartenenza. Inoltre, occorre ottenere l’autorizzazione del sindaco per avviare l’attività agrituristica e l’autorizzazione dei Vigili del Fuoco. Poiché si manipolano alimenti, è indispensabile possedere un attestato di idoneità sanitaria rilasciato dall’ASL competente.

Dal punto di vista fiscale, l’attività agrituristica è soggetta a una disciplina specifica. Il reddito derivante dall’agriturismo è considerato reddito agricolo. È possibile adottare due sistemi di contabilizzazione dei costi: il sistema forfetario e il sistema ordinario. 

L’IVA per alloggio e ristorazione è del 10%, mentre per gli altri servizi dell’agriturismo è del 22%.

La differenza tra turismo rurale e agriturismo

La differenza principale tra l’attività agrituristica e il turismo rurale è che la prima è esclusivamente legata all’ospitalità offerta da imprenditori agricoli, che devono mantenere l’attività di coltivazione come attività principale. 

Mentre, il secondo comprende una vasta gamma di servizi turistici offerti nel territorio rurale extraurbano, come la ristorazione, l’organizzazione di attività di tempo libero. 

Oltre alla fornitura di servizi turistici in generale. In altre parole, l’agriturismo è un sottoinsieme del turismo rurale, limitato alla sola attività di ospitalità offerta dagli agricoltori, mentre il turismo rurale è più ampio e comprende molteplici attività turistiche.

Le imprese del turismo rurale: differenza tra azienda agricola e agriturismo.

Nel contesto del turismo rurale, è importante comprendere la differenza tra un’azienda agricola e un agriturismo. Un’azienda agricola è un’impresa che si occupa principalmente di attività agricole, come la coltivazione di terreni agricoli o l’allevamento di animali. Le strutture di un’azienda agricola sono destinate principalmente a sostenere queste attività, come gli spazi per la lavorazione dei prodotti agricoli o i ricoveri per gli animali.

D’altra parte, un agriturismo è un’attività commerciale che si svolge all’interno di un’azienda agricola. L’agriturismo offre ospitalità e servizi turistici. Consente ai visitatori di sperimentare la vita rurale e le attività agricole. Le strutture di un agriturismo includono solitamente camere o appartamenti per gli ospiti, sale per la ristorazione e spazi per attività ricreative.

La principale distinzione tra un’azienda agricola e un agriturismo risiede nella loro finalità e nella destinazione delle strutture. Mentre un’azienda agricola si concentra sulla produzione agricola, un agriturismo combina l’attività agricola con l’ospitalità turistica. Ciò significa che un’azienda agricola può ospitare un agriturismo all’interno delle sue strutture, ma non tutte le aziende agricole sono automaticamente agriturismi.

Lo slow tourism e le aziende agricole contro lo spopolamento

Negli ultimi decenni, abbiamo assistito a una crescente tendenza delle persone a vivere nelle città megalopoli, complesse e densamente popolate. Questo fenomeno è stato alimentato da una serie di fattori, tra cui le opportunità economiche, l’accesso a servizi e infrastrutture avanzate e la vivacità culturale che caratterizzano questi centri urbani. Il risultato è stato un rapido aumento della popolazione nelle città, che spesso hanno dovuto fare i conti con una forte pressione sulle risorse e sullo spazio disponibile.

Tuttavia, nonostante l’afflusso costante di persone verso le città megalopoli, si osserva contemporaneamente una tendenza opposta: il declino demografico e lo spopolamento di alcune aree più periferiche e rurali. Molti territori, una volta fiorenti, si trovano oggi a fronteggiare una diminuzione della popolazione e una conseguente perdita di vitalità economica e sociale.

Questa disparità nel tasso di urbanizzazione e spopolamento solleva importanti questioni riguardo all’equilibrio territoriale e alla sostenibilità. Mentre le città megalopoli si sforzano di gestire l’aumento della popolazione e delle richieste di risorse, le comunità rurali e periferiche lottano per preservare la propria identità e garantire servizi di base a una popolazione in diminuzione.

Comprendere le dinamiche dell’afflusso nelle città e dello spopolamento delle aree rurali è essenziale per promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile del territorio.

Il turismo rurale e agriturismo giocano un ruolo chiave in questa direzione e meritano il sostegno di tutti.

Buon viaggio lento nella campagna italiana !

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